Giustizia

San Marino. Capacità giuridica, Attiva-Mente: decidere della propria vita è un diritto

L’Associazione Attiva-Mente presenta una nuova Istanza d’Arengo per la piena attuazione del diritto delle persone con disabilità alla capacità giuridica. L’obiettivo è promuovere una riforma organica che accompagni anche San Marino dal ricorso alla sostituzione nelle decisioni verso un sistema fondato sul sostegno, sull’autonomia e sul rispetto della volontà e delle preferenze della persona. Il riferimento centrale è l’articolo 12 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CRPD).

La norma riconosce alle persone con disabilità la capacità giuridica su base di uguaglianza con le altre persone, in tutti gli aspetti della vita, e impegna gli Stati a rendere disponibile il sostegno eventualmente necessario per esercitarla. Il Comitato ONU sui diritti delle persone con disabilità, nel Commento generale n. 1 (2014), ha chiarito che capacità giuridica e capacità mentale sono concetti distinti: difficoltà reali o presunte nel prendere decisioni non possono giustificare la negazione della capacità giuridica. Il Comitato ha inoltre indicato agli Stati la necessità di sostituire i regimi di decisione sostitutiva con sistemi di sostegno all’esercizio della capacità giuridica, fondati sul rispetto dei diritti, della volontà e delle preferenze della persona. L’ordinamento sammarinese ha compiuto alcuni passi importanti, in particolare con la Legge 10 marzo 2015 n. 28, “Legge-quadro per l’assistenza, l’inclusione sociale e i diritti delle persone con disabilità”, e con la Legge 5 giugno 2015 n. 81, che ha istituito e disciplinato l’amministrazione di sostegno con la finalità della minore limitazione possibile della capacità di agire.

Restano tuttavia da disciplinare in modo organico forme di sostegno alla decisione fondate sulla volontà della persona, insieme a garanzie adeguate, revisioni periodiche e strumenti di comunicazione e informazione accessibili. Il punto è semplice: si chiede di passare da un sistema che può decidere al posto della persona a un sistema che la sostenga nel decidere. Il sostegno deve aiutare a comprendere, scegliere, comunicare e realizzare la propria volontà; non deve trasformarsi automaticamente nella sostituzione della persona nelle decisioni che riguardano la sua vita. Si chiede una protezione che non cancelli la persona. Un sistema rispettoso dell’articolo 12 deve prevedere garanzie efficaci contro abusi, conflitti di interesse e influenze indebite, tutelando nello stesso tempo autonomia, diritti, volontà e preferenze.

Con l’Istanza d’Arengo, Attiva-Mente chiede che la riforma sia costruita con il coinvolgimento diretto delle persone con disabilità e delle organizzazioni che le rappresentano. Fra gli obiettivi indicati figurano il superamento progressivo delle pratiche di decisione sostitutiva fondate sulla disabilità, l’introduzione di sostegni personalizzati e liberamente scelti, la revisione periodica delle misure, la tutela della riservatezza, la raccolta di dati e una formazione specifica per magistrati, operatori e amministratori di sostegno. Firmare un contratto, amministrare il proprio denaro, scegliere dove e con chi vivere, affrontare una decisione sanitaria o compiere le scelte della vita quotidiana non sono concessioni: significa essere riconosciuti pienamente come persone davanti alla legge e protagonisti della propria esistenza.

Per rendere questi principi maggiormente comprensibili, Attiva-Mente affianca all’Istanza il percorso interattivo “La regia è mia”. Il percorso, attraverso situazioni concrete e un approfondimento dedicato all’articolo 12, mostra la differenza fra decidere al posto di una persona e sostenerla nel decidere. Il testo integrale dell’Istanza, il modulo di adesione online e il modulo per la raccolta firme manuale sono disponibili sul sito di Attiva-Mente.

Associazione Attiva-Mente