Politica

San Marino. RF: la sanità avrebbe bisogno di un bagno di realismo

L’audizione del Comitato Esecutivo dell’ISS tenutasi nella Commissione Consigliare Permanente Sanità appena conclusa, ha chiaramente dimostrato un fatto: a 16 mesi dalla sostituzione della precedente “governance” a capo all’Istituto, ritenuta da Libera la prima causa della mancata risoluzione dei problemi dell’ISS, l’atteso cambio di passo, l’auspicato “scatto in avanti” della sanità sammarinese non si è verificato.

L’audizione è avvenuta a seguito dell’adozione, da parte della Commissione e con l’astensione delle opposizioni, di un Ordine del Giorno nello scorso mese di maggio tramite il quale qualcuno, in maggioranza, cercava goffamente di “dire la sua” in ambito sanitario, cosa che il potente alleato di governo, vero dominus anche in quel settore, non gli consente evidentemente di fare. Pur nel rispetto del lavoro e della passione dei Dirigenti auditi, il riferimento è parso ancora denso di progetti da avviare, di lavori “in fieri” e di rendicontazioni che tutti insieme sono sembrati più desideri che risultati già raggiunti.

I Commissari di Repubblica Futura hanno garbatamente invitato il CE ad un bagno di realismo, guardando a casi concreti che descrivono, meglio di tante argomentazioni, lo stato attuale della sanità sammarinese. Un dato certo è pervenuto dal Direttore Amministrativo: il 70% della spesa sanitaria, alla quale concorrono l’acquisto di farmaci e stipendi, è granitico e sarà in aumento. Repubblica Futura ritiene che le risorse investite nella salute dei cittadini siano sacrosante, ma si chiede perché questo dato numerico, in costante aumento negli ultimi anni, sia stato nascosto dal Segretario di Stato alle Finanze nella presentazione in prima lettura dell’ultimo assestamento di Bilancio.

Il potenziamento della medicina territoriale, la necessità di regole certe nell’erogazione di taluni sussidi e servizi – purché non si ecceda nella burocratizzazione che ha caratterizzato negli ultimi anni la trasformazione a trazione democristiana della Pubblica Amministrazione – ed il potenziamento della prevenzione ci vedono d’accordo, ma dai desideri è tempo di passare ai risultati concreti; ed in tema di prevenzione desta non poca preoccupazione il riferimento del Direttore Sanitario sulla ormai nota vicenda dello screening mammografico, secondo il quale non è da escludere che l’intensificazione delle mammografie possa generare problemi nelle pazienti, anche con possibili esposizioni di responsabilità dell’Istituto.

Repubblica Futura ritiene che se questi dubbi fossero fondati, i dovuti provvedimenti dovrebbero essere immediatamente presi, magari senza correlare la modifica alle tempistiche dello screening a mere ragioni di budget; se viceversa tali ipotesi non fossero seriamente corroborate, rimane molto perplessa su reiterate esternazioni, da parte di un alto esponente della sanità pubblica, che potrebbero procurare allarmi ingiustificati e non ancora verificabili.

L’audizione si è conclusa con un ulteriore Ordine del Giorno della Commissione, col quale si dettano al CE obiettivi aggiuntivi, nel citato ed evidente tentativo, da parte di qualcuno, di riappropriarsi di prerogative di indirizzo che ancora non accetta essergli precluse; ed allora assieme ad obiettivi posti “ex post” e quindi ovviamente raggiungibili, dato che corrispondono pressoché esattamente agli ambiti di impegno descritti in audizione dal CE, vediamo reiterati desideri di variazione dell’Atto Organizzativo, che il CE ha serenamente dichiarato intangibile, il potenziamento degli strumenti digitali anche di interfaccia col pubblico, che il CE ha dichiarato in via di potenziamento, la realizzazione dell’Hospice, che il CE ha detto in fase di finalizzazione progettuale ma grazie al decisivo intervento dell’Associazione Oncologica Sammarinese che ci metterà progetto e denari. Fra elogi per obiettivi di contenimento della spesa non dimostrati e risultati conclamati che ancora non ci sono, l’Ordine del Giorno apre alla possibilità di esami laboratoristici a pagamento per gli assistiti ISS, purché richiesti in eccedenza rispetto ai minimi garantiti ancora gratuiti.

Repubblica Futura, pur non essendo aprioristicamente contraria a forme di compensazione delle prestazioni straordinarie e volontarie da parte degli assisiti, soprattutto quando questi ultimi potrebbero rivolgersi per le medesime prestazioni alla sanità privata, ritiene che l’apertura alle prestazioni a pagamento, che per la prima volta incrinano il principio di universalità e gratuità a base del nostro Istituto per la Sicurezza Sociale, andasse meglio meditata e demandata, dopo opportuni approfondimenti, a sedi più appropriate rispetto a quella dell’Ordine del Giorno di una Commissione Parlamentare.

Il documento prodotto dalla Commissione si è concluso con un indirizzo sul nuovo Ospedale di Stato: dal grido di allarme lanciato poche settimane or sono dal PSD sulla sanità sammarinese che, a fronte dello sfacelo sulle liste di attesa, proponeva un tavolo di lavoro sul nuovo modello di sanità aperto alla politica, ai sindacati e alla società civile, si è arrivati al proposito di un nuovo ospedale moderno, funzionale e flessibile. Per il PSD i problemi immani della sanità sammarinese, denunciati poche settimane fa, si sono magicamente risolti e dal tavolo di lavoro aperto alla società civile sul nuovo modello di sanità, non più necessario, si è arrivati al “pensierino” sul nuovo ospedale.

Repubblica Futura non ha votato quest’ultimo Ordine del Giorno e ritiene che sia indegno che talune forze di maggioranza, che oggi ricorrono ad incomprensibili comunicati per giustificare il proprio dietrofront, utilizzino la sanità come terreno di scontro e mezzo per alzare la tensione nei precari equilibri che contraddistinguono un’alchimia di governo sempre più improbabile.

Repubblica Futura