Politica

San Marino. Comunità e Territorio sullo screening mammografico: le nostre donne ora hanno paura

Prima la frequenza biennale per il rischio di tumori alla tiroide, poi il dietrofront: lo screening resta annuale. Comunità e Territorio San Marino chiede di sapere quale delle due affermazioni sia vera e scientificamente attendibile e denuncia il danno arrecato alla fiducia di donne già provate dalla malattia.
Nell’arco di appena quindici giorni il Comitato Esecutivo dell’ISS ha sostenuto due posizioni opposte sullo screening mammografico. In Commissione IV ha prospettato il passaggio a una cadenza biennale, motivandolo con il rischio di tumori alla tiroide legato all’esposizione alle radiazioni ionizzanti, comprovando la scelta in riferimento a ricerche internazionali non ben identificate. Ad oggi, dopo il dibattito in Commissione e le accese reazioni dei cittadini sammarinesi, ha fatto marcia indietro: lo screening resterà annuale. Due affermazioni inconciliabili, pronunciate dalla stessa autorità sanitaria, che hanno generato smarrimento, allarmismo e paura soprattutto tra le pazienti oncologiche.
Le conseguenze di queste opposte posizioni non sono astratte. Alcune pazienti oncologiche si sono rivolte a Comunità e Territorio San Marino per manifestare le paure ed i dubbi che ad oggi le attanaglia. Sono persone fragili, spaventate, che hanno affrontato o stanno affrontando la malattia e che oggi dichiarano di non fidarsi più dell’ISS e di non sapere più a cosa credere né a quale delle due versioni dare peso, provando la sensazione di un totale disorientamento. Il dubbio non nasce da una chiacchiera o da voci di corridoio ma dalle dichiarazioni di un esponente di eccellenza della nostra struttura sanitaria, rinomato oncologo, non di una persona a caso.
Quello che ci rende perplessi è che la prima considerazione che portava allo screening biennale, sembra nata da un’esigenza di bilancio, esigenza che prevedeva persino un premio alla dirigenza che avesse sostenuto la causa di tale frequenza. Poi la seconda versione nata dal polverone mediatico della prima. Il dubbio dei pazienti ora è uno solo: cosa crea una buona scelta sanitaria? Un budget con premio, un polverone mediatico, un dibattito politico oppure una ricerca scientifica?
Non è accettabile che su un tema come la prevenzione oncologica si passi da una posizione al suo opposto nel giro di due settimane. Le donne che si sono rivolte a noi non chiedono polemiche, ma sollevano i loro timori, paure che riusciamo a leggere anche solo guardandole negli occhi. Se chi incarna la sanità cade in queste ambiguità, come possono le persone continuare a fidarsi? La fiducia nella medicina è parte della cura, e oggi quella fiducia è stata incrinata da chi avrebbe dovuto custodirla.
Comunità e Territorio San Marino chiede formalmente al Comitato Esecutivo dell’ISS e alle autorità sanitarie competenti un chiarimento pubblico, immediato e definitivo, che indichi quale sia la reale posizione sanitaria sulla frequenza dello screening mammografico e su quali evidenze scientifiche si fondi. Chiede inoltre che venga chiarito se il rischio per la tiroide illustrato in Commissione IV sussista o meno, che le pazienti oncologiche ricevano un’informazione univoca e comprensibile sui controlli a cui sottoporsi, e che ogni futura modifica dei protocolli di prevenzione sia comunicata solo dopo una valutazione compiuta e con la piena trasparenza delle motivazioni.

Comunità e Territorio San Marino – Gruppo Civico