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San Marino. DML presenta un progetto di legge affinché la ratifica dell’Accordo UE passi attraverso un referendum di iniziativa consiliare

Un progetto di legge per prevedere che l’efficacia della ratifica dell’Accordo sia condizionata all’esito favorevole di un referendum confermativo di iniziativa consiliare. È la proposta presentata da Domani-Motus Liberi e illustrata ieri in conferenza stampa dal presidente Lorenzo Forcellini Reffi e dai Consiglieri Fabio Righi, Mirko Dolcini, Gaetano Troina, Carlotta Andruccioli. Il movimento chiede che il progetto di legge venga discusso insieme alla procedura di ratifica e annuncia la richiesta di esame con procedura d’urgenza.

Il presidente Forcellini Reffi ha ribadito la necessità di coinvolgere la cittadinanza: “La popolazione deve essere coinvolta”. Per il movimento, l’informazione sugli effetti dell’Accordo non può essere rinviata e deve consentire ai sammarinesi di comprendere le conseguenze dell’intesa sulla vita quotidiana, sull’economia e sul funzionamento dello Stato.

Fabio Righi ha richiamato il ruolo della democrazia rappresentativa, sostenendo che “deve rendere conto ai cittadini”. Per attivare la proposta referendaria saranno necessari 31 voti consiliari. Righi ha inoltre sollevato dubbi sul percorso seguito finora e sulle modalità con cui sono state affrontate alcune scelte relative all’Accordo.

Mirko Dolcini ha illustrato i tre articoli del progetto di legge, che interviene sull’esecutività dell’intesa, sui termini di entrata in vigore e sul referendum confermativo. Ha inoltre richiamato i costi organizzativi, citando circa 40 nuove assunzioni e una spesa stimata di 1,5 milioni di euro, che secondo il movimento potrebbe salire ulteriormente.

Gaetano Troina ha spiegato che il progetto è stato depositato venerdì scorso e che sarà chiesto di discuterlo contestualmente alla ratifica. Il consigliere ha riferito anche le sollecitazioni ricevute dai cittadini affinché la decisione venga sottoposta a consultazione popolare.

Infine, Carlotta Andruccioli ha evidenziato le questioni ancora aperte sul recepimento delle normative europee, citando gli adattamenti necessari e la preparazione degli uffici. Richiamando il recente dibattito in Commissione consiliare, ha sostenuto che “non hanno il polso della situazione”. Ha inoltre citato un sondaggio di Repubblica Futura secondo cui il 60% degli intervistati non sarebbe contrario all’Accordo a condizione che venga sottoposto a referendum.