Economia e Lavoro

San Marino. Usl: “Urge riflettere su disability manager e accomodamenti ragionevoli”

Per ciò che concerne il mondo del lavoro, uno dei provvedimenti più attesi e di cui più si parla è sicuramente quello sull’Inclusione Lavorativa. Vista la sua importanza, l’auspicio è proprio quello che si possa addivenire al più presto ad un testo condiviso. USL da parte sua sente forte la responsabilità di portare il proprio contributo al Tavolo di confronto con proposte in grado di incidere sulla vita di persone che non sempre hanno ricevuto il trattamento che avrebbero meritato. Con questo spirito il funzionario di USL Mattia Bastianelli Gambini, al fine di continuare a formarsi su un tema tanto importante, ha preso parte a “EXPOAID Io, persona di valore” svoltosi a Rimini dal 25 al 27 giugno. Si è trattato di una serie di seminari densi di peso specifico che hanno offerto la possibilità di riflettere sulle differenze tra San Marino e altri Paesi. Si è dibattuto a lungo di inclusione lavorativa, caregiver e anche di una figura contemplata dalla normativa italiana, il Disability Manager, figura che si occupa dei cosiddetti accomodamenti ragionevoli. Lo ha ben spiegato, nella sua testimonianza, la Disability Manager della Rai, la parola accomodamenti ragionevoli racchiude il concetto di cercare un punto di incontro tra le possibilità dell’azienda e le esigenze della persona con disabilità, che ha bisogno che il contesto lavorativo sia adattato alle sue necessità. Al centro dei vari incontri anche la valutazione della persona con disabilità che ovviamente non deve concentrarsi sulle disabilità ma sulle sue capacità, ergo: niente stigmi e niente liste speciali. Ai vari incontri sono intervenute persone con sindrome di down e altre disabilità che hanno raccontato le loro storie di successo. Dopo aver preso parte a dei corsi, c’è chi sul lavoro è diventato autonomo e ora gestisce una caffetteria o chi un settore di primark. Vanno dunque eliminati gli odiosi tetti agli stipendi che di fatto mettono la persona con disabilità nella condizione di dover scegliere tra il lavoro e la pensione. Infine, chi assume persone con disabilità non dovrebbe farlo con lo spirito di assolvere a degli obblighi legislativi o peggio sfuggire al pagamento di determinate sanzioni. Un’azienda che ambisca ad essere solida deve essere anche etica, deve esserci una scala di valori marcata. A San Marino ci sono già aziende e realtà che hanno saputo trasformare l’inclusione lavorativa in un’esperienza concreta, seria e positiva. Farle conoscere significa dare valore a ciò che funziona, ma anche creare un modello capace di incoraggiare altri a fare lo stesso, mostrando che inserire una persona con disabilità non è un peso da gestire, ma un’opportunità da costruire. Non occorre essere perfettamente in salute per dare il massimo nel lavoro, anzi, spesso sono proprio le persone che hanno attraversato difficoltà importanti a sviluppare una forza, una consapevolezza e una capacità di adattamento che diventano valore anche dentro un’organizzazione. Il lavoro deve essere un luogo sano, un luogo in cui ritrovare dignità, autonomia e senso di appartenenza. Per questo è fondamentale che alle persone con disabilità non venga negata la possibilità di entrare, restare e contribuire al mondo del lavoro. Escluderle significa perdere competenze, esperienze e risultati che spesso nascono proprio dalla capacità di affrontare la vita con forte determinazione.

Unione Sammarinese Lavoratori – USL