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Giochi del Titano, riciclaggio e controlli nel mirino. Gatti annuncia verifiche esterne, l’opposizione attacca. Scontro in Consiglio anche sull’accordo Ue

L’inchiesta per presunto riciclaggio che coinvolge Giochi del Titano torna a scuotere la politica sammarinese. Il governo annuncia nuovi controlli affidati a un soggetto esterno, l’opposizione chiede conto di quanto accaduto e in Consiglio Grande e Generale si riaccende lo scontro sull’efficacia dei sistemi di vigilanza. È uno dei passaggi più delicati della seduta di mercoledì 21 ottobre, la prima dopo la firma dell’accordo di associazione con l’Unione europea.

A fare il punto sulla vicenda è il segretario di Stato alle Finanze Marco Gatti, che ricostruisce quanto avvenuto nelle ultime settimane, a partire dalle prime comunicazioni ricevute dal Congresso di Stato il 30 settembre. Dopo il coinvolgimento della società nell’indagine penale, il direttore generale Caronia ha deciso di autosospendersi, ribadendo di aver sempre operato correttamente e di poter dimostrare la propria estraneità alle contestazioni. Le sue funzioni sono state affidate temporaneamente a Ivan Frisoni, per garantire la continuità della gestione.

Gatti assicura che Giochi del Titano continua a lavorare regolarmente e che, almeno per ora, non si registrano ripercussioni significative sull’attività. La società dispone già di certificazioni, procedure di controllo e verifiche periodiche, ma per il governo questo non basta. Servirà un ulteriore approfondimento, affidato a un soggetto indipendente che non abbia avuto precedenti rapporti con l’azienda.

«L’obiettivo principale è chiaramente quello di difendere la società», chiarisce Gatti. Le nuove verifiche dovranno fare luce sul funzionamento dei controlli interni e potranno servire anche a valutare il futuro assetto organizzativo.

Le rassicurazioni del governo, però, non spengono le polemiche. Enrico Carattoni di Repubblica Futura mette sul tavolo una questione precisa: al di là delle eventuali responsabilità penali, che dovrà accertare la magistratura, bisogna capire come sia possibile che attività sospette possano essere andate avanti per anni in un settore sottoposto a vigilanza. Il problema, sostiene, riguarda l’efficacia delle procedure antiriciclaggio e dei meccanismi che dovrebbero far scattare le segnalazioni.

Anche Michela Pelliccioni invita a non anticipare giudizi sulle persone coinvolte, ma chiede di approfondire i requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza di chi ricopre incarichi di vertice. La proposta è quella di prendere come riferimento criteri di controllo simili a quelli applicati nel settore bancario.

Dalla maggioranza arriva la replica di Gian Carlo Venturini (PDCS), che invita ad attendere gli sviluppi giudiziari e a tutelare la continuità della società. Il consigliere respinge le critiche a senso unico e richiama le vecchie vicende bancarie, dal CIS a Cassa di Risparmio fino a Banca Asset. «Se si evidenziano determinate vicende, bisogna essere onesti anche nell’evidenziare le altre», osserva.

Ma Giochi del Titano è soltanto uno dei fronti caldi della giornata. A tenere banco è soprattutto l’accordo con l’Unione europea, firmato lunedì a Bruxelles. Un traguardo storico sul quale quasi tutte le forze politiche riconoscono il lavoro svolto, ma che apre subito una nuova battaglia: come applicarlo, quanto costerà e quali vantaggi porterà concretamente ai sammarinesi.

Ad aprire la seduta sono i Capitani Reggenti Gerardo Giovagnoli e William Casali, che richiamano la politica alle proprie responsabilità verso le nuove generazioni. L’accordo europeo, ricordano, «non rappresenta, dunque, il punto di arrivo di un percorso, ma l’inizio di una nuova stagione». L’invito è a costruire «un patto autentico con i cittadini», senza perdere di vista i problemi quotidiani, dal costo della vita alla casa, fino all’accesso alle cure.

Il segretario agli Interni Andrea Belluzzi annuncia che il governo intende portare l’accordo alla ratifica nella prima seduta utile del Consiglio. La firma, sottolinea, è soltanto il primo passo. Ora bisogna preparare la pubblica amministrazione, organizzare il lavoro legislativo e mettere gli uffici nelle condizioni di applicare le nuove regole europee.

«L’Accordo di associazione significa non essere più discriminati», afferma Belluzzi, indicando le opportunità che potranno aprirsi per imprese, studenti e cittadini. Sul tavolo ci sono anche la riorganizzazione degli uffici pubblici, la formazione del personale e l’impiego dell’intelligenza artificiale per migliorare i servizi.

Dai banchi dell’opposizione, però, arrivano richieste di tempi certi, numeri e risorse. Carlotta Andruccioli di Domani Motus Liberi riconosce il valore storico della firma, ma contesta la gestione dell’ultima fase del negoziato e denuncia la mancanza, a suo giudizio, di una programmazione sufficientemente dettagliata. «Le opportunità vadano costruite, non semplicemente proclamate», osserva, chiedendo maggiore trasparenza e un coinvolgimento più ampio della popolazione.

Ancora più diretto Mirko Dolcini (D-ML), che vuole sapere quanto costerà adeguare la macchina pubblica alle nuove regole, assumere personale e rafforzare i controlli. «Noi dobbiamo capire che cosa facciamo, che cosa facciamo adesso, nell’immediato», insiste. Nel mirino finiscono anche la sanità, il nuovo ospedale, Banca di San Marino e la vicenda del dottor Landolfo. Il giudizio sull’azione del governo è durissimo: «Tutte chiacchiere e distintivo».

Si accende anche il confronto sul referendum. Dolcini difende il diritto dei cittadini a esprimersi direttamente sull’accordo europeo, mentre Gaetano Troina, sempre di Domani Motus Liberi, ritiene necessario fornire prima informazioni complete. «Non ha senso fare un referendum con i dati che abbiamo a disposizione oggi», sostiene, chiedendo chiarimenti anche sulle consulenze affidate dal governo per la comunicazione e l’adeguamento normativo.

Di diverso avviso Dalibor Riccardi (Libera), secondo il quale una consultazione immediata rischierebbe di trasformarsi in uno scontro ideologico. La priorità, a suo giudizio, è preparare il Paese ai cambiamenti e spiegare quali conseguenze concrete avrà l’intesa.

Anche Nicola Renzi (Repubblica Futura) invita il governo ad abbandonare i toni celebrativi. «Cerchiamo di mettere da parte la retorica del trionfalismo», afferma, chiedendo di indicare quali benefici potranno arrivare subito ai cittadini, a partire dall’accesso ai servizi finanziari internazionali e alle piattaforme digitali. Il consigliere torna poi sulle vicende che hanno segnato la legislatura, dalla sanità ai casi bancari, fino a Giochi del Titano, chiedendo un cambio di passo.

La maggioranza difende invece il risultato raggiunto e rivendica il lavoro degli ultimi anni. Giovanni Francesco Ugolini (PDCS) parla di conti pubblici più solidi, miglioramento del rating e maggiore credibilità internazionale. «La missione è compiuta», afferma, riferendosi agli obiettivi di stabilizzazione economica. Adesso, aggiunge, bisogna investire su nuovi settori, dai servizi finanziari al turismo del benessere, fino alle startup e alle criptovalute.

Giuseppe Maria Morganti (Libera) considera l’accordo europeo il risultato politico più importante della legislatura, mentre Silvia Cecchetti (PSD) ricorda il sostegno assicurato dal proprio partito anche nei momenti più difficili del negoziato. Lorenzo Bugli (PDCS) chiede invece una svolta nel modo di lavorare delle istituzioni: «L’improvvisazione non deve esserci più».

A raffreddare gli entusiasmi ci pensa Giovanni Maria Zonzini (RETE), che sposta l’attenzione sui problemi economici delle famiglie. Il consigliere denuncia la perdita del potere d’acquisto dei salari, stimata in almeno il 5%, e l’aumento degli affitti, cresciuti più rapidamente dei prezzi in generale. A suo giudizio, il rischio maggiore per San Marino non è l’arrivo di nuovi residenti, ma la partenza di giovani e famiglie che non riescono più a sostenere il costo della vita.

Zonzini solleva anche interrogativi sulla crescita della sanità privata e sulle difficoltà del servizio pubblico. L’accordo europeo, sostiene, non può diventare un motivo per mettere in secondo piano le disuguaglianze e le condizioni di vita dei cittadini.

Nel corso della seduta Marco Gatti riferisce anche di una nave battente bandiera sammarinese colpita da tre droni nel Mar Nero, mentre si trovava nelle acque territoriali della Romania. Sono in corso accertamenti insieme alle autorità rumene. Secondo quanto riferito dal segretario, negli ultimi sei mesi nella stessa area sarebbero state colpite circa ottanta imbarcazioni.

Gatti affronta inoltre il tema dei conti pubblici e dei rischi legati all’aumento dei costi energetici. Il rifinanziamento del debito, spiega, dovrebbe garantire una maggiore stabilità finanziaria per i prossimi cinque anni, mentre gli investimenti programmati nel settore energetico potrebbero permettere a San Marino di coprire autonomamente circa il 30% del proprio fabbisogno.

Nel dibattito trovano spazio anche i problemi della pubblica amministrazione e della sanità. Troina denuncia le difficoltà incontrate dai professionisti con la fatturazione elettronica, contestando l’introduzione di obblighi prima di aver verificato il funzionamento degli strumenti informatici. Critica inoltre i limiti di età fissati a 35 anni in numerosi bandi pubblici e chiede risposte sul futuro dell’ospedale.

Michele Muratori (Libera) richiama invece una rilevazione dell’Università di San Marino secondo cui il 33% dei sammarinesi non avrebbe ancora compreso la differenza tra associazione e adesione all’Unione europea. Un dato che, secondo il consigliere, dimostra quanto lavoro resti da fare sul fronte dell’informazione.

Nella parte finale della mattinata Tomaso Rossini (PSD) interviene sul disagio giovanile e sulle manifestazioni che stanno attraversando diversi Paesi europei. Esprime preoccupazione per gli episodi di violenza e vandalismo, ma invita a interrogarsi sulle cause del malessere degli adolescenti, tra conseguenze del lockdown, guerre, difficoltà economiche e timori per il futuro. «Dobbiamo anche chiederci che cosa ci sia dietro», osserva, sollecitando interventi sul sostegno psicologico nelle scuole, sugli spazi per i giovani e sull’aiuto alle famiglie.