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Tempesta su Aeffe: 389 lavoratori verso la CIGS, ma l’azienda non ha i soldi per gli stipendi

Depositato al Tribunale di Bologna il ricorso con Pollini per la vendita delle aziende ad Oxy Capital. Il rebus del finanziamento-ponte da 7 milioni di euro

Marco Valeriani

Aeffe ha “chiesto” la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) per 389 lavoratori: 289 nello stabilimento di San Giovanni in Marignano e 100 nella sede centrale di Milano. Ma c’è un problema, drammatico a dir poco, emerso subito al tavolo con il Ministero del Lavoro e i sindacati: l’azienda non ha la liquidità per pagare gli stipendi e gli anticipi della cassa integrazione.

Affrontando un grave e documentato stato di difficoltà finanziaria, la storica casa di moda del Made in Italy non è in grado di versare i soldi in busta paga per poi recuperarli dall’INPS, come avviene di prassi.

L’incubo del vuoto salariale: fino a 4 mesi senza stipendio?

A rendere la situazione durissima per i dipendenti e le loro famiglie sono i tempi della burocrazia. Per superare l’assenza di fondi dell’azienda, l’unica strada possibile è chiedere il pagamento diretto da parte dell’INPS. Tuttavia, questa procedura, considerata “eccezionale”, richiede l’autorizzazione esplicita del Ministero del Lavoro e l’istruttoria dell’ente previdenziale. Il rischio concreto è che, nell’attesa che tutti i passaggi burocratici vengano completati, i lavoratori rimangano senza stipendio e senza alcun sostegno economico anche per 3 o 4 mesi.

La corsa al Tribunale e le date chiave della crisi

Parallelamente all’emergenza stipendi, si gioca la partita decisiva per salvare il gruppo e il marchio Pollini, tra ricorsi e offerte di acquisto. Il percorso è iniziato il 2 ottobre 2025, quando Aeffe ha avviato la procedura di composizione negoziata della crisi per cercare un accordo con i creditori. Successivamente, il 30 settembre 2026, l’azienda ha comunicato gli aggiornamenti sullo stato delle trattative e della ristrutturazione, fino ad arrivare al 4 ottobre, data in cui è scaduta ufficialmente la procedura di composizione negoziata. La svolta è giunta il 9 ottobre, quando Aeffe e la controllata Pollini S.p.A. hanno depositato al Tribunale di Bologna un ricorso “prenotativo” per l’accesso al procedimento unitario di regolazione della crisi.

Cosa ha chiesto Aeffe ai giudici di Bologna

Con il ricorso depositato il 9 ottobre, le società hanno avanzato istanze precise al Tribunale per proteggersi dai creditori e completare la vendita. In particolare, hanno chiesto 60 giorni di tempo per presentare un Piano di Ristrutturazione Omologato (PRO) e la concessione di 4 mesi di misure protettive per bloccare pignoramenti, sequestri o azioni esecutive sul patrimonio aziendale. Inoltre, è stata sollecitata l’autorizzazione a vendere le aziende prima dell’omologazione, così da poter accettare ed eseguire l’offerta di acquisto presentata dal fondo Oxy Capital Italia S.r.l., unitamente all’autorizzazione a ricevere un finanziamento urgente di 7 milioni di euro (un finanziamento ponte prededucibile), indispensabile a mantenere aperte le attività e pagare le spese correnti fino all’esito finale.