Caso Banca di San Marino-Starcom: il Partito Socialista chiede piena chiarezza e tempi rapidi
Dopo il Conto Mazzini, dopo la questione legata alla galassia Confuorti, che ha tentato di impadronirsi del sistema San Marino in combutta con imprenditori, politici, dirigenti di Banca Centrale, Direttori di banca ed un Commissario della Legge, da qualche mese a questa parte, a San Marino, siamo alle prese con la vicenda spesso definita “bulgara”, ma che più precisamente è la tentata vendita della Banca di San Marino al gruppo bulgaro “Stracom”. Infatti, nel 2025, la Holding, guidata dal magnate Assen Christov, aveva stipulato un accordo preliminare per l’acquisto del 51% della Banca di San Marino.
Tutto sembrava dovesse andare in porto e noi tutti ricordiamo quale pressing sui soci della Banca era stato fatto anche dai vertici dell’Ente Cassa di Faetano. Ad un certo punto però l’operazione è stata bloccata dalla magistratura sammarinese per presunta corruzione e riciclaggio, congelando i 15 milioni di euro versati dalla Holding capeggiata da Christov, per corruzione e riciclaggio, congelando i 15 milioni di euro versati come anticipo della operazione. Per questa prima parte della vicenda sono scattati provvedimenti cautelari, ma pare che tutto sia passato in secondo piano, quando invece si tratta del peccato originale da cui poi discende tutto il resto e sarebbe opportuno risalire all’origine dei contatti tra l’Ente Cassa Faetano e gli emissari del gruppo “Stracom.”
Sull’argomento si sono lette molte cose sulla stampa locale e si è parlato di tangenti, ma tutto è stato offuscato da quanto emerso dalle ulteriori indagini che hanno portato il Dirigente del Tribunale, Giovanni Canzio, a denunciare pubblicamente, l’esistenza di un “Piano Parallelo” e ipotizzando reati gravissimi: Attentato contro l’integrità e la libertà della Repubblica di San Marino; attentato contro la libertà di Poteri Pubblici; minaccia contro Autorità. Tutto ciò ha prodotto nuove misure cautelari per sammarinesi e non. Nel frattempo, si è verificato uno strano furto nella sede centrale di Banca di San Marino. I ladri si sarebbero interessati solo ad alcune cassette di sicurezza, anche di questo fatto null’altro è dato di sapere. Verso la fine del mese di febbraio 2026, il Giudice d’Appello, David Brunelli, ordina la scarcerazione dei reclusi e annulla l’ordine di arresto nei confronti di Assen Christov, escludendo la gravità indiziaria, mentre le minacce rivolte agli inquirenti, non si sono mai tradotte in azioni reali. Ora, di fronte ad un simile “affaire”, la politica non trova di meglio che polemizzare e dividersi. Infatti, a fronte dell’apparente voglia di fare chiarezza, sono stati ben tre i progetti di legge depositati. In effetti, il caso, merita in assoluto la massima attenzione.
Peccato che poi maggioranza e opposizione si fronteggino sull’urgenza del provvedimento e non trovino gli accordi necessari. E allora niente urgenza, la Commissione d’Inchiesta si farà ma….attenzione alle interferenze giudiziarie; attenzione agli atti sensibili; attenzione alle tempistiche; attenzione alla composizione della Commissione stessa. Insomma, si ha l’impressione che si vogliano dilazionare i tempi, mettendo intanto la polvere sotto il tappeto e per fare questo si trovino mille scuse. Inoltre, “Stracom”, ha compiuto il primo passo verso un arbitrato contro lo Stato di San Marino, presso l’ICSID di Washington e la domanda di risarcimento sarà per un importo di 150 Milioni di euro.
Il Partito Socialista, ritiene si debba fare chiarezza il prima possibile, data la gravità degli accadimenti e che Giustizia e politica possano tranquillamente operare in piena autonomia senza interferenze, così come già è avvenuto per il passato, anche perché, mentre il Tribunale deve valutare i fatti sul piano penale, la politica ha il dovere di ricercare eventuali responsabilità politiche. E’ necessario dire ai sammarinesi come stanno realmente le cose in tempi rapidi, perché è inaccettabile che ogni quattro/cinque anni, ciclicamente, emergano situazioni pilotate da gruppi interni ed esterni, che con il loro operato danneggiano sia l’immagine che l’economia del nostro Paese e a farne le spese sono sempre i sammarinesi e soprattutto le classi più vulnerabili.
C.s. Partito Socialista


