San Marino. Accordo Pa e Salariati: i Sindacati soddisfatti per gli aumenti, a fine settembre priorità agli accordi di secondo livello
Venerdì 28 agosto, presso la Parva Domus, sede della Segreteria di Stato per gli Affari Interni, le Federazioni del Pubblico Impiego e le Federazioni Costruzioni e Servizi di CSdL CDLS e USL, hanno firmato con la delegazione di Governo, l’Accordo ponte per i Dipendenti Pubblici e per i lavoratori con Contratto Salariati. L’intesa prevede aumenti in busta paga del 3% per il 2025 e l’acconto del 2% per il 2026.
Per le Organizzazioni Sindacali, tra le priorità figurano le contrattazioni di secondo livello ancora aperte dal vecchio Accordo. Concordano con il Segretario di Stato Belluzzi quando parla della necessità di rendere più attrattivo nei confronti dei giovani il settore della PA, ma il farlo implica l’impegno ad aumentare le tutele e soprattutto fare in modo che quanto scritto negli Accordi trovi effettivamente riscontro nella realtà.
Esprime soddisfazione la CSdL presente con Antonio Bacciocchi e Diego Moretti, in quanto l’obiettivo era quello di allineare il rinnovo della PA con quello degli altri settori privati, ovviamente l’acconto per il 2026 è solo una base da cui partire con la trattativa per gli anni che saranno previsti insieme agli altri importanti aspetti normativi che saranno trattati durante il confronto.
“Un primo passo per contrastare il caro-vita e dare respiro ai dipendenti pubblici, ai salariati e alle loro famiglie”. Così le Federazioni Pubblico Impiego e Servizi della CDLS presenti con Michela Serra e Nicola Canti che attendono la ripartenza del confronto. L’acconto per il 2026 deve restare tale, come da intese sottoscritte, per i funzionari CDLS, anche alla luce dell’inflazione in aumento che solo nel mese di luglio ha visto un indice superiore al 3%.
Per il Segretario della Federazione Pubblico Impiego USL Simona Mazza, presente al tavolo assieme al collega Ricardo Ceccoli, in rappresentanza dei Salariati, “c’è soddisfazione per aver raggiunto questo obiettivo iniziale ma la vera sfida parte adesso. Bene infatti aver allineato gli arretrati del 2025 a quelli dei contratti chiusi negli altri settori, proprio per recuperare parte del potere d’acquisto perso dai salariati e dai pubblici dipendenti, ma abbiamo la necessità di definire al più presto non solo l’acconto, bensì l’aumento pieno anche per il 2026”.
Da settembre riprenderà il negoziato per il rinnovo del Contratto Collettivo. CSdL CDLS e USL auspicano che, fin dal primo incontro fissato per il 30 settembre, vengano concordati interventi a favore di una migliore organizzazione del lavoro; per la valorizzazione delle competenze e perché la Pubblica Amministrazione torni a essere appetibile per i nostri giovani.
Ora le OO.SS. restano in attesa del passaggio consigliare per la piena attuazione dell’Accordo e per vedere in busta paga gli aumenti e gli arretrati concordati.
Infine chiedono a gran voce che dopo la ratifica venga adottato subito un decreto che recepisca tale Accordo, estendendolo anche a tutti i lavoratori che non rientrano in questa Contrattazione Collettiva, come già fatto in precedenza.
Comunicato congiunto CSdL CDLS USL


