San Marino. OPI.EUR, la ricerca universitaria per capire l’opinione dei cittadini, non solo sul referendum ma anche sugli effetti di un’eventuale associazione con la UE
di Angela Venturini.
Intitolata OPI.EUR – L’Europa e noi: l’opinione pubblica sammarinese verso l’Unione Europea, è la ricerca dell’Università che mira a rilevare e analizzare i pareri e i sentimenti della popolazione su temi come l’identificazione soggettiva con la vita del Continente, il valore della sovranità nell’integrazione europea e la percezione delle quattro libertà oggetto dell’accordo di associazione tra San Marino e la UE.
Tutto ciò condensato nel sottotitolo: “Cosa pensano (davvero) i sammarinesi dell’Europa” dove la parentesi aggiunta nel titolo dagli stessi ricercatori, non è una provocazione, ma un’affermazione che vuole distinguersi dalla valanga di fake che in questi anni ha sovrastato ogni tipo di informazione sull’argomento.
Queste le generalità della ricerca: 1400 interviste (un numero davvero incredibile, che raddoppia in considerazione del sondaggio precedente), 11 ricercatori, il sostegno di ANIS e del Sindacato perché l’Università non ha fondi per la ricerca. Un campione di cittadini scelti per età, sesso, tipologia di lavoro, titolo di studio. Una cornice che rappresenta fedelmente la composizione sociale. Una griglia di domande che mirano a sondare l’opinione dei cittadini su temi cruciali, come si informano (indicando però i classici mezzi analogici come giornali cartacei e canali istituzionali come la tivù di Stato), cosa li fa sentire sammarinesi.
Le sorprese non mancano. I cittadini che non seguono mai il Consiglio e le cronache politiche sono il 41,9%. Solo il 9,9 per cento lo segue spesso. Riguardo alle tivù di Stato, solo il 18,4% la segue spesso; il 22% mai; tutto il resto, qualche volta. Più o meno stesse percentuali sui giornali, gli estremi vanno dal 21,5 spesso; al 14,9% mai; tutti gli altri li leggono ogni tanto.
In questo quadro piuttosto sconfortante dell’informazione, va ad innestarsi una nutrita batteria di domande sull’Europa. Quella sul referendum (che è la maggiormente attenzionata) ottiene il 58,97 % di sì (in leggero calo rispetto al precedente sondaggio) mentre il 41,03 % voterebbe no (in leggera crescita rispetto a prima). Questo dato, allineato all’orientamento politico fa emergere che i favorevoli sono per lo più di sinistra, i contrari sono per lo più di destra. Da precisare che le domande non hanno mai chiesto all’intervistato per chi vota, ma di esprimere un orientamento politico di massima, che evidentemente non è sovrapponibile a qualche partito specifico.
Tutta una serie di domande chiedeva: si sente europeo, ha simpatia o antipatia per l’Europa, con la UE ci saranno più o meno diritti, cambierà qualcosa relativamente al lavoro, cosa ne pensa di regole concordate con la UE? Le risposte hanno percentuali con notevoli variazioni tra di loro, che dovranno essere valutate e interpretate in maniera scientifica nella seconda fase di questa ricerca. Invece, ha lasciato stupito l’uditorio il risultato sulla domanda: cosa la fa sentire sammarinese? Un interrogativo mirato a capire quali valori vanno a costruire l’identità di un popolo.
Quattro le proposte presentate: due relative alle massime istituzioni dello Stato, due ad istituzioni sociali altamente rappresentative.
La prima: appartenere alla più piccola e più antica Repubblica del mondo ha evidenziato che meno del 50% si sente molto o abbastanza rappresentato.
La seconda, sui Capi di Stato (istituzione che ha particolarità e una storia davvero uniche) ha ottenuto una percentuale ancora più bassa di gradimento.
La terza sul sistema ISS, universalistico e gratuito, ha ricevuto un valore leggermente superiore ai precedenti.
La quarta, sul sistema scolastico, è stata quella maggiormente approvata, con un 78% in cui vengono sommati coloro che si sentono molto o abbastanza rappresentati.
Ovviamente la ricerca OPI.EUR ha molti altri numeri e aspetti che è impossibile sintetizzare in un articolo di cronaca, ma che si possono già vedere sul sito dell’Università e magari comparare con i risultati dell’edizione 2023.
Alla serata pubblica di presentazione, tenuta martedì sera presso la Sala Joe Kassar di Borgo Maggiore, erano presenti: il professor Michele Chiaruzzi, direttore del Centro di Ricerca per le Relazioni Internazionali dell’Università, coordinatore scientifico di questo progetto insieme al dottor Sebastiano Bastianelli e a Mario Catani, docente di Progettazione europea a UNIRSM. Al tavolo dei relatori anche Mauro Sammaritani, dirigente dell’Ufficio Nazionale di Statistica. In sala: rappresentanti delle organizzazioni sindacali e industriali, Consiglieri e un pubblico molto interessato.
Con più di 1.400 questionari somministrati alla popolazione residente, è stato superato del 25% l’obiettivo strategico. Questa ricerca si distingue quindi per avere il miglior campione mai rilevato nella Repubblica di San Marino. Nessuna iniziativa del genere era stata tanto significativa. Per questo motivo, OPI.EUR è stato acquisito e/o citato dal Ministero per gli Affari Esteri d’Italia, dal Governo del Principato D’Andorra, dalla Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati d’Italia, dalla Commissione Affari Esteri del Consiglio Grande e Generale di San Marino.


