Stop all’accordo UE-Israele, la petizione ha raggiunto il traguardo del milione di firme
L’iniziativa dei cittadini europei denominata “Justice for Palestine” ha raggiunto e superato il traguardo di un milione di firme il 14 aprile 2026. Questa mobilitazione, lanciata ufficialmente nel gennaio 2026, mira a obbligare la Commissione Europea a ridiscutere e sospendere l’Accordo di Associazione UE-Israele, citando gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale nei territori palestinesi occupati.
Obiettivo conseguito in tre mesi dal lancio e soglie nazionali minime superate in 10 Paesi membri, oltre la quota richiesta di 7 Stati. Ora gli organizzatori puntano al milione e mezzo di sostenitori per avere ancora più forza.
Ma già da questo momento, la Commissione Europea è legalmente obbligata a esaminare la richiesta, incontrare gli organizzatori e fornire una risposta formale sulle azioni che intende intraprendere.
Il raggiungimento delle firme avviene in un clima di crescente tensione diplomatica, coincidendo con la decisione del governo italiano di sospendere il rinnovo automatico del memorandum di difesa con Israele. L’accordo di associazione, risalente al 1995, è il pilastro della cooperazione economica e del dialogo politico tra UE e Israele; la petizione chiede la sua sospensione basandosi sull’articolo 2, che vincola il trattato al rispetto dei principi democratici e dei diritti umani.
In Italia, dove la soglia minima richiesta era di 53.580 firme, ne sono state raccolte 245.545. In numeri assoluti, quello della Penisola è il secondo contributo sul totale, dopo quello francese di 383.426 firme ottenute su un minimo nazionale richiesto di 55.695. Gli altri otto Paesi UE ad aver oltrepassato la soglia minima sono: Belgio, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Svezia.
Il milione di firme è, però, un primo traguardo. “Un milione di persone si sono espresse: l’UE deve sospendere completamente l’Accordo di Associazione con Israele, l’UE deve difendere il diritto internazionale e porre fine alla sua complicità con il genocidio israeliano” scrivono i promotori. “La lotta è tutt’altro che finita. L’Alleanza della Sinistra Europea invita ogni cittadino che non abbia ancora firmato a farlo ora, e coloro che hanno già firmato a continuare la mobilitazione”. Di qui l’obiettivo di 1,5 milioni di firme per esercitare ulteriore pressione sulla Commissione europea e garantire di avere almeno 1 milione di firme valide. Secondo la legge europea, un’iniziativa dei cittadini europei deve raccogliere, in un anno, almeno 1 milione di firme valide affinché la Commissione possa formalmente prendere in considerazione un’azione legislativa o politica. In questo contesto, dunque, “aumentare il numero di firme è ora più importante che mai”.
“Israele uccide in massa i civili, distrugge infrastrutture vitali e ha recentemente approvato una legge sulla pena di morte che colpisce solo i prigionieri politici palestinesi, eppure l’UE premia Israele mantenendo il suo accordo commerciale privilegiato” afferma Catarina Martins, co-presidente dell’Alleanza della Sinistra Europea. “L’UE permette a Israele non solo di continuare il suo genocidio contro i palestinesi, ma anche di trarne profitto economico” sottolinea. L’UE è il principale partner commerciale di Israele: superano il 34 per cento le importazioni israeliane di merci europee e raggiungono il 28,8 per cento le esportazioni di Tel Aviv verso l’Unione. Nel 2024, gli scambi commerciali hanno continuato a fluire raggiungendo il volume totale di 42,6 miliardi di euro. Dal 10 ottobre 2025, data di entrata in vigore del ‘cessate il fuoco’, Israele ha ucciso 738 palestinesi a Gaza. Osserva ancora l’Alleanza: “Il bilancio reale è di gran lunga superiore. Un cessate il fuoco duraturo potrà essere raggiunto solo con la fine dell’illegale occupazione coloniale”. Continua: “I continui attacchi israeliani contro il Libano hanno reso ancora più urgente l’appello all’UE, affinché acceleri la sospensione completa dell’accordo di associazione con Israele”.


