San Marino. Il Segretario di Stato Stefano Canti: “La famiglia è una priorità politica e un investimento strategico sul futuro della Repubblica”
Il Consiglio Grande e Generale, nella giornata di martedì 15 settembre u.s., ha approvato definitivamente, in seconda lettura, il progetto di legge “Modifiche alla Legge 14 settembre 2022 n.129 e introduzione di nuove misure a sostegno della famiglia, della maternità e della natalità”. Si conclude così l’iter consiliare di una riforma di particolare rilevanza, che interviene in maniera organica sul sistema delle politiche familiari della Repubblica di San Marino, rafforzando le tutele esistenti e introducendo nuovi strumenti a sostegno della genitorialità, della natalità e delle responsabilità di cura.
La nuova legge, articolata in 40 articoli, rappresenta una scelta politica precisa: considerare la famiglia non come destinataria occasionale di interventi, ma come una componente fondamentale della comunità e un investimento strategico per il futuro del Paese. In un momento nel quale la denatalità rappresenta una delle principali sfide per le società europee – e anche San Marino è chiamato ad affrontare un progressivo cambiamento demografico – la risposta delle Istituzioni deve essere strutturale, concreta e capace di accompagnare le persone nelle diverse fasi della vita familiare. La legge interviene pertanto su un arco ampio di esigenze, dalla gravidanza alla nascita, dalla crescita dei figli alla conciliazione tra lavoro e famiglia, fino alla cura delle persone non autosufficienti. Una parte qualificante della riforma riguarda, inoltre, il riconoscimento e il sostegno di chi svolge quotidianamente attività di cura nei confronti dei propri familiari.
La legge introduce, infatti, la figura del caregiver familiare, riconoscendo il valore sociale dell’attività prestata da chi assiste in maniera continuativa un familiare non autosufficiente per malattia o disabilità. Sono stati introdotti strumenti di sostegno e supporto per le famiglie, tra cui il riconoscimento di 8 ore annue di permesso retribuito per visite mediche riguardanti ciascun figlio fino ai 14 anni; il riconoscimento dell’indennità di malattia per il genitore in caso di malattia del figlio superiore a due giorni o di ricovero ospedaliero; la possibilità di accedere al congedo per prestatori di assistenza anche per familiari residenti in territorio italiano. La riforma interviene anche sui costi dei servizi per le famiglie, prevedendo la riduzione delle tariffe degli asili nido e della refezione scolastica sulla base delle fasce di reddito, oltre a impegnare il Congresso di Stato nella revisione della disciplina dei contributi per le uscite di studio, affinché siano maggiormente calibrati sulla situazione economica dei nuclei familiari. Sono stati, inoltre, previsti: un aumento dei giorni di astensione retribuiti del congedo di paternità da 10 a 20 giorni; il riconoscimento dell’indennità per astensione anticipata dal lavoro con una retribuzione minima di 2.249,21 €; il raddoppio delle percentuali previste per la retribuzione giornaliera del congedo parentale con l’introduzione di un reddito minimo; il riconoscimento dell’indennità per gravidanza e puerperio (maternità) alle donne in stato di non occupazione; il riconoscimento dell’indennità per gravidanza e puerperio (maternità) e congedo parentale alle studentesse; l’ampliamento del part-time dai 3 anni ai 4 anni del/la bambino/a.
Un ulteriore elemento innovativo è rappresentato dall’istituzione del Punto Informativo per la Famiglia, pensato come luogo di supporto, informazione alle famiglie e orientamento per rendere più semplice e immediato l’accesso alle misure, ai servizi e alle opportunità disponibili. Questa riforma nasce dunque da una visione precisa: non esiste una politica efficace per la natalità senza una politica complessiva per la famiglia. Sostenere una famiglia nella scelta di avere un figlio significa intervenire sul lavoro, sui servizi, sulla casa, sulla maternità e sulla paternità, sulla possibilità di conciliare i tempi della vita professionale con quelli delle relazioni genitoriali e di coppia e sulla sicurezza economica. Allo stesso modo, sostenere una famiglia significa riconoscere e accompagnare anche chi si assume responsabilità di cura nei confronti di figli, anziani, persone malate o con disabilità. La legge compie quindi un passo importante verso un modello di welfare più moderno, inclusivo e vicino alle persone, nel quale la famiglia torna a essere considerata una delle infrastrutture fondamentali della comunità.
«Una legge di questa portata – sottolinea il Segretario di Stato per la Giustizia, la Previdenza e la Famiglia Stefano Canti – non deve rimanere confinata all’interno delle Istituzioni. Le misure introdotte sono numerose e riguardano concretamente la vita quotidiana di tante famiglie: per questo riteniamo doveroso accompagnare l’approvazione della legge con un momento pubblico di informazione e confronto. L’8 ottobre prossimo, presso la sala Montelupo di Domagnano alle ore 20, organizzeremo una serata pubblica dedicata alla nuova legge sulla famiglia, nel corso della quale saranno illustrate ai cittadini, in maniera semplice e puntuale, le principali novità introdotte, i benefici previsti, i requisiti per accedere alle diverse misure e le modalità attraverso le quali potranno essere richiesti. Sarà anche un’occasione per ascoltare direttamente le domande, le osservazioni e le esigenze delle famiglie sammarinesi. Vogliamo che questa riforma sia conosciuta, compresa e concretamente accessibile a tutti coloro che ne potranno beneficiare. La politica non può limitarsi ad approvare buone leggi: deve anche assicurarsi che i cittadini sappiano che cosa cambia e come possono esercitare i diritti e accedere alle opportunità che la legge mette a loro disposizione. Per questo abbiamo scelto di aprire immediatamente un confronto pubblico».
Il Segretario di Stato Stefano Canti conclude: “L’approvazione di oggi è un punto di arrivo importante, ma anche un punto di partenza. Le politiche per la famiglia devono diventare una prospettiva permanente dell’azione di Governo e delle istituzioni. La denatalità non si affronta con gli slogan e non si risolve con un singolo bonus. Si affronta creando le condizioni perché, ogni famiglia e ogni singolo cittadino possano guardare al futuro con maggiore fiducia. Abbiamo scelto di investire sulla famiglia perché crediamo che investire su di essa significhi investire sulla coesione sociale, sulla crescita della nostra comunità e, soprattutto, sul futuro della Repubblica.”
Segreteria di Stato Giustizia


