Sanità e violenza di genere, confronto acceso in commissione (report della seduta congiunta del 14 ottobre 2026)
Il ritorno del chirurgo Giovanni Landolfo, il futuro degli screening mammografici e gli aiuti alle vittime di violenza. Sono i temi che hanno acceso oggi a San Marino la seduta congiunta delle commissioni Esteri e Sanità-Territorio. Il confronto si è chiuso sullo scontro politico intorno all’ordine del giorno sulla violenza di genere: fallito il tentativo di trovare un accordo, Rete ha ritirato la propria proposta, mentre RF e D-ML hanno annunciato l’astensione su quella della maggioranza.
In apertura, l’opposizione ha chiesto chiarimenti sul possibile rientro anticipato di Landolfo dall’aspettativa e sulle notizie di nuove partenze di medici e infermieri. Miriam Farinelli e Nicola Renzi (RF) hanno richiamato il rispetto delle professionalità e la necessità di risposte sugli eventuali ostacoli al ritorno del chirurgo. Rete ha insistito sulla tutela del posto di lavoro e sui servizi da mantenere pubblici.
Il segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini ha escluso ostacoli politici e ricondotto la vicenda alla gestione dell’ISS: “Ben venga il rientro di un professionista del calibro del dottor Landolfo: spetterà al comitato esecutivo capire come farlo avvenire, in base alle tempistiche e alle modalità”. Ha ricordato che il reparto deve garantire continuità anche durante l’assenza del primario e, sulle presunte fughe di personale, ha risposto che non gli risultano.
Altro punto caldo, la frequenza delle mammografie. RF e D-ML hanno chiesto basi scientifiche chiare per qualsiasi modifica dei controlli. Emanuele Santi (Rete) ha contestato il passaggio agli screening biennali, temendo che una riduzione dell’offerta pubblica spinga le donne verso esami a pagamento. Preoccupazioni sono arrivate anche dalla maggioranza, con Maria Luisa Berti (AR): “Sono molto preoccupata qualora si dovesse decidere di allungare gli intervalli fra uno screening e l’altro.”
Guerrino Zanotti (Libera) ha osservato che le indicazioni illustrate dal direttore sanitario e lo studio annunciato sulla frequenza degli esami non equivalgono a dichiarare sbagliati i controlli annuali. Ugolini ha ribadito che la prevenzione resta una priorità e che gli approfondimenti non servono a risparmiare, ma a verificare e validare scientificamente le scelte sanitarie. Sul nuovo ospedale ha annunciato un confronto in commissione su servizi, progetto e finanziamenti appena il quadro sarà completo.
La discussione è poi passata alla violenza di genere. Farinelli ha chiesto percorsi di recupero per gli uomini maltrattanti, senza legarli alla riconciliazione con la vittima: “Una politica seria sa che proteggere non basta se lasciamo intatto chi quella violenza la esercita.” Zanotti ha insistito sulla prevenzione attraverso l’educazione all’affettività e alla sessualità.
Il segretario di Stato Luca Beccari ha indicato assistenza continuativa, alloggi protetti disponibili oltre la prima emergenza e aiuti economici, anche attraverso un fondo rotativo di microprestiti. L’obiettivo è permettere alle vittime e ai figli di costruire una vita autonoma. Ha inoltre proposto un’autorità indipendente per la tutela dei diritti umani e confermato l’impegno a rafforzare il servizio dedicato della Gendarmeria.
Su queste misure si è cercata un’intesa politica, senza riuscirci. Dopo una sospensione, Zanotti ha presentato la proposta della maggioranza: prevenzione nelle scuole, tutela delle segnalazioni, valutazione dell’ampliamento dei reati perseguibili d’ufficio, sostegno economico e abitativo, percorsi per gli autori di violenza. Previsto anche un nuovo confronto con l’Authority per le pari opportunità entro il 28 febbraio 2027.
Matteo Zeppa (Rete) ha contestato il metodo, parlando di “un testo raffazzonato” preparato all’ultimo senza coinvolgere l’opposizione, e ha ritirato la propria proposta. Marinella Loredana Chiaruzzi (PDCS) ha respinto l’accusa: la maggioranza, ha spiegato, aveva già una bozza e ha atteso la fine del dibattito per inserire gli spunti emersi.
RF ha annunciato l’astensione, denunciando risposte mancanti su testo unico normativo, misure cautelari elettroniche, affidi d’emergenza e numero antiviolenza. Anche D-ML ha scelto l’astensione: Gaetano Troina ha criticato la consegna della proposta soltanto in seduta e messo in dubbio che agli impegni seguano interventi concreti.


