Politica

San Marino. In Commissione il dibattito sulla riforma della cittadinanza. In audizione l’avvocato Maria Laura Marinozzi. In 19 mila hanno la doppia cittadinanza, sammarinese e italiana

 Seduta della Commissione Consiliare Permanente Affari Costituzionali ed Istituzionali; Pubblica Amministrazione; Affari Interni, Protezione Civile, Rapporti con le Giunte di Castello; Giustizia; Istruzione, Cultura, Beni Culturali, Università e Ricerca Scientifica

Lunedì 4 maggio 2026, pomeriggio – Askanews

Con l’intervento della dirigente dell’Ufficio Stato Civile, Maria Laura Marinozzi, nel pomeriggio ha preso il via il ciclo di audizioni sulla riforma della cittadinanza da parte della Commissione consiliare permanente I. Gli spunti della dirigente hanno aperto un confronto ampio e trasversale sulle criticità della normativa vigente e sulle prospettive di riordino complessivo. Il dibattito ha evidenziato una sostanziale condivisione sull’esigenza di intervenire in modo organico, ma anche la necessità di affrontare alcune urgenze immediate, in particolare legate ai minori e alle situazioni pendenti.

Introducendo i lavori, il Segretario di Stato Andrea Belluzzi ha sottolineato l’importanza del percorso avviato, spiegando che inizia oggi un percorso molto importante finalizzato ad arrivare all’elaborazione di un Testo Unico organico in materia. Belluzzi ha evidenziato la necessità di superare le stratificazioni normative esistenti, anche alla luce delle prospettive europee: “Dobbiamo procedere a un progetto di riordino… e adottare un linguaggio corretto in prospettiva comunitaria”.

Nel corso dell’audizione, l’avv. Marinozzi ha posto l’accento sul tema dell’identità, definendolo un elemento assolutamente fondamentale in una realtà come quella sammarinese, e ha richiamato la specificità del contesto: “È vitale che vi ricordiate bene delle dimensioni della nostra Repubblica”. Entrando nel merito, ha individuato tre criticità principali. La prima riguarda l’obbligo di mantenimento della cittadinanza per i cittadini originari, definito un’anomalia amministrativa: “Perché mai – ha chiesto ai commissari – uno Stato dovrebbe imporre a un cittadino per nascita di dichiarare di voler mantenere una cittadinanza che ha già?”. L’avv. Marinozzi ha spiegato come l’estensione del termine a sette anni abbia prodotto effetti paradossali, con numerosi casi di cittadini che perdono il diritto per semplice dimenticanza, generando un carico burocratico significativo per l’ufficio.

La seconda criticità è legata alle sanatorie chiuse nel 2021, con decine di pratiche sospese per difficoltà documentali e casi irrisolti che coinvolgono anche profili di disparità storiche, come quello delle donne non naturalizzate nei primi del Novecento. In questo ambito, la dirigente ha richiamato anche la situazione dei minori nati nelle more delle procedure: bambini che, pur avendo genitori divenuti cittadini, non possono oggi essere riconosciuti come tali per mancanza di una base normativa.

Il terzo nodo riguarda le richieste di cittadinanza per matrimonio avanzate da donne sposate prima del 2000 con soggetti che hanno ottenuto la cittadinanza per sanatoria, un fenomeno ancora limitato nei numeri ma potenzialmente in crescita, che apre a interrogativi di natura giuridica e politica sulla retroattività degli effetti delle sanatorie.

Dai banchi della maggioranza, Giulia Muratori (Libera) ha parlato esplicitamente di urgenze, invitando a valutare interventi immediati: “Dobbiamo capire se c’è l’opportunità di intervenire subito per queste poche pratiche, in particolare per quella che riguarda i bambini”. Sulla stessa linea Marco Mularoni (Pdcs): “Quando parliamo di minori i tempi della politica devono essere messi da parte”. Anche Maria Luisa Berti (Ar) ha insistito sulla necessità di dati certi per valutazioni complessive. Ha ricordato: “Il nostro territorio è di soli 61 chilometri quadrati. Ogni scelta deve tenere conto dell’impatto sul sistema”.

Dall’opposizione, Giovanni Maria Zonzini (Rete) ha posto l’attenzione su nuove casistiche, chiedendo chiarimenti sulla condizione dei figli di coppie omogenitoriali, mentre Maria Katia Savoretti (Rf) ha denunciato i limiti degli interventi frammentati: “Non si può più continuare con provvedimenti a spot” sollecitando una riforma a trecentosessanta gradi. Carlotta Andruccioli (D-ML) ha evidenziato alcune incongruenze normative, definendo “un paradosso” l’obbligo di mantenimento per cittadini originari a fronte dell’introduzione della doppia cittadinanza.

Giuseppe Maria Morganti (Libera) ha invece sollevato il tema delle liste elettorali, definendo “abominevole” il rischio che un giovane debba attendere anni per esercitare il diritto di voto a causa delle tempistiche di aggiornamento. Sul piano metodologico, diversi interventi hanno convenuto sulla necessità di acquisire dati puntuali e di distinguere tra interventi urgenti e riforma complessiva.

In replica, l’avv. Marinozzi ha ribadito l’urgenza di alcune soluzioni tecniche, in particolare per i minori e per le casistiche sospese, segnalando anche criticità legate alla mancanza di strumenti informatici adeguati e alla difficoltà di ricostruire dati completi sulle doppie cittadinanze. Sui figli di coppie omogenitoriali, che al momento riguardano 6-8 casi, ha evidenziato l’assenza di basi normative: “Senza modifiche legislative non potrò concedere loro la cittadinanza”.

Rispondendo al commissario Berti sui numeri dei residenti con doppia cittadinanza, la dirigente ha spiegato: “Sulla base dei dati disponibili e delle interlocuzioni con le autorità italiane, si può stimare che siano circa 19.000 le persone che attualmente hanno la doppia cittadinanza italiana e sammarinese in territorio, includendo i cittadini originari e quelli che, con la sanatoria del 2019, hanno mantenuto il proprio bagaglio di cittadinanza precedente”.

In chiusura, il Segretario Belluzzi ha proposto di incaricare l’Ufficio Stato Civile di predisporre una relazione riassuntiva sulle criticità emergenziali e sui dati necessari, proposta condivisa dalla Commissione. “L’obiettivo è fornire dati certi, proposte concrete e tempi” ha spiegato, indicando la necessità di distinguere tra interventi attuabili con decreto e quelli da portare in Aula.

I lavori sono stati sospesi alle 16:45 e riprenderanno lunedì 25 maggio con l’audizione del Comitato civico per la cittadinanza, nell’ambito del ciclo di approfondimenti programmato.