Cultura ed Eventi

San Marino. Uno sciamano in Galleria. La mostra di Gabriele Gambuti “Ceramiche nel tempo” all’ingresso della sede centrale Carisp, fino al 4 ottobre

Di Angela Venturini.

Una galleria, un artista, una città. Nasce così, o meglio, rinasce, il legame intimo che Gabriele Gambuti ha sempre avuto con la Città di San Marino. L’arte possiede infatti la straordinaria capacità di risignificare gli spazi, di contaminarli in qualche modo, trasformando i luoghi del transito in veri e propri presidi di identità e memoria collettiva. Spazi da vivere, non solo da calpestare.

Questa mostra è un’operazione culturale che non si esaurisce nella semplice esposizione estetica, ma che si configura come un potente atto di riappropriazione sociale. Attraverso il suo intervento, Gambuti riporta la vita e l’arte sociale al centro di uno spazio pubblico, restituendolo pienamente al piacere di essere vissuto, attraversato e riscoperto sia dai cittadini sammarinesi sia dai visitatori esterni” ha detto il presidente della Cooperativa 3 Arrows Francesco Chiari al vernissage di apertura.

Ceramiche nel Tempo” questo il titolo della mostra, non è soltanto un’esposizione, ma un invito a riscoprire la forza evocativa della ceramica come linguaggio universale. Le opere di Gambuti diventano specchi di emozioni e memorie, capaci di dialogare con lo spettatore e di restituire al cuore la meraviglia di sentirsi parte di un percorso artistico che attraversa le stagioni della vita.

L’arte si fa pretesto e motore di un’agorà contemporanea – ha continuato Chiari – dove le persone possono fermarsi, guardarsi e rispecchiarsi in una narrazione comune. Il fulcro di questa operazione risiede nella cifra stilistica stessa dell’autore: la sua arte primitiva. Gambuti scava nelle radici profonde della materia e della storia dell’uomo, lavorando la terra con una sensibilità che dialoga direttamente con l’archetipo”.

Quasi uno “sciamano”, come è stato talvolta definito, autore di un primitivismo capace di riportare indietro nel tempo il distratto visitatore moderno e di ricongiungerlo alla sacralità. La Galleria Carisp, che ospita questa nuova mostra, cessa di essere un contenitore asettico per farsi tempio della memoria presente.

Ogni vetrina custodisce opere tratte dai cataloghi che hanno segnato le tappe fondamentali della produzione dell’artista Gabriele Gambuti: MA-DONNE (2009), VETIVER (2011), SERENELLA (2022), LUNARIA (2022). FIORITO (2025). Una piccola, ma ricercatissima selezione, che restituisce la continuità di un percorso artistico che si rinnova nel tempo, mantenendo intatta la forte tensione verso l’armonia e la bellezza.

La produzione di Gabriele Gambuti spazia tra ceramiche, pittura, scultura e installazioni, con un linguaggio che privilegia l’uso di colori accesi e vitali, spesso ispirati alla natura e ai suoi cromatismi intensi. La sua è una continua ricerca artistica caratterizzata da una forte propensione alla sperimentazione: legno, ferro, ceramica, acrilici e pastelli diventano strumenti di un’espressività istintiva e al tempo stesso consapevole. Le sue opere, spesso fitomorfe e luminose, evocano un dialogo costante tra uomo e natura, tra spiritualità e materia. Gambuti è una sorta di demiurgo, un artigiano divino, capace di ordinare il mondo e la materia affinché noi umani riusciamo a coglierne l’essenza soprannaturale. La sua arte è immediata, comprensibile, empatica: attraverso gli occhi sa subito conquistare il cuore.

È questa la forza incredibile di Gambuti e di questa mostra, nel centro di Città, che gode del patrocinio della Giunta di Castello, rappresentata per l’occasione dal Capitano Alberto Simoncini e della giornalista Chiara Macina; con la collaborazione della Cassa di Risparmio rappresentata dai suoi vertici; e sotto l’egida della Cooperativa Culturale 3 Arrows.

Rimarrà aperta al pubblico fino al 4 ottobre prossimo.