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Doccia ghiacciata sui conti del Comune di Riccione: una condanna da 15 milioni per il parcheggio interrato

La Corte d’Appello si pronuncia sul contenzioso relativo al parcheggio del Lungomare della Repubblica, nato da una convenzione del 2008. L’amministrazione valuta le conseguenze economiche della sentenza e non esclude il ricorso in Cassazione

Una condanna al pagamento di circa 15,5 milioni di euro, oltre agli ulteriori accessori previsti dalla sentenza, per il contenzioso legato alla realizzazione e alla gestione del parcheggio interrato del Lungomare della Repubblica. È quanto stabilito dalla Corte d’Appello nella pronuncia che riguarda il Comune di Riccione e una vicenda amministrativa e contrattuale iniziata nel 2008. Un pronunciamento dalle conseguenze economiche rilevanti, sul quale l’amministrazione comunale ha avviato una serie di approfondimenti giuridici e finanziari, senza escludere la possibilità di presentare ricorso in Cassazione.

Il Comune fa sapere di aver preso atto della decisione della Corte d’Appello. La condanna riguarda un importo di circa 15,5 milioni di euro, al quale si aggiungono gli ulteriori accessori stabiliti dalla sentenza. Una somma che, precisa l’amministrazione, “è attualmente oggetto di approfondimento da parte degli uffici e dei consulenti dell’Ente per una puntuale valutazione dei relativi effetti giuridici, contabili e finanziari”.

Una vicenda iniziata nel 2008

La controversia affonda le radici nella convenzione sottoscritta nel 2008 per la realizzazione e la gestione del parcheggio interrato del Lungomare della Repubblica. Da quell’accordo si sono sviluppati rapporti amministrativi e contrattuali protrattisi negli anni successivi.

Come ricostruisce il Comune: “Il contenzioso ha preso forma con le prime contestazioni formalizzate dalla società nel 2014 e riguarda fatti che, secondo quanto ricostruito nel procedimento giudiziario, si collocano nel periodo compreso tra il 2008 e il 2018, attraversando diverse amministrazioni comunali” scrive in una nota ufficiale l’amministrazione. Si tratta quindi di una vicenda che ha attraversato più mandati amministrativi e che arriva ora a un passaggio giudiziario di particolare rilievo per l’ente.

Possibile ricorso in Cassazione

La pronuncia della Corte d’Appello è attualmente al vaglio degli uffici comunali e dei legali incaricati. L’obiettivo è valutare nel dettaglio sia le motivazioni della decisione sia le possibili conseguenze sul piano economico e finanziario. Nella nota l’amministrazione evidenzia: “Si tratta di una pronuncia particolarmente complessa, che contiene articolate valutazioni di carattere giuridico, tecnico ed economico”.

Per questo motivo, prosegue il Comune, “Le motivazioni della sentenza sono attualmente all’esame degli uffici comunali e dei legali incaricati dall’Ente, al fine di valutarne compiutamente il contenuto, gli effetti e le possibili iniziative conseguenti”. Tra le ipotesi al vaglio figura anche un ulteriore passaggio giudiziario. L’amministrazione sottolinea infatti di voler agire “nel pieno rispetto dell’Autorità giudiziaria e della decisione assunta dalla Corte d’Appello”, ritenendo “doveroso approfondire ogni profilo della pronuncia e verificare la sussistenza dei presupposti per proporre ricorso in Cassazione, nell’interesse del comune e della collettività riccionese”.

La posizione dell’amministrazione: tutelare le risorse pubbliche

Il Comune ribadisce infine la volontà di salvaguardare gli interessi della città e la tenuta dei conti pubblici, ricordando che la controversia ha avuto origine in un periodo precedente all’insediamento dell’attuale amministrazione. “L’attuale amministrazione, pur non essendo coinvolta nella genesi della vicenda e negli atti che hanno originato il contenzioso, è pienamente impegnata nella tutela degli interessi della comunità, della stabilità finanziaria dell’Ente e della salvaguardia delle risorse pubbliche” si legge nel comunicato.

Gli ulteriori sviluppi saranno resi noti una volta terminato l’esame della sentenza. Il Comune precisa infatti che “Ulteriori informazioni saranno fornite una volta completato l’esame tecnico e giuridico della sentenza e definite le conseguenti determinazioni dell’amministrazione comunale”. La linea indicata dall’ente è la seguente: “Affrontare con serietà, trasparenza e senso di responsabilità una vicenda maturata nel corso di oltre un decennio, utilizzando tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento a tutela degli interessi della città di Riccione e dei suoi cittadini”.

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