“Comune Sentire”, l’arte unisce San Marino e la Pianura veronese: sei artisti in mostra a Legnago
Dal 7 novembre al 31 gennaio 2027 la Casa Museo della Fondazione Fioroni ospita dodici opere di sei artisti contemporanei, tre sammarinesi e tre italiani. Un progetto culturale che mette a confronto generazioni, esperienze e linguaggi diversi, aprendo nuove prospettive di collaborazione tra i due territori
L’arte come punto d’incontro tra territori, generazioni e sensibilità differenti. La Repubblica di San Marino e la Pianura veronese si incontrano a Legnago attraverso “Comune Sentire”, una mostra collettiva che riunisce sei artisti contemporanei e dodici opere, dando vita a un confronto tra linguaggi espressivi, percorsi personali e differenti modi di interpretare la realtà. L’esposizione sarà inaugurata sabato 7 novembre 2026 alla Casa Museo della Fondazione Fioroni e resterà aperta al pubblico fino al 31 gennaio 2027.
L’iniziativa è stata presentata mercoledì 28 ottobre negli spazi della Casa Museo, alla presenza del direttore Federico Melotto, del presidente della Fondazione Fioroni Luigi Tin, dell’assessore alla Cultura Gianluca Cavedo, del pittore Charlie e di Gianneugenio Bortolazzi, curatore della mostra e uno degli artisti coinvolti.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra la rete culturale Kòra, la Cooperativa culturale Tre Arrows della Repubblica di San Marino e la Fondazione Fioroni, che mette a disposizione i propri spazi espositivi e la propria struttura organizzativa. A sostenere l’iniziativa anche B&B Studio, nel ruolo di investitore culturale.
L’obiettivo è costruire un ponte culturale tra due realtà geograficamente distanti, valorizzando le rispettive esperienze artistiche senza cercare necessariamente elementi comuni o imporre un’unica chiave di lettura. Da qui il titolo “Comune Sentire”, che richiama la possibilità di riconoscersi e dialogare attraverso l’arte, anche quando le forme espressive, le tecniche e le esperienze personali seguono strade differenti.
Sei artisti e dodici opere tra pittura, materia e sperimentazione
Il percorso espositivo mette insieme tre artisti della Pianura veronese, Gianneugenio Bortolazzi, Maurizio Mokole e Silvia Pezzi, e tre della Repubblica di San Marino, Gabriele Gambuti, Antonio Lengua e Thea Tini.
Dodici opere che spaziano dalla pittura figurativa alla ricerca astratta, dalle sperimentazioni materiche alle composizioni geometriche, passando per il ritratto e la rappresentazione del corpo umano. Ogni autore porta con sé una storia, una formazione e una visione personale, contribuendo a costruire un percorso nel quale il visitatore è chiamato a osservare, confrontare e interpretare.
Non si tratta dunque di una mostra costruita attorno a uno stile comune, ma di un’esposizione che fa delle differenze il proprio elemento caratterizzante. Le opere conservano la loro autonomia e, proprio attraverso questa varietà, offrono la possibilità di individuare collegamenti, contrasti e affinità inattese.
Un’impostazione condivisa da Francesco Chiari, presidente della Cooperativa culturale Tre Arrows, che sottolinea il significato dell’iniziativa: «Ritrovo in questa iniziativa un principio che considero importante: la possibilità di costruire relazioni culturali senza pretendere uniformità, riconoscendo nelle differenze una risorsa e non un ostacolo».
Dalla Pianura veronese tre generazioni e tre modi di fare arte
A rappresentare il territorio veronese sono tre autori con esperienze e percorsi differenti.
Gianneugenio Bortolazzi, che cura anche l’esposizione, ha iniziato la propria attività artistica negli anni Settanta, prima di interromperla per dedicarsi agli studi economici e alla professione di economista d’impresa. Il ritorno all’arte, avvenuto nel 2010, ha aperto una nuova fase di ricerca, caratterizzata dall’utilizzo di tecniche e strumenti diversi, dalla pittura alla fotografia, fino alla sperimentazione digitale e materica.
Alla Fioroni presenterà “Due teste con fiori” e “Aggregati di Forma-Pensiero”, entrambe realizzate nel 2024. Due lavori nei quali elementi figurativi e forme immaginate si intrecciano, lasciando spazio a interpretazioni differenti.
Maurizio Mokole, nato a Legnago e diplomato nel 1974 al Liceo Artistico Statale di Verona, porta invece una pittura legata al gesto, alla memoria e alla dimensione emotiva. Il suo lavoro nasce da un rapporto con il disegno e il colore coltivato fin dall’infanzia, nel quale trovano spazio anche la casualità e l’imperfezione.
Le opere selezionate sono “Sequenza di scatti fotografici di un volo”, del 2014, dedicata al rapporto tra movimento, tempo e immagine, e “Alice e i Gatti (De Gregori)”, realizzata nel 2026, che richiama già nel titolo un riferimento musicale e lo rielabora attraverso il linguaggio pittorico.
A completare la rappresentanza veronese è Silvia Pezzi, esponente di una generazione più giovane. Dopo la maturità scientifica conseguita nel 2023 al liceo Galilei, ha proseguito la formazione artistica frequentando l’Atelier F e il corso di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Venezia.
La sua ricerca si concentra soprattutto sulla figura umana, osservata nelle sue componenti fisiche, emotive e relazionali. Nei lavori “Scomponibile I&II” e “Rissa in salotto”, entrambi del 2026, il corpo viene modificato nelle forme e nelle proporzioni, diventando uno strumento per raccontare i rapporti tra le persone e la percezione di sé.
San Marino protagonista con Gambuti, Lengua e Tini
Una parte centrale della mostra è dedicata ai tre artisti provenienti dalla Repubblica di San Marino, chiamati a rappresentare altrettanti approcci alla pittura contemporanea.
Gabriele Gambuti sarà presente con due dipinti del 2026 appartenenti alla serie “Scapigliata”. Al centro della sua ricerca ci sono i volti, trasformati attraverso deformazioni espressive e contrasti cromatici. I lineamenti restano riconoscibili, ma vengono reinterpretati attraverso una pittura che attribuisce al colore e alla costruzione dell’immagine un ruolo fondamentale.
Il risultato è una rappresentazione che supera la semplice riproduzione del volto, concentrandosi sulla sua forza espressiva e sulla capacità della pittura di suggerire emozioni e interpretazioni.
Antonio Lengua porterà invece a Legnago “Il contestatore” e “Senza titolo”, due lavori nei quali geometrie, forme e colori vengono accostati e frammentati per costruire composizioni aperte a differenti letture.
Nelle sue opere il rapporto tra gli elementi visivi assume un ruolo centrale. Le forme si incontrano, si sovrappongono e trovano nuovi equilibri, lasciando al pubblico la possibilità di individuare significati e collegamenti personali.
Thea Tini presenterà due lavori realizzati in momenti diversi della propria attività artistica: “Universo”, un acquerello del 2008, e “Dario Fo”, un olio su tela del 2012.
Nel primo, il confronto tra il giallo e il nero e la ripetizione di elementi geometrici costruiscono un’immagine legata alla percezione visiva e al ritmo delle forme. Nel secondo, il linguaggio cambia e si concentra sulla rappresentazione di una figura riconoscibile, quella di Dario Fo, attraverso il profilo e i rapporti tra luce, ombra e tonalità.
Due opere che mostrano la varietà delle possibilità espressive dell’artista e, allo stesso tempo, contribuiscono ad ampliare il confronto tra i linguaggi presenti nell’esposizione.
Anche Charlie alla Casa Museo con “Dimensione interiore”
Accanto alle dodici opere dei sei protagonisti, la Casa Museo ospiterà anche “Dimensione interiore” del pittore Charlie, un intervento artistico autonomo che si inserirà nel percorso espositivo, entrando in dialogo con i contenuti e le suggestioni di “Comune Sentire”.
La sua presenza aggiunge un ulteriore elemento alla proposta culturale della Fondazione Fioroni, ampliando le possibilità di confronto tra differenti esperienze creative.
La scelta della Casa Museo come sede dell’iniziativa assume inoltre un significato particolare. Uno spazio dedicato alla conservazione e alla valorizzazione della memoria storica e culturale del territorio diventa anche un luogo di incontro con l’arte contemporanea, mettendo in relazione il patrimonio del passato con le forme espressive del presente.
Una collaborazione culturale che guarda al futuro
Al di là dell’esposizione, “Comune Sentire” rappresenta anche un’occasione per rafforzare i rapporti culturali tra San Marino e la Pianura veronese, attraverso una collaborazione che coinvolge artisti, associazioni e istituzioni.
Un aspetto sul quale insiste il presidente di Tre Arrows, Francesco Chiari, evidenziando come il valore dell’iniziativa non si esaurisca nei tre mesi di apertura della mostra.
«Per Tre Arrows, promuovere la cultura significa anche favorire occasioni nelle quali gli artisti possano incontrarsi, confrontarsi e raggiungere pubblici nuovi», sottolinea Chiari. «Il rapporto tra la Repubblica di San Marino e la Pianura Veronese assume quindi un valore che va oltre questa singola esposizione e che ci auguriamo possa generare ulteriori opportunità di collaborazione».
La prospettiva è quella di dare continuità a un rapporto costruito attraverso l’arte, favorendo nuove occasioni di scambio, conoscenza e valorizzazione delle rispettive realtà culturali.
“Comune Sentire” sarà visitabile dal 7 novembre 2026 al 31 gennaio 2027 alla Casa Museo della Fondazione Fioroni di Legnago. Tre artisti sammarinesi e tre veronesi, dodici opere e un percorso che mette al centro la libertà espressiva e il confronto tra sensibilità differenti. Un appuntamento che porta l’arte contemporanea della Repubblica di San Marino oltre i confini del Titano, inserendola in un progetto condiviso di promozione culturale e dialogo tra territori.


