GiustiziaPolitica

Commissione Congiunta: approvato ordine del giorno sulla lotta alla denatalità

Commissione Consiliare Permanente Affari Costituzionali ed Istituzionali; Pubblica Amministrazione; Affari Interni, Protezione Civile, Rapporti
con le Giunte di Castello; Giustizia; Istruzione, Cultura, Beni Culturali, Università e Ricerca Scientifica; Commissione Consiliare Permanente Igiene e Sanità, Previdenza e Sicurezza Sociale, Politiche Sociali, Sport; Territorio, Ambiente e Agricoltura

Lunedì 10 novembre 2025, pomeriggio
La seduta pomeridiana vede terminare il dibattito sulla crisi demografica con l’approvazione a larga maggioranza (19 si e 7 astenuti complessivamente) di un ordine del giorno che rinnova l’impegno del Congresso di Stato a presentare entro la fine dell’anno un progetto di legge di riforma della Legge 129/2022. Il testo raccoglie e integra le indicazioni emerse nel precedente ordine del giorno del 27 marzo 2025, proponendo un percorso condiviso per affrontare la crisi demografica della Repubblica.
Canti ha sottolineato che “la cabina di regia sarà coordinata dalla Segreteria alla Famiglia” e che “sono già stati avviati tavoli di confronto con politica, associazioni economiche e sociali per arrivare a un testo condiviso”. Il Segretario ha inoltre annunciato che “entro breve termine sarà depositato il progetto di legge, frutto di un lavoro aperto e partecipato”.
Tra le misure contenute nell’ordine del giorno figurano il rafforzamento degli assegni familiari e delle detrazioni fiscali, l’istituzione di un fondo per la natalità e la famiglia, con attenzione alle madri disoccupate o lavoratrici autonome, e la riforma delle residenze per favorire l’insediamento stabile di giovani coppie con figli. Previste anche politiche per il diritto alla casa, l’ampliamento dei servizi per l’infanzia, e campagne culturali sulla genitorialità e la fertilità.
Il documento ribadisce la necessità di “monitorare costantemente i dati su natalità, fertilità e nuzialità” e di riferire periodicamente alle Commissioni sullo stato di avanzamento delle politiche adottate.
Durante il dibattito, Marco Mularoni (Pdcs) ha definito la denatalità “la vera sfida strutturale del Paese», invitando il governo «ad agire rapidamente, investendo sui giovani e sulle famiglie: questa è la differenza tra debito buono e debito cattivo”. Gemma Cesarini (Libera) ha richiamato l’importanza dell’approccio integrato, sottolineando che “l’inclusione della donna nel mondo del lavoro non è solo un tema sociale ma anche economico”. Maria Donatella Merlini (Psd) ha evidenziato che “le politiche per la natalità devono essere viste come politiche per il benessere, basate su parità e inclusione”.
Apprezzamento trasversale ha raccolto anche l’introduzione della figura del caregiver, riconosciuta e finanziata nel futuro testo di legge: “Una grande innovazione”, ha commentato Canti.
Non sono mancate le polemiche. Dall’opposizione Giovanni Maria Zonzini (Rete) ha criticato duramente il metodo e i contenuti, parlando di “un ordine del giorno fuffoso, che ripete impegni già assunti senza introdurre scadenze concrete”. Dalla stessa linea critica, Katia Savoretti (Rf) ha aggiunto: “Siamo in ritardissimo e continuiamo a scrivere il nulla. Servono atti concreti, non elenchi di buone intenzioni”.
Si è poi accesa la discussione sull’assenza della firma di Alleanza Riformista dal documento poi approvato. Denise Bronzetti ha chiarito che “non vi è alcuna frattura politica”, ma solo “un problema di tempi tecnici che non ha consentito di visionare il testo in anticipo” in quanto la stessa Bronzetti era impegnata come presidente della Commissione. AR si è tuttavia astenuta, per coerenza, riservandosi di “presentare contributi correttivi nelle prossime fasi legislative”.
Nel finale il Segretario Canti ha ribadito che la Segreteria con delega alla Famiglia si farà “carico degli ulteriori impegni proprio per arrivare alla stesura definitiva di questo progetto di legge e alla sua presentazione entro breve termine in quest’aula consiliare”.
Di seguito una sintesi dei lavori.
Comma 2. Riferimento del Segretario di Stato con delega alla Famiglia sull’avanzamento degli interventi posti in essere a sostegno della natalità in adempimento all’Ordine del Giorno approvato dalle Commissioni Consiliari Permanenti I e IV nella sessione congiunta del 27 marzo 2025
Marinella Chiaruzzi (Pdcs): Mi faceva piacere lasciare alcune riflessioni sul discorso della denatalità, dato che la stampa ha evidenziato che l’anno del baby boom era il 1964 e da lì è cominciata la curva in decrescita. Il numero di cinquantenni che si avvicinano alla pensione sta creando molte difficoltà nel mondo del lavoro, ed erano figure che hanno vissuto un boom economico molto significativo. Oggi i nostri ragazzi fanno molta più fatica a realizzare sogni di prospettive di famiglia o di stabilità economica. Viviamo in una realtà con un tasso di disoccupazione bassissimo, ma i nostri ragazzi non cercano il lavoro ‘che capita’, bensì ‘il loro lavoro’, per cui si formano e slittano l’inizio di una vita indipendente a un’età molto più adulta rispetto al passato, ma parallelamente la fertilità delle donne non è cambiata. Per questo, ho trovato molto interessante l’articolo di legge di sostenere maggiormente i percorsi di fecondità, perché è un problema proprio fisiologico. Mi chiedo se sia possibile ragionare, nell’ambito della ginecologia, di inserire dei programmi di prevenzione per le giovani ragazze. Ricorrere alle residenze come ricerca di giovani coppie con famiglia e bambini potrebbe essere interessante da sviluppare. Attualmente, le residenze per frontalieri, 20 all’anno, vengono assegnate in base a una graduatoria sui più anziani; magari si può fare una valutazione diversa. Le residenze atipiche pensionati sono drasticamente calate con la nuova legge con cinque domande da maggio ad oggi, ma questa diminuzione non ha inciso molto sul discorso degli affitti. Le residenze atipiche fiscali per sportivi hanno portato circa all’80% persone molto molto giovani, ma non sono legate a un trasferimento effettivo di nucleo familiare. Il nostro problema di chiusura classi è lo stesso di Rimini, Coriano e Sant’Arcangelo. Non è facile conciliare il tempo della famiglia e del lavoro, ma non possiamo chiedere alla scuola di farsi carico dell’affettività; la coppia è quella che fa famiglia e certi ruoli competono ai genitori. I dati anagrafici confermano l’aumento delle famiglie monogenitoriali, poiché il rapporto di coppia è molto in crisi. Un altro dato da considerare è che esistono 226 coppie di conviventi, prevalentemente giovani, che non sono censiti nell’ufficio di stato civile, e anche questa è una finestra da tenere in considerazione.
Gemma Cesarini (Libera): Ringrazio il segretario Canti per la relazione e apprezzo il metodo di condivisione che ha permesso un clima di confronto costruttivo. Mi unisco ad altri commissari sul fatto che il tema della denatalità debba essere affrontato con un approccio integrato, con interventi in più settori (scuola, lavoro, casa, sicurezza sociale) e con un tema culturale valoriale affrontato trasversalmente. Vorrei fare considerazioni soprattutto sull’ambito lavorativo economico, anche se io non ho figli. Per una donna, oggi è impensabile rinunciare alla carriera, intesa come parte integrante della propria realizzazione personale. Spesso, sono proprio le donne a volere meno i figli perché viviamo in un contesto dove la modernizzazione valoriale non è andata di pari passo con quella tecnologica. Propongo che alcuni strumenti, come i congedi parentali, dovrebbero essere più attraenti per il padre piuttosto che per la madre, magari con valutazioni sull’età del figlio. Chi prende il permesso non retribuito quando i bambini stanno male spesso è la mamma. Ci sono aspetti legati all’anzianità di servizio da considerare, come l’aspettativa post-partum che non viene conteggiata. Molte donne con figli tendono a cercare lavoro nel pubblico dopo aver avuto figli perché c’è un orario più compatibile e più flessibilità. È concettualmente sbagliato dover cambiare lavoro per avere tranquillità familiare. L’inclusione della donna nell’ambito lavorativo è un tema economico, non solo sociale, perché un’azienda che include le diversità è più competitiva. La mancanza di donne nei ruoli apicali porta a una mancanza di rappresentanza. Chi è arrivato in alto dovrebbe ‘girarsi’ e ‘tendere la mano a chi è rimasto indietro’. Il parametro non deve essere chi ha avuto i figli contro chi non li ha avuti, ma chi vuole dedicarsi sia alla carriera che alla famiglia non deve essere svantaggiato.
Marco Mularoni (Pdcs): Ringrazio il segretario di Stato Canti per aver portato l’integrazione alla relazione, adempiendo al mandato. Parto dal concetto che la società è completamente cambiata, e per me è sbagliato partire da come era una volta per poter modificare qualcosa; questo è un assetto nuovo. La società è cambiata negli ultimi 20-30 anni, e il ruolo dei giovani, delle donne e dell’uomo è completamente diverso. Se si parla coi giovani, ti rispondono facilmente che i due elementi chiave sono la questione economica e la questione del tempo. Questi sono gli ambiti più importanti, che includono questioni retributive, abitative, insicurezza, e il fatto che i ragazzi studiano di più. La denatalità è la vera sfida, e dovremmo rilevare l’esempio della Francia e soprattutto dei paesi nordici e battici che hanno investito sui servizi legati alla famiglia. Dobbiamo domandarci che futuro ci vediamo a 10, 20, 30 anni, perché i primi effetti li vediamo già nelle scuole, ma i veri effetti impattanti arriveranno fra molto tempo. Apprezzo le discussioni, ma è ora di intervenire in maniera celere. Dobbiamo agire, perché altrimenti verremo schiacciati da questo fenomeno. Investire in questo settore, sulle famiglie, sui giovani, è un qualcosa che avrà un effetto futuro, ed è la vera differenza tra quello che può essere considerato un debito buono e un debito cattivo. Chiedo al Segretario e a tutti i suoi colleghi del Congresso di Stato di agire, perché questa è una materia strutturale.
Maria Donatella Merlini (Psd): Ringrazio il segretario per i dati, che sono fondamentali per la validità delle analisi, anche se la politica è tardiva. Il dato puramente economico, pur necessario, è solo una parte della soluzione, insieme agli incentivi e alle misure per i servizi e i costi. Dobbiamo affrontare il problema con uno sguardo più largo e un ragionamento più ampio, magari con una lettura sociologica della nostra realtà per comprendere gli aspetti culturali profondi. Sostenere politiche per la denatalità significa sostenere politiche per il benessere inteso nella sua accezione più ampia come parità inclusione, ovvero le condizioni in cui si può scegliere di avere figli senza sacrificare tutto il resto. Fare figli deve essere vissuta come una scelta libera, non come una richiesta o un dovere sociale, poiché la genitorialità non è più il fulcro identitario che era in passato. Dobbiamo stare attenti a non cadere nel giudizio sui ‘nuovi egoismi’ o sui pregiudizi delle famiglie nuove. Essendo gran parte della problematica di tipo culturale, i cambiamenti arriveranno con tempi lunghi, ma noi stiamo vivendo un’urgenza. Una delle soluzioni è quella legata ai frontalieri e a integrare famiglie di giovani che vengono dall’esterno, e su questo tema dobbiamo mettere la nostra attenzione.
Paolo Crescentini (Psd): Ringrazio il segretario Canti per l’esaustiva relazione. Mi ha incuriosito l’intervento del collega Selva che è nonno a 54-55 anni; dovrebbe essere una normalità, ma oggi si diventa genitori molto tardi. Non è solo un problema di San Marino, ma noi dobbiamo risolverlo. La politica deve veramente passare dalla fase del ‘fare’ alla fase dell’agire. Dobbiamo mettere in campo tutti gli strumenti necessari per far sì che si possa riprendere un trend di crescita. La collega Merlini ha fatto una fotografia perfetta, così come il segretario del mio partito Luca Lazzari, che ha toccato l’aspetto importante del permettere ai frontalieri di poter acquistare casa a San Marino e far parte del tessuto sociale. Sono sorpreso positivamente del +1 per quanto riguarda le nascite a fine ottobre. Chiedo se c’è una proiezione per i primi mesi del 2026. Vorrei anche sapere, per curiosità, come sono distribuiti i 18 nati in più nei Castelli della Repubblica, in base alla residenza dei genitori, perché andrebbe a beneficio della collettività e delle scuole
Stefano Canti Segretario di Stato: Grazie ai commissari, sono emersi ulteriori spunti che hanno arricchito il dibattito, con l’obiettivo preciso di giungere nel miglior modo possibile a un nuovo provvedimento che possa integrare la legge che oggi abbiamo. Credo che la cabina di regia aspetti alla segreteria con delega alla famiglia. Abbiamo tavoli aperti con la politica, le associazioni datoriali, economiche e di volontariato per tenere alta l’attenzione e arrivare a un obiettivo comune tra maggioranza e opposizione. Nell’ultimo assestamento di bilancio, abbiamo aperto un capitolo specifico con un contributo minimo di 15.000 euro, anche se è una cifra forse troppo piccola, per convegni e iniziative. Questo è sufficiente per il convegno molto importante che si terrà il 24 novembre, dove illustrissimi relatori potranno portare la loro esperienza. Non ho presentato volutamente il provvedimento oggi perché la finalità era mettere a conoscenza la politica che stiamo lavorando su un provvedimento aperto, che può essere integrato e modificato. Mi prendo la responsabilità di seguire in prima persona la definizione di questo provvedimento, organizzando incontri politici e tecnici già dalla prossima settimana. Non ci siamo sentiti di inserire in questa prima fase la trasformazione dei congedi facoltativi (per visite mediche o incontri scolastici), perché abbiamo riscontrato contrarietà dalle parti economiche e dal mondo del lavoro. La proposta che abbiamo presentato è condivisa anche con la collega alla Sanità Mariella Mularoni e abbiamo approfondito l’impatto economico. Partiremo la prossima settimana con gli incontri per arrivare alla presentazione di un progetto di legge entro la fine dell’anno.
Matteo Casali (Rf): Molto rapidamente, pur apprezzando lo sforzo, devo rilevare che il dibattito di oggi non ha fatto passi in avanti rispetto a quello fatto 7 mesi fa, abbiamo toccato gli stessi argomenti. La difficoltà di trovare una chiave di volta ci coinvolge coralmente. Noi aspettiamo delle risposte con un’azione coordinata. Se la cabina di regia è sulla segreteria alla Giustizia e alla Famiglia, ad oggi è una cabina di regia inefficace, perché gli interventi necessari sono multidisciplinari e molto scoordinati. Sono venuti avanti suggerimenti già sentiti, come la battuta di trasformare le ‘residenze fiscali non domiciliate’ in ‘residenze familiari domiciliate’. Sarebbe interessante avere delle sintesi, perché se questa suggestione di immigrazione a fini genitoriali dovesse attingere da territori che hanno i nostri stessi problemi di natalità, la soluzione non sarebbe percorribile alla nascita. È necessario arrivare a delle sintesi e decisioni con situazioni innovative che abbiano un carattere multidisciplinare. Ricordo un convegno dove si individuava la possibilità di vedere la famiglia non più come realtà di consumo a livello fiscale, ma come realtà di investimento, il che sarebbe una ‘rivoluzione copernicana’ nella riforma delle imposte dirette e indirette. I tempi sono assolutamente stringenti; occorre trovare soluzioni da applicare rapidamente e in maniera condivisa, perché queste strategie superano l’urgenza di questo esecutivo e forse anche dei prossimi.
Marinella Chiaruzzi (Pdcs): Mi fa piacere che sia stato introdotto un capitolo di bilancio sulla sensibilizzazione di questo tema, anche se timido, è un segnale. Non dobbiamo abbatterci per i numeri bassi dei papà che hanno colto il congedo parentale; ciò rafforza il discorso della cultura e della sensibilizzazione. Un altro apprezzamento alla proposta di legge sono i due articoli sulla figura del cargiver che finalmente ‘rompe questa grossa pesantezza’ e ringrazio tantissimo di questa attenzione, perché era un argomento richiamato più volte.
Giuseppe Maria Morganti (Libera): Mi complimento perché il dibattito sta portando a qualche risultato anche innovativo rispetto alla proposta del segretario, che era già molto completa. Volevo solamente dire che mi associo al fatto che finalmente venga riconosciuta la figura del cargiver all’interno del progetto di legge con due articoli molto ben fatti. La figura assume un ruolo che non solo viene riconosciuto, ma anche finanziato. Dobbiamo approvare quanto dibattuto e cercare sintesi opportune, perché non sono sufficienti interventi solamente in natura economica; qui si tratta di cambiare un po’ gli schemi sociali e l’organizzazione sociale, e non sarà un’impresa facile.
Stefano Canti Segretario di Stato: L’introduzione del cargiver è una grande introduzione, una figura di cui si è parlato tantissimo in passato. Se riusciamo a portare a compimento questo progetto di legge, io credo che ci sarà qualcosa di veramente innovativo, permettendo ai familiari di seguire direttamente il proprio figlio disabile o con patologie gravi. La vicina Italia ancora oggi non è riuscita a trovare la quadra su una proposta di legge per questa figura.
Dopo una pausa per il confronto viene presentato il seguente ordine del giorno.
Marco Mularoni (Pdcs): Le Commissioni consiliari permanenti 1 e 4, visto: l’ordine del giorno approvato in data 27 marzo 2025, l’impegno a relazionare periodicamente alle Commissioni 1 e 4 in sessione congiunta sono stato di avanzamento degli interventi posti in essere sull’aggiornamento dei dati demografici su ogni eventuale ulteriore misura da adottarsi garantendo trasparenza e partecipazione nel processo decisionale; che con la recente riforma dell’importo generale sui reddito sono state introdotte specifiche deducibilità per le spese relative ai prodotti dalla prima infanzia quale primo intervento fiscale di sostegno alle famiglie con figli piccoli; Sentita e condivisa l’integrazione del riferimento del Segretario di Stato per la giustizia e la previdenza la famiglia sulla relazione del Congresso di Stato sugli incentivi e le misure riconosciute a sostegno della natalità della genitorialità della famiglia e l’analisi dei dati relativi agli effetti prodotti dalle misure attualmente previste e alla ricognizione dei fattori che possono avere incidenza sul fenomeno della denatalità;
Considerato che il fenomeno della denatalità rappresenta una delle problematiche più gravi strutturali che la Repubblica di San Marino sta affrontando con una drastica riduzione del numero delle nascite e un progressivo invecchiamento della popolazione; dai dati aggiornati al 31 ottobre 2025 risultano 135 nascite in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, segno di un primo segnale positivo ma ancora insufficiente a invertire stabilmente la tendenza; la Segretaria di Stato per la Giustizia, Previdenza e famiglia ha avviato un costante monitoraggio dei dati demografici in confronto con le parti sociali e le associazioni e ha elaborato una bozza di legge integrativa dalla legge 129/2022; che sono in corso iniziative di sensibilizzazione di approfondimento scientifico, indagine sociologiche, convegni, incontri pubblici volte a comprendere affrontare le cause culturali, economiche e sociali della denatalità; che permangono tuttavia elementi di criticità quali le difficoltà abitative, l’aumento delle famiglie in condizioni di disagio economico e la necessità di rafforzare le politiche di conciliazione tra la vita familiare e lavorativa; che la natalità costituisce un bene strategico e collettivo anche essenziale per la tenuta del sistema economico previdenziale e sociale della Repubblica;
ritenuto che sia necessario consolidare e proseguire il percorso avviato con l’ordine del giorno del 27 marzo 2025, dando continuità e concretezza all’azione politica intrapresa; che occorra nel tempo proseguire il confronto intersettoriale, il coinvolgimento delle parti sociali e delle associazioni familiari al fine di giungere a misure condivise, strutturali e sostenibili; che sia opportuno valorizzare quanto più realizzato o avviato, in particolare sul versante fiscale, sulla riforma della legge 129/2022 e colmare le lacune ancora presenti con particolare attenzione alle condizioni abitative, ai servizi di e per l’infanzia e alle politiche di conciliazione;
impegna il Congresso di Stato per il tramite del Segretario di Stato con delega alla famiglia, del Segretario di Stato per la sanità, del Segretario di Stato per l’istruzione e del Segretario di Stato per il territorio a: proseguire gli studi, il monitoraggio e le attività già avviate in collaborazione con la commissione speciale sull’andamento demografico, assicurando la raccolta e la pubblicazione periodica accessibile dei dati su natalità, fertilità, nuzialità e separazione e sugli altri indicatori sociali ed economici che possono avere incidenza sul fenomeno della denatalità; svolgere un confronto preventivo con tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio Grande Generale sulla proposta di riforma integrazione della legge 14 settembre 2022 numero 129 “Interventi e sostegno della famiglia”, anche la luce delle modifiche già elaborati in materia di congedi, sostegni economici, procreazione medicalmente assistita, part time e lavoro agile e all’esito di tale confronto depositare presso il Consiglio Grande e Generale il relativo progetto di legge avviando l’iter legislativo ordinario;
Valutare l’introduzione di ulteriori misure di sostegno tra cui
il potenziamento degli assetti degli assegni familiari e delle detrazioni fiscali con misurata l’indicatore della condizione economica equivalente (ICEE), anche in continuità con le con le deducibilità già introdotte nella recente riforma dell’importo generale sui redditi per le spese relative ai prodotti della prima infanzia nel momento in cui tale istituto verrà approvato in seconda lettura da parte del Consiglio Grande e Generale;
l’istituzione di un fondo per la natalità e la famiglia con attenzione specifica alle madri disoccupate o lavoratrici autonome e alle situazioni di maggiore fragilità economica;
l’elaborazione e presentazione di un progetto di riforma della disciplina sulle residenze volta a favorire l’attrazione e l’insediamento stabile di giovani coppie con figli o con un progetto di genitalità nel rispetto dell’equilibrio complessivo del sistema sociale ed economico sammarinese;
lo sviluppo di politiche per il diritto alla casa volte a favorire l’accesso agevolato all’abitazione per le giovani coppie e per le famiglie con figli;
l’ampliamento dei servizi per l’infanzia (asili nido, centri estivi, servizi educativi flessibili e integrati pubblico privati) valutando in particolare un incremento della quota delle rette coperte dal fondo servizi sociali per asili nidi, scuole dell’infanzia e servizi educativi estivi previo confronto e organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali;
il rafforzamento delle politiche di conciliazione, vita lavoro e delle tutele per i genitori e lavoratori anche nel settore privato;
la promozione di campagne culturali e formative sul valore della genitorialità, sulla tutela della fertilità e sulla responsabilità familiare da realizzarsi in collaborazione con il sistema educativo sanitario, le parti sociali e la realtà associative del territorio;
proseguire il dialogo con le forze politiche, le parti sociali, le organizzazioni religiose e laiche e le realtà associative del territorio, al fine di rendere le politiche familiari un impegno trasversale condiviso dall’intera comunità sammarinese;
riferire alle Commissioni consiliari permanenti 1 e 4 riuniti in seduta congiunta sullo stato di avanzamento degli studi, dalle misure attuate e dei risultati conseguiti, garantendo trasparenza e continuità del percorso politico istituzionale intrapreso.
Stefano Canti Segretario di Stato: Più che commentare, intendo solo congratularmi con coloro che hanno scritto quest’ordine del giorno, perché credo che faccia un riassunto del lavoro odierno della Commissione. Come Segreteria, ci faremo carico degli ulteriori impegni proprio per arrivare alla stesura definitiva di questo progetto di legge e alla sua presentazione entro breve termine in quest’aula consiliare. Il mio è un intervento di ringraziamento alla maggioranza per tutto il lavoro svolto e per quest’ordine del giorno, non so se sarà votato anche dall’opposizione.

Giovanni Maria Zonzini (Rete): In primo luogo, ribadisco che il dibattito si era chiuso e l’ordine del giorno esaurito, quindi io continuo a non comprendere a che titolo siamo qui riuniti e chiedo che venga messo a verbale. Chiedo anche se saremo retribuiti per il tempo che stiamo qui dopo la chiusura del dibattito, perché a mio avviso il dibattito è chiuso. Dal punto di vista politico, rilevo che l’ordine del giorno non è firmato dalla maggioranza al completo, poiché manca Alleanza Riformista; questo è un dato politico significativo. Questo è un ordine del giorno ‘fuffoso’, un ordine di ‘fuffa’ su cui avete impiegato ore per trovare un accordo, e addirittura neanche siete riusciti a trovare l’accordo di tutta la maggioranza. L’ordine del giorno è vuoto, nel senso che di fatto sono cose che il governo potrebbe fare anche senza questo impegno, come depositare i progetti di legge. Manca qualunque riferimento temporale e qualunque scadenza, ad esempio riguardo la riforma sulla disciplina delle residenze. Il secondo punto è quasi comico, poiché dite che con la riforma dell’IGR sono state introdotte specifiche deducibilità, ma vi riferite ai 300 euro all’anno per pannolini e latte in polvere. Se queste sono le premesse per i grandi piani del governo, facciamoci gli auguri perché penso che ne avremo bisogno. Ritengo che siamo qui a discutere in modo irregolare, al di fuori di ogni previsione regolamentare, e nel merito l’ordine del giorno sarà inutile, come l’ultimo, che ci ha convocati oggi solo per ribadire l’impegno del governo ad agire. Non è questo il modo di condurre le attività della commissione. Se volevate sospendere i lavori, potevate farlo durante le repliche. Abbiamo atteso più di 40 minuti che voi presentaste un ordine del giorno, quando avevate due ore di pausa pranzo per discuterne. Francamente, mi sembra assurdo che una maggioranza non sia neanche in grado di mettersi d’accordo sulla fuffa, per cui il nostro gruppo valuterà se astenersi o non partecipare al voto.

Katia Savoretti (Rf): Io onestamente rimango un pochino delusa del metodo, perché noi ci siamo trovati oggi in Commissione sulla base di un ordine del giorno di nove mesi fa. Benissimo i ringraziamenti per la documentazione allegata, ma io mi sarei aspettata qualcos’altro di più. Chiudere la Commissione con un altro ordine del giorno che ripete esattamente 16 cose già scritte nel precedente ordine del giorno mi meraviglia. Noi qui siamo in ritardissimo, non in ritardo, e voi cosa continuate a fare? A fare ordine del giorno, a scrivere il nulla. Non dovete autocelebrarvi per l’approvazione dell’IGR, perché l’ICEE non è ancora stata portata in seconda lettura. Io mi aspettavo un qualcosa di più, visto il dibattito interessante e i contributi che sono venuti fuori. Non è con la presentazione di un altro ordine del giorno che interveniamo. Segretario, lei a settembre, in una tavola rotonda con i sindacati, aveva già detto che aveva pronto un progetto di legge con le proposte; sono passati altri due mesi. Cosa facciamo, aspettiamo ancora altri due mesi per discutere questo ordine del giorno e presentarne un altro? Dobbiamo intervenire sugli interventi che si devono fare, non che si devono rimandare, perché l’emergenza casa c’è, e i problemi legati alla denatalità sono tanti, ma mi sembra che non ci sia la volontà di risolverli. Più leggiamo questo ordine del giorno e più mi sembra che ci sia il nulla, perché i problemi non si affrontano soltanto scrivendoli sulla carta e ripresentando un ordine del giorno. Avremmo dovuto affrontare il dibattito sui temi che lei ha portato nel progetto di legge. Se no, i dibattiti all’interno di questa commissione cosa portano? Portano il niente, perché passano altri mesi e non si fa nulla. Bisogna intervenire in maniera concreta. Noi ci eravamo astenuti sul precedente ordine del giorno e ci asterremo anche su questo, perché non è questo il metodo per affrontare le emergenze del paese, una questione che riguarda tutto il paese. Dobbiamo intervenire subito, altrimenti rincorriamo i problemi. Mi spiace, mi sarei aspettata qualcosa di più di un semplice ordine del giorno che ripete il precedente.

Giulia Muratori (Libera): Intanto, lasciatemi esprimere un pochino di dispiacere perché non ha trovato condivisione questo ordine del giorno, sia con una forza di maggioranza che con le forze dell’opposizione. Dico questo perché il dibattito di oggi non è stato acceso, ma mi sembra condivisibile su tanti punti. A mio avviso, diamo un segnale di incoerenza fuori al paese. Credo invece che questo ordine del giorno porti qualche spunto in più, per esempio mi riferisco al discorso delle residenze per le famiglie con figli, che è già un passo in avanti. Certo, c’è un riferimento nelle premesse all’IGR, e si tratterà di pappine o di latte artificiale, commissario Zonzini, ma forse lei non sa cosa vuol dire per una famiglia sostenere certi costi quando ha un figlio neonato. Credo che questo sia un bel segnale dal governo e dalla maggioranza, che finalmente si riconoscono le difficoltà economiche che le famiglie devono affrontare. Spero solo che questo dibattito si concluda al di là dell’ordine del giorno condiviso o meno; penso che il Segretario Canti abbia preso molte note. È vero che la denatalità è un’emergenza, ma non mi farei prendere dalla fretta quanto piuttosto cercare di portare a casa un buon progetto di legge da cui potremo trarre vantaggio tutti noi.

Giulia Andruccioli (D-ML): Anch’io rilevo, sulla scia dei miei colleghi di opposizione, che la prassi vuole che l’ordine del giorno venga depositato entro la fine del dibattito; era da stamattina alle 10:30 che girava. Se non vogliamo rilevare l’aspetto procedurale, almeno quello politico mi sembra obbligatorio rilevarlo, visto che è firmato e depositato solo con le firme di PSD, Libera e DC. Noi abbiamo espresso una posizione dubbiosa già il 27 marzo perché era stata presentata una lista di intenti che oggi ci viene riproposta. Anche oggi c’è stato un dibattito proficuo, ma di concreto c’è poco, e rimaniamo perplessi rispetto a quest’ulteriore ‘lista della spesa’. L’unico aspetto diverso e positivo è l’impegno relativo alla questione delle residenze. Tuttavia, trattandosi di un aspetto di emergenza, andiamo avanti con dibattiti su dibattiti, con ordini del giorno che riprendono quelli precedenti. La posizione dubbiosa che avevamo a marzo rimane oggi e si aggrava. Vengono inseriti anche degli elogi alla riforma dell’IGR, che, sapete tutti, ha portato un alto livello di scontro, ed è evidente che l’obiettivo non è quello di facilitare la condivisione. Benissimo la deduzione pannolini, ma nell’IGR ci sono stangate alle famiglie sotto altri punti di vista. Riteniamo che sia necessario andare più sul concreto. Apprezziamo la proposta di modifica della legge da parte del segretario e speriamo che si prosegua con l’iter prima possibile, ma su questa lista di intenti non c’è la nostra condivisione, quindi anch’io mi asterrò.

Paolo Crescentini (Psd): Io capisco il ruolo dell’opposizione di criticare e pungolare, però a volte mi sembra che il modo di fare opposizione sia fuori da ogni logica, quando si dicono certe cose che non stanno né in cielo né in terra. Venire a dire che le famiglie hanno delle grandi stangate con l’IGR non è corretto, perché sotto i 35.000 euro i redditi praticamente non vengono toccati grazie agli alleggerimenti fiscali. Abbiamo citato nell’ordine del giorno la riforma IGR, e nella riforma si parla di bonus per pannolini e latte artificiale, strumenti indispensabili per le famiglie nei primi mesi di vita dei bambini, quindi siamo andati incontro a queste esigenze. La critica deve essere costruttiva. Ho fatto opposizione per sette anni in passato, ma non ricordo di aver fatto un’opposizione così catastrofica. Oggi ci siamo riuniti e il Segretario Canti ha portato una relazione esaustiva e precisa con tutti i dati, che dovrà costantemente essere aggiornata. Non credo che possiamo risolvere i problemi della denatalità in 15 minuti, perché se avessimo la fortuna di farlo oggi, avremmo risolto i problemi del mondo. Dateci il tempo di elaborare le proposte. Siamo stati fermi 20 minuti per un ordine del giorno, ma in passato si stava fermi anche mezz’ora o 40 minuti; non conta il tempo in cui si sta fermi. L’importante è portare a casa il risultato e mettere nero su bianco delle cose fattibili. Mi dispiace che manchi la firma di Alleanza Riformista, forse perché l’ordine del giorno è stato visto tardi dall’esponente di AR. Il Segretario ha presentato una riforma della Legge 129 che sarà al vaglio del Consiglio Grande Generale, e si chiede l’intervento di tutte le forze politiche; non credo che sia un chiudere le porte in faccia all’opposizione. Il problema della denatalità non riguarda solo questa maggioranza. Abbiamo messo i primi ‘caposaldi’ per dare una risposta alle esigenze, ma è un procedimento lungo nel tempo. I dati si aggiorneranno e gli strumenti potrebbero cambiare, e ben vengano queste commissioni. Ritengo che siamo sulla giusta strada, e per questo il PSD esprimerà il proprio voto favorevole.

Aida Maria Adele Selva (Pdcs): Mi scuso perché il fatto che AR non abbia firmato pensa sia proprio dovuto al fatto che non ha avuto modo di visionare l’ordine del giorno in tempo; non è un problema politico. Vorrei rasserenare gli animi: questo ordine del giorno rappresenta esattamente il dibattito che oggi c’è stato, che è stato costruttivo e ha condiviso molte tematiche, con contributi utili venuti sia dall’opposizione che dalla maggioranza. Non vedo tutto questo stupore. Un ordine del giorno di una Commissione rafforza quello che il Segretario vuol fare, il quale ha detto sin dall’inizio di voler procedere celermente, ha già consegnato il testo di legge per visionarlo e ha messo in atto il confronto. Ci auguriamo che venga seguito il metodo di coinvolgere, svolgere un confronto preventivo e continuare a riferire periodicamente. Il problema della denatalità non è un problema semplice. Cerco di portare un contributo per rasserenare riguardo a un ordine del giorno che mi sembra costruttivo, che possa sollecitare il governo a procedere nella direzione che abbiamo detto tutti. In questo caso, tranquillizziamoci e sosteniamo l’azione del governo, quindi non si può che esprimere parere positivo.

Denise Bronzetti (Ar – Presidente): Normalmente io evito, nella funzione di presidente, di svolgere considerazioni magari politiche che però a questo punto mi toccano. Mi toccano in primo luogo perché manca comunque l’esponente di AR in Commissione 1, e quindi permettetemi alcune considerazioni in esito a quelli che sono stati i lavori di questa Commissione. Devo dire che tutto sommato si è svolto un dibattito che ha raccolto diversi contributi sia per quanto riguarda le forze di opposizione sia per quanto riguarda le forze di maggioranza, e quando arrivano questi contributi, soprattutto su un tema così complesso, non soltanto per il nostro paese ma in generale per i paesi che affrontano il problema della denatalità, è sempre un aspetto positivo. E positive, devo dire, sono state anche le considerazioni che fino a questo momento sono state svolte indipendentemente dai banchi della maggioranza e dell’opposizione in esito a quella che è stata la relazione che ha oggi presentato il segretario di Stato Canti a questa Commissione. Sì, non esistono ricette risolutive o immediate che possano risolvere il problema de natalità, altrimenti penso che saremmo già stati in grado di elencare gli interventi, visto che in un qualche modo questo tema viene affrontato sia in aula consiliare che all’interno delle commissioni. Il tema della denatalità non è un unico tema, ma è un tema molto trasversale a diverse Segreterie di Stato, e quindi credo che quello che verrà tradotto in termini normativi dovrà tenere conto di quelli che sono i contributi che devono provenire anche da altre Segreterie di Stato se vogliamo fare un lavoro completo. C’è un altro fatto positivo che viene comunque evidenziato all’interno di questo ordine del giorno e sinceramente anche di quello precedente, e cioè che ci si prende un impegno di tornare costantemente all’interno delle Commissioni uno e quattro congiunte per tenere monitorato quello che appunto afferisce al tema che stiamo trattando, e questo continuerà ad essere dibattuto a fronte anche di elementi concreti che sono l’aggiornamento costante dei dati. Ora ringrazio i colleghi di maggioranza che hanno evidenziato qual è stata la problematica che non mi ha consentito di sottoscrivere l’ordine del giorno della maggioranza, e tranquillizzo anche i membri dell’opposizione che hanno voluto vedere un problema politico che non esiste per quanto riguarda la sottoscrizione di questo ordine del giorno. Certo, consigliere Muratori, la condivisione di cui lei parlava è una condivisione che non è stata possibile per quanto riguarda il gruppo politico che io rappresento, proprio perché impegnata comunque nella presidenza, non mi è stato permesso di valutare il testo su cui avrei anche delle osservazioni, non lo nego. Ci sarà occasione di sistemare quello che sarà un eventuale prossimo ordine del giorno. Certamente AR non mancherà di fare la sua parte in quello che sarà il prossimo provvedimento di legge. Quindi, anche alla luce di quello che ho poco fa detto e anche per coerenza rispetto la non sottoscrizione di questo ordine del giorno per le ragioni che ho detto e per il fatto che avrei desiderato portare il contributo di AR con alcune semplici, devo dire, ma forse anche sostanziali modifiche, chiaramente AR si asterrà.
L’odg viene approvato con 9 voti a favore e 3 astenuti dalla Commissione I e con 10 voti a favore e 4 astenuti della Commissione IV.