Politica

Tommy Fantini: “10 buoni motivi per cui l’Accordo di Associazione tra San Marino e UE migliorerà il nostro Paese”

C’è un modo sbagliato di parlare dell’Accordo di Associazione tra la Repubblica di San Marino e Unione
Europea: trasformarlo in uno spauracchio.
Dire che perderemo la sovranità. Che saremo invasi. Che San Marino diventerà un quartiere qualsiasi
dell’Europa. Che l’Accordo cancellerà la nostra identità, il nostro territorio, la nostra sicurezza, le nostre
peculiarità.
Sono paure comode, spesso usate da chi preferisce difendere l’immobilismo piuttosto che immaginare un
Paese più forte, più moderno, più competitivo.
Io, come giovane cittadino sammarinese, credo il contrario.
Credo che la Repubblica di San Marino abbia una storia troppo importante per restare ferma. Credo che la
nostra indipendenza non si difenda chiudendo le porte, ma scegliendo con intelligenza dove stare nel mondo.
Credo che un piccolo Stato, se vuole contare, debba essere connesso, affidabile, aperto e capace di dare
opportunità ai suoi cittadini.
L’Accordo di Associazione non è adesione all’Unione Europea. San Marino non diventa membro UE, non perde
la propria statualità, non rinuncia alla propria identità. Entra invece in una relazione più stabile e regolata con
il Mercato Unico europeo, mantenendo le proprie specificità.
Ecco perché può essere una grande occasione.

  1. Perché apre il mercato europeo alle imprese sammarinesi
    Per un’impresa sammarinese, oggi, vendere, operare o crescere in Europa può significare ostacoli, burocrazia,
    incertezze, riconoscimenti non automatici.
    Con l’Accordo, San Marino si avvicina al Mercato Unico: significa più possibilità per le aziende, più spazio per
    esportare, più credibilità per attrarre partner, clienti e investitori.
    Per un Paese piccolo, il mercato interno non basta. La crescita passa dalla capacità di essere agganciati al
    mondo.
  2. Perché dà più opportunità ai giovani.
    Un giovane sammarinese non può essere costretto a scegliere tra restare in un Paese chiuso o andarsene per
    trovare opportunità.
    L’integrazione europea può favorire percorsi di studio, lavoro, formazione, riconoscimento delle qualifiche
    professionali e mobilità.
    Questo non significa svuotare San Marino. Significa dare ai giovani più strumenti per formarsi fuori, crescere,
    tornare e portare valore dentro il Paese.

Tommy Fantini, GEN SM
Giovani del Partito dei SocialistI e dei Democratici