San Marino. L’intervento del Segretario Canti sulla legge per la famiglia, una norma che vuole testimoniare una politica che ascolta, che studia, che si confronta e cerca di dare risposte concrete
Illustrissime Eccellenze Capitani Reggenti,
Signore e Signori Consiglieri,
siamo giunti all’approvazione definitiva del Progetto di Legge che affronta uno dei temi più importanti per il futuro del nostro Paese: il sostegno alla famiglia, alla maternità, alla natalità e, più in generale, alla tenuta demografica della Repubblica di San Marino.
Non si tratta di un intervento isolato, né di un provvedimento elaborato in tempi ristretti. Al contrario, esso rappresenta il punto di arrivo di un percorso di studio, analisi, ascolto e confronto che si è sviluppato nel corso dell’ultimo anno e mezzo circa e che ha visto il coinvolgimento delle istituzioni, delle parti sociali, delle associazioni private e della cittadinanza.
Approfitto del momento per fornire un breve aggiornamento sull’andamento demografico: nei primi otto mesi (gennaio – agosto 2026) sono state registrate n.88 nascite, mentre nello stesso periodo dell’anno scorso (2025) se ne registravano n.106. Meno 18 nascite rispetto all’anno precedente (2025) e meno 3 rispetto al 2024 quando se ne registravano n.91.
L’ho detto più volte ma credo sia utile ribadirlo come questo Progetto di Legge è stato caratterizzato da un dialogo aperto e condiviso con tutte le parti sociali, nella convinzione che soltanto attraverso l’ascolto delle diverse sensibilità fosse possibile costruire una riforma realmente adeguata.
È vero che la maggior parte degli emendamenti presentati dalle forze di opposizione non ha trovato accoglimento, ma tuttavia, sarebbe ingeneroso sostenere che quelle proposte non siano state considerate. Ogni emendamento è stato oggetto di attenta valutazione e di confronto nel merito.
Tale confronto non si è fermato con l’approvazione degli emendamenti in Commissione IV anzi, successivamente all’approvazione del testo, questo approccio è proseguito con ulteriori interlocuzioni e approfondimenti con le organizzazioni sindacali e politiche.
Riteniamo infatti che una materia così importante richieda un approccio dinamico, capace di evolversi attraverso il confronto e il continuo miglioramento.
Da questo ulteriore percorso sono scaturiti nuovi emendamenti depositati nella giornata di ieri, con l’obbiettivo preciso di migliorare ulteriormente il Progetto di Legge affinché possa rappresentare uno strumento innovativo, moderno e capace di rispondere in maniera ancora più efficace alle esigenze delle famiglie, della maternità e della natalità. Emendamenti che per ragione di tempo non illustro adesso ma nel corso dell’approvazione dei songoli articoli.
Accanto all’attività legislativa, il Congresso di Stato ha voluto rafforzare anche la conoscenza del fenomeno demografico attraverso strumenti scientifici di analisi.
Per questo motivo, con apposita delibera del Congresso di Stato, la n.1 del 29/06/2026, è stato incaricato l’Ufficio Nazionale di Statistica di realizzare l’indagine sociologica elaborata dalla Commissione Speciale sull’Andamento Demografico che ringrazio per il lavoro fin’ora svolto. L’indagine, presentata con apposita conferenza stampa, è stata svolta tramite posta elettronica inviata ad un campione della popolazione avente età compresa tra 18 e 49 anni, in forma completamente anonima, nel pieno rispetto della riservatezza e della privacy.
Desidero sottolineare con soddisfazione che nelle prime due settimana dall’inizio dell’indagine, il 14/07/2026, sono pervenute n. 1.894 risposte e si è conclusa in data 28/08/2026 con n. 2.100 questionari completi a fronte di n. 2.798 questionari totali di cui n. 698 non completi. Si tratta di un segnale molto importante, che testimonia quanto questo tema sia sentito dalla cittadinanza e quanto vi sia disponibilità a contribuire alla costruzione di politiche pubbliche fondate sull’ascolto e sull’evidenza dei dati.
Questo Progetto di Legge si inserisce proprio in questa visione: una politica che ascolta, che studia, che si confronta e che cerca di dare risposte concrete.
Siamo consapevoli che nessuna singola legge potrà invertire da sola il fenomeno della denatalità. Si tratta infatti di una sfida complessa che interessa l’intera Europa e che richiede interventi continui, strutturali e coordinati. Ma siamo altrettanto convinti che le istituzioni abbiano il dovere di creare condizioni sempre più favorevoli affinché costruire una famiglia e avere figli non rappresenti un ostacolo, bensì una scelta sostenuta da una comunità che crede nel proprio futuro.
Per questo motivo il provvedimento che oggi discutiamo non rappresenta un punto di arrivo, ma un ulteriore passo avanti all’interno di un percorso che dovrà proseguire anche negli anni a venire.
Questo progetto di legge nasce da una consapevolezza precisa, ovvero che la denatalità non è soltanto una questione demografica, ma è una questione sociale, economica e culturale che riguarda il futuro stesso della nostra Repubblica.
Dietro questa consapevolezza ci sono persone, giovani coppie che devono poter scegliere liberamente di costruire una famiglia, donne e uomini che devono poter conciliare il lavoro con la genitorialità, bambini ai quali dobbiamo garantire le migliori condizioni per crescere e una comunità che deve poter continuare a progettare il proprio futuro.
Per questo non possiamo limitarci a dire alle giovani coppie che devono fare più figli. Dobbiamo creare le condizioni perché avere un figlio non rappresenti una penalizzazione sul piano economico, professionale e sociale.
Ed è esattamente questa la direzione nella quale si muove il nuovo progetto di legge.
Innanzitutto, viene rafforzato il principio secondo cui la famiglia, la gravidanza, la maternità e la genitorialità devono essere oggetto di una tutela effettiva e non soltanto dichiarata. La nuova formulazione della legge collega espressamente le politiche familiari ai principi fondamentali dell’ordinamento sammarinese e introduce una maggiore tutela contro le discriminazioni legate non soltanto alla gravidanza, ma anche allo status di genitore. Viene inoltre valorizzata la responsabilità condivisa tra uomini e donne nella cura dei figli e dei familiari.
Sul fronte della maternità, viene fatto un notevole passo avanti anche verso quelle donne che, trovandosi in una condizione di non occupazione, rischiano di rimanere prive di adeguati strumenti di sostegno proprio nel momento della gravidanza e del puerperio. Ma soprattutto interveniamo sulla conciliazione tra lavoro e famiglia, per consentire maggiormente ai genitori di essere presenti nella vita dei propri figli senza essere costretti a scegliere tra il lavoro e la famiglia.
Il congedo di paternità viene raddoppiato, passando da 10 a 20 giorni retribuiti al 100 per cento, anche frazionabili a ore e fruibili contemporaneamente alla madre. È un cambiamento importante non soltanto sotto il profilo quantitativo, ma anche culturale perché si riconosce che la cura dei figli è una responsabilità condivisa e che la presenza del padre nei primi mesi di vita del bambino è parte integrante della genitorialità.
Anche il congedo parentale viene profondamente rafforzato. Nei primi tre mesi l’indennità viene elevata all’80 per cento della retribuzione netta, con un minimo garantito di 1.500 euro mensili; successivamente è prevista un’indennità del 40 per cento, con un minimo di 1.000 euro, fino al primo anno di vita, e del 20 per cento, con un minimo di 500 euro, fino ai diciotto mesi.
Sono misure che hanno un significato molto concreto e cioè quello di rendere realmente praticabile la scelta di dedicare tempo ai propri figli senza trasformare il congedo parentale in un privilegio accessibile soltanto a chi può permetterselo economicamente.
Un altro elemento qualificante della riforma riguarda il caregiver familiare.
Con tale istituto San Marino riconosce formalmente valore sociale ed economico a quelle persone che ogni giorno si prendono cura di un familiare non autosufficiente, malato o con disabilità, spesso rinunciando in tutto o in parte alla propria attività lavorativa e affrontando un carico assistenziale importante, tanto sul piano materiale quanto su quello umano.
In tal modo l’attività di cura non è più qualcosa di invisibile o una questione privata. Chi si prende cura di una persona fragile trova riconoscimento di svolgere una funzione di straordinario valore sociale e umano sia per quella persona che per l’intera comunità.
Per questi motivi la nuova disciplina prevede diversi profili di caregiver in relazione al carico assistenziale, riconosce un sussidio di sostentamento graduato, la contribuzione previdenziale figurativa e, per i casi di maggiore impegno assistenziale, la possibilità di accedere all’aspettativa dal lavoro fino a cinque anni, rinnovabili per ulteriori 5 anni. Sono inoltre previsti percorsi formativi e misure di sollievo per prevenire il burnout e l’isolamento sociale di chi assiste.
Sostenere la famiglia significa sostenere il futuro della Repubblica.
Significa aiutare una giovane coppia a non rinunciare al progetto di avere un figlio.
Significa fare in modo che una donna non debba scegliere tra la maternità e la propria realizzazione professionale.
Significa permettere a un padre di essere realmente presente nella crescita dei propri figli.
Significa non lasciare sola una persona che dedica la propria vita alla cura di un familiare fragile.
Significa, soprattutto, dire alle nostre giovani generazioni che San Marino vuole essere un Paese nel quale costruire una famiglia, crescere dei figli e progettare il proprio futuro sia possibile e concretamente sostenuto dalla comunità.
Vorrei concludere questo mio internvento con un ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato fattivamente su questo Progetto di Legge a partire dai collaboratori della Segreteria di Stato, in particolare al Direttore del Dipartimento Giustizia e al funzionario del Dipartimento Giustizia, ai dipendenti dell’Ufficio Prestazioni Economiche e pensioni dell’ISS e a coloro che hanno contribuito a vario titolo, alle Organizzazioni Sindacali (CDLS, CsDL e USL), Associazioni di Categoria (ANIS, OSLA, USC, USOT e UNAS), l’Associazione per l’Alzheimer, il Parkinson, la Caritas, Uno di Noi e Accoglienza della Vita. Mi scuso fin da ora se dall’elenco dei ringraziamenti ho dimenticato qualcuno.
Vorrei infine rivolgere un invito, alle forze politiche di opposizione che al momento dell’esame degli emendamenti in Commissione IV, si sono astenute. È una scelta politica che naturalmente rispettiamo, ma al tempo stesso, confidiamo che i miglioramenti introdotti anche attraverso gli emendamenti depositati possano consentire oggi una più ampia convergenza.
Le politiche a sostegno della famiglia, della maternità e della natalità, come ho sempre detto, non appartengono a una maggioranza o a un’opposizione, ma appartengono all’intera comunità sammarinese.
Per questo il nostro auspicio è che il Consiglio Grande e Generale possa esprimere un consenso unanime o per lo meno il più ampio possibile sull’approvazione definitiva di questo Progetto di Legge, offrendo ai cittadini un segnale di responsabilità istituzionale e di unità su una delle questioni più decisive per il futuro della nostra Repubblica.
Grazie.


