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San Marino. PIano Parallelo: nelle indagini anche rogatorie in Bulgaria, Germania e Romania

Oltre 3.000 documenti raccolti in 5.071 pagine di atti, quasi tutti ormai desecretati, ad eccezione di 93, compongono il compendio probatorio messo insieme dagli inquirenti nell’ambito dell’indagine sulla presunta tentata scalata a Banca di San Marino e sul cosiddetto piano parallelo. Al centro dell’inchiesta, la presunta tangente da 500mila euro, secondo gli investigatori mascherata da consulenza, versata in tre tranche da uno studio legale bulgaro alla Ibc Srl, società riconducibile ai coniugi Del Vecchio–Manduchi, e il cosiddetto “piano parallelo” che, nelle ipotesi investigative, avrebbe dovuto indurre chi di competenza ad archiviare l’indagine per poi ottenere la restituzione dei 15 milioni di euro posti sotto sequestro e riaprire la trattativa per l’acquisizione della banca.

Per la chiusura delle indagini e l’eventuale decisione sul rinvio a giudizio saranno però determinanti anche gli esiti delle rogatorie internazionali inviate in Bulgaria, Germania e Romania. Oltre alle intercettazioni telefoniche e ambientali, gli inquirenti hanno ascoltato – in alcuni casi più volte – esponenti di vertice e membri degli organi sociali di Ente Cassa di Faetano e di Banca di San Marino, ma anche ad altri soggetti ritenuti informati sui fatti. Tra questi anche Antonella Mularoni e l’ingegner Marino Grandoni, che Andrea Del Vecchio ha incontrato tra il primo e il secondo arresto. Entrambi sono stati sentiti nel corso della tornata di interrogatori del 20 febbraio. Antonella Mularoni ha dichiarato  che i contatti con Del Vecchio sono stati di natura professionale, mentre l’ingegner Grandoni ha spiegato che l’incontro con l’indagato sarebbe avvenuto casualmente in un ristorante.

Fonte: San Marino RTV