Politica

San Marino. DML: un governo senza idee che copia quelle degli altri e non è capace di realizzarle

Negli ultimi mesi la vita politica sammarinese sta offrendo un quadro sempre più preoccupante: un governo privo di visione, incapace di elaborare strategie proprie e ormai ridotto a inseguire – spesso copiandole maldestramente o storpiandole – le idee proposte da altri. Peggio ancora, senza nemmeno la correttezza istituzionale di riconoscerne la paternità: bene che, in qualche modo, si dia seguito alla linea di sviluppo di D-ML, ma almeno che lo si faccia con un criterio.

Gli esempi non mancano.

Il primo riguarda il tema delle sandbox normative e del possibile sviluppo del comparto energetico. Un argomento che per anni è stato ignorato o guardato con scetticismo e che oggi, improvvisamente, diventa terreno di annunci e conferenze. Peccato che anche in questo caso il governo si limiti a rincorrere intuizioni altrui, senza una strategia chiara e senza la capacità di tradurle in strumenti concreti per lo sviluppo del Paese.

Lo stesso schema si ripete con la cosiddetta space economy. Dopo aver trascorso l’intera scorsa legislatura a ridicolizzare noi che parlavamo di opportunità legate allo spazio – con ironie su UFO e razzi, oltre a farci tenere ferma la normativa già pronta – oggi il governo spende risorse pubbliche in consulenze e se ne vanta negli altisonanti “Stati Generali dell’Economia”. Un titolo roboante che però è accompagnato da una partecipazione del pubblico estremamente scarsa: un segnale evidente della credibilità sempre più ridotta di questo esecutivo agli occhi del Paese reale.

Ma l’esempio forse più emblematico è quello del progetto SMUVI, presentato come innovazione nel sistema dei trasporti. In realtà si tratta della copia, senza alcun riconoscimento, di un progetto ideato dagli studenti delle scuole superiori sammarinesi. E anche qui, alla mancanza di correttezza si aggiunge l’incapacità gestionale. Il servizio è stato avviato in maniera improvvisata e dilettantesca: centralinisti che rispondono al telefono senza conoscere il territorio sammarinese e quindi la dislocazione delle fermate; scuole situate nei castelli considerati “più periferici” escluse dal servizio perché, incredibilmente, lo sovraccaricherebbero. Un paradosso che racconta meglio di mille parole il livello di approssimazione con cui si amministrano progetti che dovrebbero invece migliorare la mobilità del Paese.

Questo modo di governare non si limita ai singoli progetti. È il riflesso di una più ampia incapacità di gestire le dinamiche politiche e le grandi questioni nazionali.

Dalla surreale vicenda del cosiddetto “caso del bulgaro”, alla gestione dell’accordo di associazione con l’Unione Europea, che sembra essersi dissolto nel nulla dopo anni di annunci. Dall’aumento incontrollato del costo della benzina e del costo della vita, alla totale incapacità di affrontare seriamente l’emergenza abitativa che sta mettendo in difficoltà sempre più famiglie sammarinesi.

Di fronte a tutto questo, ciò che colpisce maggiormente è l’assenza di responsabilità politica. Non c’è più nemmeno la decenza di ammettere gli errori, di fare un passo indietro o di riconoscere i propri limiti. Si rimane aggrappati alle proprie sedie fino all’ultimo giorno possibile, spremendo il momento di potere fino alla fine, come se nulla fosse.

San Marino merita molto di più di un governo che copia le idee degli altri, non ringrazia chi le ha pensate e poi si dimostra incapace perfino di realizzarle.

Serve visione, serietà e rispetto per il Paese. Tutto ciò che oggi, purtroppo, continua a mancare: è sempre più evidente la necessità di un cambio di passo.. e di governo.

DOMANI – Motus Liberi