Politica

San Marino. RF sul “Fine Vita”: avremmo auspicato che la maggioranza si aprisse ad un confronto ampio con tutte le forze politiche

Anche Repubblica Futura desidera evidenziare – come già fatto dai proponenti del progetto di legge di iniziativa legislativa popolare in materia di “Fine Vita” e come dichiarato nell’aula consiliare dagli stessi commissari di maggioranza – il suo rammarico per l’occasione persa dalle forze politiche di maggioranza di mettere da parte logiche di schieramento e lavorare insieme per concordare un testo unitario su una materia particolarmente delicata, su cui sarebbe stato auspicabile un consenso unanime.

La maggioranza infatti non ha inteso attuare alcun confronto preliminare con i gruppi consiliari di opposizione, che in questi ultimi mesi tanto hanno lavorato su questo testo, con approfondimenti anche della legislazione in materia in altri paesi europei. In sede di commissione i lavori sono stati ripetutamente interrotti perché la maggioranza su vari aspetti non era concorde e – di fatto – in nessuna considerazione sono stati tenuti gli emendamenti dell’opposizione, che in più di un caso avrebbero migliorato, anche tecnicamente, il testo rispetto a quello uscito dalla commissione; testo che RF ritiene certamente peggiorativo rispetto al testo che in commissione era entrato e rispetto a come sarebbe potuto uscire.

Avevamo apprezzato la volontà dei proponenti di definire un quadro normativo chiaro, che assicurasse certezza giuridica, rispetto della volontà del paziente e responsabilità condivisa tra cittadini, medici e istituzioni e di offrire sostegno ad ogni persona nelle ultime fasi della vita, che vale la pena di essere vissuta con dignità fino all’ultimo respiro.

Il tema del fine vita rappresenta infatti una delle questioni più delicate e complesse che una società democratica sia chiamata ad affrontare. Esso coinvolge numerose dimensioni profondamente umane, quali la dignità della persona, la libertà di autodeterminarsi, il valore della vita, il ruolo della medicina e la responsabilità delle istituzioni, che richiedono un rapporto equilibrato e rispettoso delle diverse sensibilità etiche, religiose e culturali della nostra comunità.

La maggioranza è riuscita a far uscire dalla commissione un testo confuso in una materia dove invece la chiarezza e la univocità nella interpretazione sono fondamentali. 

Giusto per evidenziare alcuni macro-aspetti di semplicissima comprensione, nel testo uscito dalla commissione non si capisce esattamente se le disposizioni anticipate di trattamento avranno valore vincolante o no, sia perché dovranno essere controbilanciate dal piano terapeutico concordato, sia perché sparisce l’Allegato del progetto di legge – quello che disciplinava il modulo con il quale il paziente avrebbe dovuto esprimere le sue volontà per il futuro. Sarà la Direzione Generale ISS, fra qualche mese, a presentarlo direttamente al Congresso di Stato, chiamato a prenderlo così come proposto e trasporlo in un decreto delegato. Quindi non sarà il legislatore ad approfondire il contenuto e disciplinare il testo delle DATS, bensì altri soggetti, incluso il Congresso di Stato che aveva ripetutamente dichiarato, per bocca del Segretario di Stato competente, di voler restare fuori da questa legge, invitando tutte le forze consiliari, a partire da quelle di maggioranza, a lavorare per raggiungere un testo condiviso.

Quanto ai minori ed alle persone incapaci di decidere per sé stesse, RF aveva proposto modifiche finalizzate a salvaguardare i diritti del paziente, all’interno di un ambito ove diritto, medicina ed etica sono chiamati a dialogare per garantire decisioni giuste e sempre rispettose della dignità umana di ogni componente della nostra comunità. Le nostre proposte rispecchiavano le migliori prassi europee, considerato che in questo caso si tratta di decidere del fine vita non per sé bensì per altri. Il testo uscito dalla commissione è ampiamente insoddisfacente.

Le DATS nel progetto andato in prima lettura avrebbero dovuto essere completamente esenti da imposte: sono uscite dalla commissione con il pagamento dell’imposta minima di euro 70,00=, oltre agli ulteriori costi per adempiere all’onere della registrazione; adempimenti previsti anche ogni volta che le DATS verranno modificate.

Nessuna considerazione quanto al tema da RF sollevato ed affrontato con un nostro emendamento del fine vita nelle donne in gravidanza, che rappresenta una delle questioni etiche, mediche e giuridiche più complesse della medicina poiché si devono affrontare decisioni difficili che riguardano due vite. 

Avevamo auspicato che su una normativa così importante e significativa per ogni componente della nostra comunità – in quanto suscettibile di toccare indistintamente, prima o poi, la vita di tutti – la maggioranza si aprisse ad un confronto ampio con tutte le forze politiche presenti in Consiglio, anche per facilitare il dibattito e le conclusioni in sede di commissione prima dell’approdo del testo in aula consiliare per la seconda lettura. Ciò non è avvenuto e ne siamo profondamente dispiaciuti, perché in tal modo la politica non ha certo reso un buon servizio alla nostra comunità.

L’ennesima occasione persa da una maggioranza pasticciona, incapace di fare davvero politica e capace solo o di rinviare la soluzione delle questioni spinose o di “tirare dritto”.

Repubblica Futura