Politica

San Marino. Nasce il progetto “Ri-Attivi” destinato a giovani che non lavorano e non studiano, grazie alla convenzione tra Segreteria Lavoro e cooperativa InVolo

di Angela Venturini.

Sembra difficile immaginare che in un Paese avanzato e benestante come San Marino, ci siano realtà giovanili con tratti di forte disagio. Eppure, anche qui ci sono situazioni che un acronimo inglese indica come NEET (Not in Education, Employment or Training). Identifica i giovani (solitamente tra i 15 e i 29-34 anni) che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi di formazione o aggiornamento professionale. Stanno chiusi in casa, non hanno contatti esterni se non con i social, che rappresentano una realtà fasulla.

Descrivono una condizione di inattività e di potenziale esclusione sociale, con tassi particolarmente alti in Italia, dove il fenomeno supera il 20 per cento. Si pensa che a San Marino sia altrettanto vasto, sebbene sia piuttosto sommerso in quanto sfugge a tutte le indagini.

“Ragazzi spariti dai radar” spiega l’avvocato Maurizio Neri, dirigente dell’Ufficio del Lavoro e Politiche Attive, che rivela come siano stati individuati dei percorsi per fare emergere situazioni che, se abbandonate a loro stesse, diventano patologiche. Oggi sono ragazzi avulsi dalla realtà, domani sono pazienti. Su queste basi nasce la convenzione tra la Segreteria di Stato al Lavoro e la Cooperativa In Volo, con il preciso obiettivo di tendere una mano a chi si trova in difficoltà grazie al progetto: Ri-Attivi, presentato ufficialmente nel corso di una conferenza stampa.

Abbiamo voluto un cambio di paradigma – ha spiegato il Segretario di Stato Alessandro Bevitorinel senso che non abbiamo voluto creare un altro ufficio, o un’altra lista di attesa; ma siamo noi che andiamo incontro a ragazzi con difficoltà, abbattendo ogni baluardo burocratico, per accoglierli, offrire un percorso di formazione e aiutarli a trovare la propria strada”.

Al fianco delle istituzioni, la Cooperativa sociale InVolo, che dal 2013 facilita l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, che per motivi fisici, psichici, economici, familiari o per altro ancora, hanno difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro dalla porta principale. “Siamo rimasti assai stupiti che in seguito ad una conferenza stampa, ben 5 ragazzi siano venuti a bussare alla nostra porta, svelando un mondo finora sconosciuto” ha raccontato il presidente Maurizio Ceccoli.  Così nasce il progetto Ri-Attivi: 800 ore nell’arco di un anno, durante il quale si andrà a lavorare sulle soft skill, ovvero le competenze trasversali o abilità personali/relazionali, che costituiscono l’insieme delle capacità comportamentali, emotive e sociali che definiscono il modo in cui una persona interagisce con gli altri e gestisce il proprio lavoro. Non sono specifiche di una mansione, ma trasferibili e fondamentali per il successo professionale. Cioè, se un ragazzo arriva sempre in ritardo, se non riesce a rapportarsi con gli altri, se fatica a mantenere l’attenzione, questo ovviamente gli impedisce di conservare un posto di lavoro. In Cooperativa lo aiuteranno a superare queste barriere, non solo insegnandogli un mestiere, ma attivando un coaching individuale per valorizzare il suo potenziale e aumentare la sua consapevolezza. “È la prima esperienza di questo genere a San Marino. Si lavora sulla persona e si va incidere sul suo benessere” ha spiegato ancora Ceccoli. “Trasformiamo un potenziale costo in una risorsa”.

L’avvocato Neri ha quindi rafforzato questo concetto: “Il nostro compito è quello di essere ponti. La convenzione ci permette di agire con metodologie dinamiche, andando a intercettare il disagio lì dove nasce per trasformarlo in opportunità di crescita consapevole. Non cerchiamo soluzioni standardizzate, ma risposte individuali che valorizzino le attitudini di ogni singolo ragazzo”.

“Volevamo capire meglio questo fenomeno, che non era mai stato raccontato, e che invece ha evidenze importanti” ha sottolineato Steven Ciacci, della Segreteria di Stato al Lavoro.

Per tutti i presenti alla conferenza stampa, l’obiettivo sarà veramente raggiunto quando le aziende si aggiungeranno al programma appena avviato e questi ragazzi entreranno effettivamente nel mondo del lavoro, come tutti i loro coetanei.

Ha chiuso il Segretario Bevitori: “Ci riempie davvero di orgoglio affiancarci a questi giovani e dare loro un’opportunità di costruirsi un futuro. Questo vuol dire anche costruire un Paese migliore”.