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Deficit pluviometrico su tutta l’Emilia Romagna. Anche San Marino in sofferenza di acqua. I consigli all’uso consapevole dal direttore AASS

A metà ottobre 2026, l’Emilia-Romagna sta affrontando un rilevante deficit pluviometrico. Sebbene il calo termico stia portando temperature in linea con l’autunno, il blocco anticiclonico sta di fatto impedendo l’arrivo di perturbazioni intense e costanti, lasciando a secco gran parte del territorio regionale. Lo stato delle riserve idriche comincia a dare preoccupazioni. Infatti, la carenza prolungata di piogge sta mettendo in forte difficoltà le principali fonti di approvvigionamento e i corpi idrici superficiali:

La Diga di Ridracoli, bacino fondamentale soprattutto per la Romagna (San Marino compreso), ha visto scendere le sue riserve fino a circa un terzo della sua massima capacità, cioè attorno al 35%. I corsi d’acqua appenninici e di pianura presentano portate critiche, con il fiume Marecchia in secca e i fiumi Secchia, Reno e Trebbia prossimi ai minimi storici del periodo.

Il fiume Po sconta un forte deficit complessivo lungo tutto il suo bacino idrografico, registrando portate inferiori di oltre il 50% rispetto alle medie del periodo alla stazione di Pontelagoscuro.

Poiché San Marino si approvvigiona per la maggior parte delle sue necessità da fonti esterne, anche sul Titano la situazione è molto complessa.

Per questo il Direttore Aass Marcello Forcellini lancia un appello ai sammarinesi: “Siamo ancora in emergenza idrica. Nonostante la stagione autunnale e le temperature più fresche, purtroppo c’è stata una sostanziale assenza di precipitazioni che richiedono ancora una particolare attenzione agli sprechi. Abbiamo riscontrato un comportamento particolarmente virtuoso dei cittadini durante dell’estate, però non alleggeriamo l’attenzione proprio in questo periodo perché il proseguire con l’assenza di precipitazioni sta determinando una situazione di sostanziale difficoltà non soltanto a San Marino, ma anche nelle regioni limitrofe. Pertanto, dobbiamo continuare a prestare attenzione all’utilizzo dell’acqua seguendo anche quel vademecum che è stato diffuso la scorsa estate”.

La tendenza non è confortante. I modelli meteorologici a cura di ARPAE intravedono i primi segnali di sblocco solo più avanti.  Le previsioni a breve termine annunciano break instabili legati a veloci correnti nord-orientali in grado di portare piovaschi e rovesci localizzati, che tuttavia non risulteranno sufficienti a colmare il deficit accumulato finora.

Prospettive forse migliori per fine mese: si ipotizza un parziale ritorno a flussi più umidi che potrebbero riallineare gli accumuli complessivi regionali verso le medie stagionali entro la fine di ottobre, sebbene la situazione resti da monitorare attentamente in chiave idrica ed agricola.

Nell’immagine: navi in secca sul lago della diga di Ridracoli