Politica

San Marino. Emanuele Santi (Rete), in Consiglio fa il punto sul sistema bancario e finanziario: manca una strategia nazionale

Dal Consiglio di luglio quest’Aula ha avuto un momento, chiamiamolo così, di rilassamento, perché ricordo bene che quello è stato il Consiglio in cui è arrivata in quest’Aula la sospirata notizia dell’imminente firma dell’Accordo di associazione. Devo dire che il clima in maggioranza e nel Governo si è un po’ stemperato, perché questa firma non arrivava e tardava ad arrivare. La notizia che sarebbe arrivata da lì a poco ha quindi tranquillizzato gli animi. Quello che però doveva diventare un periodo di ritorno alla luna di miele, la chiamo così, fra maggioranza e Governo, con il ritorno a un clima di serenità, in realtà negli ultimi tempi si è rivelato una situazione di calma apparente: qualcosa cova sotto la cenere. Perché dico questo? Perché già in Commissione Finanze la maggioranza ha approvato un ordine del giorno molto eloquente rispetto all’operato di questi ultimi anni da parte del Segretario Gatti. Un ordine del giorno che inizialmente, siccome la seduta era segreta, qualcuno voleva mantenere segreto. Poi, chiaramente, visti gli elementi di rilevanza politica, si è deciso di renderlo pubblico e qui ringrazio quei membri di maggioranza che hanno spinto maggiormente in questa direzione. È un ordine del giorno che mette a nudo tutta una serie di aspetti critici e di compiti non fatti da parte di questo Governo e soprattutto del Segretario Gatti. Mi ricordo che nella scorsa legislatura ci fu detto chiaramente che il memorandum con Banca d’Italia non serviva perché c’era in ballo un accordo superiore con la Banca Centrale Europea. Oggi, di fatto, questa bugia, questa storiellina che ci è stata ripetuta tante volte, è caduta miseramente anche rispetto alle richieste della maggioranza. Il memorandum con Banca d’Italia è tornato più che urgente e quindi non è stato fatto in tutti questi anni. Soprattutto manca, ed è la maggioranza stessa a dirlo, tutta la definizione dei contenuti del “clarifying addendum”, una riorganizzazione di Banca Centrale, compresa la vigilanza, con un ragionamento sulla vigilanza stessa che potrebbe essere aperta anche a profili e professionalità esterne. Si mette inoltre nero su bianco la criticità di valutare quella che è stata l’operazione di cartolarizzazione e i suoi esiti. Io faccio parte di quella Commissione e l’organismo di sorveglianza ci ha detto alcune cose che oggi chiaramente non posso rivelare, perché siamo tenuti al segreto, ma ci sono alcune situazioni critiche che abbiamo già chiesto nel tempo di portare all’attenzione di quest’Aula. Poi c’è il tema dei temi: avere una strategia nazionale sul sistema bancario, che mi sembra manchi. Manca ufficialmente, perché ufficiosamente si rincorrono voci in questo Paese secondo le quali una strategia, un progetto in campo ci sarebbe, ma il Governo in questo momento non vorrebbe rivelarlo. È per questo che noi, come membri dell’opposizione, non più tardi del primo settembre, ovvero una settimana fa, abbiamo chiesto di convocare una seduta urgente della Commissione III proprio per discutere del sistema bancario e finanziario sammarinese in generale e, in particolar modo, della situazione di Banca di San Marino. Si susseguono dichiarazioni e anche atti che in quest’Aula sono sempre stati sconosciuti, situazioni nuove. Io penso, e qui qualcuno ci dovrà dare una risposta, che non sia più procrastinabile una convocazione della Commissione III per capire qual è la situazione di Banca di San Marino, soprattutto rispetto alla trattativa di cessione, alla sua situazione economica e a quello che anche alcuni Segretari di Stato paventavano come il famoso piano B rispetto a quello che è andato male con l’affare bulgaro. Penso che questi siano i temi. E quando dico che qualcosa cova sotto la cenere, penso che agli osservatori più attenti non possa passare inosservato il fatto che anche in maggioranza cominci a esserci, rispetto a certi comportamenti, una certa insofferenza politica. Su questo non posso che citare l’interpellanza che hanno fatto i colleghi del PSD su Banca Centrale, meritoria, lo devo dire. Io sono stato membro della Commissione III nella scorsa legislatura e l’ho ribadito più volte: c’è una certa riluttanza, una certa mancanza di volontà da parte di questo organismo di venire a parlare delle questioni bancarie in quest’Aula. Lo vediamo anche in questa situazione. Al di là del fatto che il PSD chieda conto anche del personale e degli stipendi, il tema vero è che Banca Centrale colloquia molto poco con la politica, intendendo in questo caso il Consiglio Grande e Generale, che è poi l’organo che la nomina e al quale dovrebbe e deve riferire. Mi auguro quindi che non rimanga lettera morta la nostra richiesta di una convocazione urgente e di un’audizione della Commissione III, sia per quello che riguarda la situazione di Banca di San Marino sia, più in generale, per il sistema bancario, perché credo che uno dei punti, se non il punto focale anche rispetto al futuro con l’Accordo di associazione, sia proprio il sistema bancario e finanziario. Su questo tema penso che, oltre al Segretario Gatti, che è stato pienamente inadempiente su tante cose che la maggioranza stessa ha messo in rilievo, quest’Aula debba esigere spiegazioni su tante questioni. Sarà quindi, a mio avviso, un autunno caldo e vedo Consiglieri che hanno la volontà di cambiare registro, perché quello che sta succedendo negli ultimi periodi, ed è ormai pensiero di tanti, è che questo Paese stia ritornando alle dinamiche degli anni Novanta e Duemila. Il collega Zeppa ha fatto una spiegazione molto più esplicativa della mia, ma credo che quando si vedono certe dinamiche, certe cose che arrivano sempre in maniera nebulosa, sia necessario interrogarsi. Faccio degli esempi. È stato portato ultimamente il progetto per il bacino imbrifero al Torello e nessuno sapeva niente; è arrivato il contratto con la Socar e nessuno sapeva niente. Nessuno è contrario a una maggiore autonomia energetica, però i progetti devono essere portati alla luce del sole, perché spesso, purtroppo, quando c’è opacità questa può nascondere interessi privati, se non clientelari. Noi vogliamo evitarlo perché queste dinamiche le abbiamo già viste. Potrei andare avanti. Abbiamo il settore delle auto ancora sotto i riflettori, con una scarsa capacità di intervenire. Abbiamo il settore delle bevande, dove di fatto siamo già in una situazione in cui probabilmente siamo ai casi degli anni Novanta e Duemila, e poi lo vedremo. C’è tutta la questione delle navi. Ci sono navi che sono state sequestrate in acque internazionali dalla flotta israeliana e non si è saputo più niente. Navi bombardate: quella è la nostra giurisdizione. Non si sa niente di cosa sia successo, se si sia aperto un procedimento, se si stia indagando. Potrei andare avanti ancora a lungo sulle situazioni del nostro Paese, però credo che coloro che in questo momento hanno aperto gli occhi e stanno vedendo che questo Paese sta percorrendo strade molto pericolose in tanti settori facciano bene a rilevarlo e a portarlo all’attenzione di quest’Aula.