San Marino. Attiva-Mente. L’Europa rilancia la deistituzionalizzazione
Conclusi i momenti celebrativi dedicati al 20° anniversario della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CRPD), è tempo di tornare a un sano realismo. La celebrazione della CRPD non si esaurisce con le frasi di circostanza e le foto di rito. Per noi rappresenta l’orizzonte verso il quale tutti dovremmo tendere, ogni giorno, con umiltà, coerenza e determinazione.
Anche per questo, all’indomani dell’evento “Tuttavia… Coloriamo i Diritti!”, di cui a breve pubblicheremo un resoconto, desideriamo condividere una notizia che merita attenzione e che riguarda da vicino anche il dibattito aperto da anni nel nostro Paese sul tema della Vita Indipendente.
La Commissione europea ha infatti recentemente presentato un importante aggiornamento della Strategia europea per i diritti delle persone con disabilità (si veda, in particolare, il capitolo dedicato alla Vita Indipendente del documento allegato pag.9), introducendo la nuova Alleanza europea per la Vita Indipendente (EU Alliance for Independent Living), con l’obiettivo di accelerare il processo di deistituzionalizzazione nei Paesi membri e promuovere servizi sempre più radicati nella comunità.
Non si tratta di un dettaglio tecnico, ma di una precisa scelta politica.
La Commissione riconosce infatti che, nonostante oltre dieci anni di politiche dedicate, il numero di persone che vivono ancora in strutture residenziali è aumentato, arrivando a circa 1,4 milioni tra bambini, persone con disabilità e persone anziane.
Le cause vengono individuate nella carenza di servizi di comunità, nelle barriere all’accessibilità e nelle limitazioni della capacità giuridica, fattori che continuano a impedire a molte persone di vivere con la stessa libertà di scelta riconosciuta agli altri cittadini.
Per questo motivo l’Unione europea punta oggi con ancora maggiore decisione sulla Vita Indipendente, sostenendo la nascita di centri dedicati, il monitoraggio dei processi di deistituzionalizzazione, la raccolta dei dati, il confronto tra gli Stati membri e nuovi investimenti attraverso i principali fondi europei.
Per noi questa rappresenta un’ulteriore e importante conferma di ciò che sosteniamo da molti anni: la deistituzionalizzazione non è uno slogan, una moda o una posizione ideologica. È un percorso indicato dalla CRPD, ribadito dal Comitato ONU che ne monitora l’attuazione e oggi ulteriormente rafforzato dalle politiche dell’Unione europea.
Ogni volta che proponiamo di investire sulla Vita Indipendente, sull’assistenza personale, sui servizi territoriali, sul sostegno domiciliare, sui progetti di vita personalizzati e sulla possibilità per ogni persona di scegliere dove, come e con chi vivere, non stiamo portando avanti una “battaglia di Attiva-Mente”. Stiamo semplicemente richiamando principi e indirizzi che la comunità internazionale, UE compresa, considera ormai essenziali per il pieno rispetto dei diritti umani.
Questo, naturalmente, non significa ignorare la complessità delle singole situazioni. Esistono percorsi molto diversi tra loro, persone con bisogni profondamente differenti e famiglie che compiono scelte consapevoli, spesso dopo aver affrontato anni di sacrifici. Ogni storia merita rispetto e nessuno ha il diritto di giudicare decisioni maturate nella piena volontà della persona interessata o rese necessarie da condizioni di particolare complessità.
Ma proprio perché il rispetto della persona viene prima di tutto, è fondamentale che il sistema costruisca alternative reali all’istituzionalizzazione e non consideri quest’ultima come la risposta naturale o inevitabile.
Anche a San Marino questa riflessione non può più essere rinviata.
Questo aggiornamento della Strategia europea ci deve spronare a proseguire con ancora maggiore convinzione il percorso avviato con la proposta di un Tavolo permanente, affinché anche San Marino possa avviare una riforma del proprio sistema di sostegni alla disabilità, rendendolo finalmente pienamente coerente con i principi della CRPD.
La domanda, allora, non è se San Marino possa formalmente aderire all’Alleanza europea per la Vita Indipendente, né se la deistituzionalizzazione rappresenti una strada percorribile. La vera domanda è un’altra: San Marino vuole davvero percorrere la stessa strada che oggi anche l’Europa indica con sempre maggiore chiarezza?
Investire nella Vita Indipendente significa investire nella dignità delle persone, nella libertà di scelta, nei servizi di comunità e in una società più inclusiva.
È la stessa direzione che sosteniamo da sempre attraverso il confronto, le proposte e il dialogo con le istituzioni. Perché la deistituzionalizzazione non è contro qualcuno. È a favore del diritto di ogni persona a vivere la propria vita, nella propria comunità, con il sostegno necessario e con la stessa libertà di scelta riconosciuta a tutti gli altri cittadini.
I diritti umani non cambiano a seconda delle circostanze, delle simpatie, delle convenienze del momento o delle polemiche del giorno. Si applicano sempre. E valgono per tutti.
Attiva-Mente


