Politica

Coordinamento delle Aggregazioni Laicali di San Marino: preoccupati per la legge sulla materntà surrogata

Avevamo appreso con soddisfazione nel settembre 2025 dell’accoglimento da parte del Consiglio Grande e Generale dell’Istanza d’Arengo proposta nell’aprile dello stesso anno, che chiedeva il riconoscimento della pratica della maternità surrogata come reato universale coerentemente con varie risoluzioni del Parlamento europeo, raccogliendo l’invito contenuto nella Dichiarazione di Casablanca del 3 marzo 2023 per l’abolizione universale della maternità surrogata (firmata da 100 esperti di 75 nazionalità, nonché in linea con i recenti report dell’ONU).

Ed eravamo fiduciosi della rapida approvazione da parte del Consiglio Grande e Generale del conseguente progetto di legge predisposto dalla Segreteria di Stato con delega alla famiglia, già recentemente presentato alla competente Commissione consiliare. L’approvazione di tale legge non sarebbe infatti niente più e niente altro che la ovvia conseguenza, stabilita dalla nostra normativa, a seguito della approvazione di tale Istanza d’Arengo.

Siamo ora viceversa molto preoccupati che si possano incontrare ostacoli all’approvazione di tale legge, data anche l’accoglienza, nell’ultima sessione consiliare, di istanze d’arengo e ordini del giorno che sembrano andare in direzione diametralmente opposta.

Ci preme evidenziare alcuni tratti dell’appello del Center for Bioethics and Culture Network (CBC) [https://tinyurl.com/Stop-Surrogacy], pubblicato in sedici lingue, tra cui anche l’italiano, che formula questo giudizio e questa proposta:

«Siamo uomini e donne con origini etniche, religiose, culturali, socioeconomiche differenti, provenienti da tutte le parti del mondo. Ci uniamo nel manifestare la nostra comune preoccupazione per le donne e i bambini sfruttati attraverso la pratica di gestazione per altri (GPA), detta anche maternità surrogata o utero in affitto.

Insieme riconosciamo il profondo desiderio di genitorialità che molti hanno. Tuttavia, come nella maggior parte dei desideri, devono esserci dei limiti. I diritti umani ci forniscono delle linee guida significative per chi vuole identificare questi limiti. Noi siamo convinti che la gestazione per altri debba essere vietata in quanto costituisce una violazione dei diritti umani delle donne e dei bambini.

La maternità surrogata spesso è basata sullo sfruttamento delle donne più povere. In molti casi sono i poveri ad essere costretti a vendere e i ricchi a potersi permettere di comprare. […]

La pratica della gestazione per altri comporta dei rischi per la madre surrogata, per le giovani donne che vendono i loro ovociti e per i bambini nati grazie alle tecniche di procreazione assistita. […]

I bambini nati grazie alle tecniche di procreazione assistita, che sono generalmente attuate durante la GPA, sono anche esposti a rischio di patologie […]. La gestazione per altri rompe intenzionalmente il legame materno naturale che si stabilisce durante la gravidanza – un legame che i professionisti della medicina incoraggiano e cercano di rinforzare senza tregua. Il legame biologico tra la madre e il figlio è innegabilmente di natura intima e una volta spezzato, le conseguenze sono permanenti per entrambe le parti. Nei paesi dove la gestazione per altri è autorizzata questa sofferenza potenziale è istituzionalizzata. Noi siamo convinti che non vi sia differenza tra la pratica commerciale della gestazione per altri e la vendita o l’acquisto dei bambini. Anche se non c’è scambio di denaro (la cosiddetta gestazione non remunerata o “altruistica”), ogni pratica che espone le donne e i bambini a tali rischi deve essere vietata.

Nessuno ha diritto a un bambino: né eterosessuali, né omosessuali e neppure chi ha scelto di rimanere single.

Uniti chiediamo ai governi delle nazioni del mondo e ai capi della comunità internazionale di lavorare insieme per mettere fine a tale pratica e fermare subito l’utero in affitto.»

Facciamo nostre le parole espresse in occasione dell’incontro con il Santo Padre Leone XIV da S.E. Mons. Domenico Beneventi, Vescovo di San Marino – Montefeltro: “In un dialogo franco e rispettoso con tutte le istituzioni, offriamo la nostra collaborazione come voce profetica del Vangelo per sostenere la famiglia, per promuovere un’educazione integrale delle giovani generazioni e servire il bene comune, rifiutando la logica dello scarto, la piaga dell’aborto e la dilagante pratica della maternità surrogata, riaffermando che la dignità della persona, la libertà di coscienza e la tutela dei più deboli sono i veri cardini della convivenza civile. Dinanzi al rapido cambiamento del paradigma culturale, che matura sempre di più una visione tecnicista e funzionalista, non possiamo tacere di fronte ai reati universali contro la vita e la dignità di ogni essere umano.”

Rivolgiamo questo appello ai rappresentanti nelle istituzioni sammarinesi, certi che tutti abbiano a cuore il bene di tutti i componenti della nostra comunità, affinché il progetto di legge sulla gestazione per altri come reato universale venga approvato al più presto.

Coordinamento delle Aggregazioni Laicali Vicariato di San Marino