Antitrust, nuove Authority, appalti, diritto societario: San Marino si prepara alle regole Ue
Belluzzi e Beccari hanno illustrato le trasformazioni in arrivo alle Commissioni Interni ed Esteri riunite congiuntamente. Il Segretario agli Interni: “Il cuore dell’accordo di associazione è avere opportunità che oggi non abbiamo”
Non soltanto nuove norme da recepire e personale da assumere. L’accordo di associazione con l’Unione europea, che San Marino si appresta a firmare il 19 ottobre, porterà all’istituzione di nuove autorità di controllo e ad aggiornare le regole economiche ed amministrative dello Stato. Tra le novità più rilevanti, la nascita di un’Autorità Antitrust, destinata a operare in un settore, quello della concorrenza, attualmente privo di una disciplina organica allineata a quella europea.
Ad anticiparlo è stato il Segretario di Stato agli Affari Interni Andrea Belluzzi, nel corso della seduta congiunta delle Commissioni Affari Interni ed Esteri. Il progetto si inserisce in una più ampia trasformazione dell’apparato pubblico. “Dobbiamo rivedere alcuni enti e alcune authority esistenti e istituirne tre nuove”, ha precisato Belluzzi. In particolare, la riorganizzazione di quelli già operativi ha come obiettivo di evitare un’eccessiva crescita dei costi e delle strutture amministrative.
Per questo il governo sta studiando una sorta di cancelleria comune, capace di fornire servizi amministrativi ad almeno sette Authority, lasciando ai singoli organismi le rispettive competenze decisionali. La soluzione allo studio punta a utilizzare le strutture che già dispongono di personale, eventualmente rafforzandole, anziché creare un apparato amministrativo separato per ogni organismo. Tra gli interventi figura, inoltre, la trasformazione dell’attuale Ufficio Nazionale di statistica in un ente autonomo e indipendente, per garantire gli standard europei nello scambio dei dati.
Previste novità significative anche sul terreno economico, a partire dagli appalti pubblici, con particolare attenzione alle procedure sopra soglia europea. Si tratta di un tetto economico superato il quale scatta l’obbligo di abbandonare le trattative private per lanciare gare internazionali aperte alle imprese di tutta l’Unione Europea, garantendo trasparenza e concorrenza. Il limite viene aggiornato periodicamente dalla Commissione Europea. Per il biennio 2026-2027 il tetto è di 5.404.000 euro per gli appalti di lavori e per le concessioni, 140.000 euro per forniture e servizi (inclusi i concorsi di progettazione) aggiudicati da autorità governative centrali come i Ministeri, 216.000 euro per forniture e servizi aggiudicati da stazioni appaltanti sub-centrali, come Comuni e Regioni, 750.000 euro per gli appalti di servizi sociali e altri servizi specifici.
Beccari ha precisato che la normativa sammarinese sugli affidamenti sottosoglia presenta già un buon livello di conformità. La riforma dovrà però aprire nuove possibilità alle aziende del Titano, consentendo loro di partecipare alle gare pubbliche nel mercato europeo in condizioni di reciprocità.
Un’opportunità che Belluzzi ha definito “il passaporto europeo per le nostre imprese, per andare a competere fuori”. “Per me questo è il senso principale, il cuore dell’accordo di associazione: avere opportunità che oggi non abbiamo” ha aggiunto.
Novità importanti anche per il diritto societario. San Marino dovrà adeguare il proprio ordinamento per riconoscere forme societarie oggi non contemplate, rendendo possibili operazioni transfrontaliere, comprese le fusioni tra imprese sammarinesi e società costituite in altri Paesi europei. Per Beccari il settore è tra le priorità: “Le società sono sicuramente una di queste. Non è l’ultimo tema da affrontare, ma uno dei primi”.
Diverso il capitolo degli aiuti di Stato. Il Segretario agli Esteri ha chiarito che l’accordo imporrà il rispetto dei principi europei, ma non necessariamente l’approvazione di una specifica legge sammarinese. Sarà il governo, nell’adozione dei singoli interventi pubblici a sostegno dell’economia, a dover garantire la conformità alle regole concordate con Bruxelles.
Sul piano legislativo, il governo ha illustrato una proposta di legge omnibus annuale, attraverso la quale il Consiglio Grande e Generale programmerà il recepimento delle normative europee, distinguendo gli adeguamenti tecnici dalle riforme più delicate, da affrontare con legge ordinaria. La prima legge annuale è prevista entro giugno 2027.
“Non c’è l’idea di togliere qualcosa al Consiglio. Lo spirito della legge omnibus è proprio che il Consiglio decida cosa semplificare e cosa no” ha assicurato Beccari, aprendo alla possibilità di modificare la proposta, in particolare l’articolo 5, contestato da diversi consiglieri per il rischio di ridimensionare il ruolo del Parlamento nell’esame dei decreti.
L’adeguamento sarà comunque graduale. L’entrata in vigore dell’accordo non comporterà l’immediata applicazione di tutta la normativa europea, è stato precisato, mentre per i servizi finanziari resterà necessario un percorso specifico di verifica della conformità prima dell’integrazione nel mercato comunitario.
Un ulteriore fronte si aprirà nei rapporti con l’Italia. Il 20 ottobre, il giorno successivo alla firma, è prevista a San Marino la Commissione mista italo-sammarinese, che affronterà anche le prospettive di revisione delle intese bilaterali alla luce del nuovo accordo europeo. Tra i temi indicati da Beccari figura il coordinamento pensionistico, con la possibilità di adottare il sistema europeo di compensazione contributiva, estendendo la ricostruzione delle carriere lavorative a categorie oggi escluse dai meccanismi bilaterali.
RTV


