USOT: San Marino deve investire in infrastrutture. Non basta attrarre turisti, dobbiamo convincerli a restare
San Marino ha bisogno di una nuova stagione di investimenti infrastrutturali. Non soltanto per migliorare i servizi e la competitività del Paese, ma anche per creare nuove attrazioni, aumentare la permanenza dei turisti e affrontare una delle principali criticità del settore ricettivo: la forte stagionalità. In questo contesto, condividiamo le posizioni espresse da ANIS nei comunicati del 1° e del 10 luglio 2026 sulla necessità di dotare la Repubblica di San Marino di infrastrutture strategiche moderne ed efficienti, tra cui almeno un depuratore e un moderno impianto per il trattamento dei rifiuti a bassissimo impatto ambientale, con recupero energetico. Un tema sul quale industria e turismo possono individuare importanti convergenze. Un esempio significativo arriva dalla Danimarca. A Copenaghen, il progetto CopenHill ha trasformato un termovalorizzatore in una struttura multifunzionale che, oltre a produrre energia, ospita una pista da sci artificiale, percorsi per trekking e corsa, una parete di arrampicata e spazi ricreativi. Un impianto industriale diventato anche un’attrazione per cittadini e turisti. Non si tratta di copiare un progetto pensato per una realtà molto diversa dalla nostra, ma di comprenderne la visione: un’infrastruttura pubblica può assolvere alla propria funzione primaria e, contemporaneamente, generare ulteriori opportunità economiche, sociali e turistiche. Un principio che riteniamo meritevole di approfondimento anche in relazione agli investimenti ambientali ed energetici proposti da ANIS. Ma il problema delle infrastrutture turistiche sammarinesi è più ampio e riguarda direttamente la capacità del Paese di trattenere i visitatori.
Il quadro è chiaro. Secondo il Piano Annuale 2027 della Segreteria di Stato per il Turismo, la permanenza media nelle strutture ricettive è passata da 1,80 notti nel 2023 a 1,76 nel 2025. Anche nei primi otto mesi del 2026 il dato è rimasto sostanzialmente invariato. Nonostante gli sforzi promozionali e i risultati positivi ottenuti sul fronte dell’afflusso turistico, San Marino continua quindi a essere una destinazione caratterizzata da soggiorni molto brevi. Possiamo promuovere sempre meglio la Repubblica e raggiungere nuovi mercati, ma se non ampliamo concretamente ciò che il turista può fare e vivere sul nostro territorio, sarà difficile convincerlo a fermarsi una notte in più. A questa situazione si aggiunge il problema della destagionalizzazione. Nei mesi compresi tra novembre e marzo, molte strutture ricettive devono affrontare una forte riduzione dell’attività, mentre continuano a sostenere costi fissi rilevanti. Una condizione che genera tensioni economiche e finanziarie rende più difficile mantenere l’occupazione e riduce la capacità degli imprenditori di investire nel rinnovo e nel miglioramento delle proprie strutture.
La destagionalizzazione non è quindi soltanto un obiettivo turistico, ma una condizione necessaria per la sostenibilità economica delle imprese e per lo sviluppo di nuova ricettività. La recente riforma IGR ha richiesto un ulteriore contributo alle imprese, prevedendo anche risorse aggiuntive per gli investimenti infrastrutturali. Riteniamo, quindi, che una parte delle risorse disponibili debba essere destinata a infrastrutture turistiche strategiche e che, con adeguata copertura di bilancio, sia introdotto un sostegno mirato alle attività del nostro Settore nei mesi di bassa stagione, soprattutto per il mantenimento del personale. Per noi è indispensabile passare dalle dichiarazioni di principio a una programmazione concreta delle opere. Tra gli interventi da accelerare figura il completamento del campo da golf, che potrebbe sviluppare un importante segmento di turismo sportivo, con soggiorni dedicati e nuove opportunità anche fuori dall’alta stagione. Altrettanto rilevante è la realizzazione della piscina di riscaldamento presso il Multieventi Sport Domus, indispensabile per ampliare la possibilità di ospitare competizioni e manifestazioni natatorie. A tal riguardo abbiamo già proposto che la nuova struttura venga progettata anche con una funzione turistica e ricreativa: una moderna piscina all’aperto, attrezzata per nuoto, benessere e svago, accessibile indicativamente da Pasqua a fine settembre a turisti, cittadini sammarinesi e residenti nelle zone limitrofe. Un investimento, quindi, capace di rispondere contemporaneamente alle esigenze sportive e a quelle dell’attrattività turistica. Il progetto dovrà essere accompagnato da un calendario annuale di competizioni, eventi e raduni, anche nei mesi di minore affluenza.
Accanto a questi interventi, occorre una visione di medio e lungo periodo che comprenda infrastrutture congressuali, sportive e culturali, strutture per il benessere, mobilità, ferrovia storica, polo museale e nuovi spazi per eventi e intrattenimento, con particolare attenzione alle attività praticabili anche nei mesi invernali. Lo stesso Piano Annuale 2027 della Segreteria di Stato per il Turismo riconosce molte di queste priorità. La destagionalizzazione rappresenta una priorità crescente anche a livello europeo. Eurostat l’ha inserita tra gli indicatori di sostenibilità turistica e diversi Paesi stanno investendo per favorire un turismo distribuito durante tutto l’anno. L’Italia, ad esempio, ha previsto 109 milioni di euro per sostenere la destagionalizzazione e la riqualificazione delle imprese turistiche. Una direzione che anche San Marino dovrebbe considerare nella propria programmazione infrastrutturale. Ora occorre trasformarle in progetti concreti, finanziamenti, tempi certi e opere realizzate.
Come già evidenziato dal nostro intervento agli “Stati Generali dell’Economia”, il turismo deve essere considerato una leva strutturale dello sviluppo nazionale, strettamente collegata alle politiche infrastrutturali, economiche, culturali e territoriali. Per questo auspichiamo che il Governo avvii un confronto con le rappresentanze economiche per definire un programma pluriennale di infrastrutture strategiche, valutandone sostenibilità e ricadute economiche, anche attraverso forme di partenariato pubblico-privato, e definendo indicatori verificabili, come la permanenza media e le presenze nei mesi da novembre a marzo. Le infrastrutture non devono essere considerate soltanto un costo, ma investimenti capaci, quando ben progettati e gestiti, di produrre crescita, occupazione e nuove opportunità per l’intero Paese. San Marino non deve soltanto attirare più visitatori. Deve diventare un Paese nel quale valga la pena fermarsi più a lungo, in ogni stagione dell’anno.
Unione Sammarinese Operatori del Turismo


