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San Marino Nascite ancora in calo, la flessione segna un ulteriore 20 per cento. Ma la popolazione è in crescita grazie all’immigrazione

Il piccolo segnale registrato lo scorso anno, cancellato nei primi sei mesi del 2026 con un dato sconfortante: meno 20 per cento. Da gennaio a giugno sono nati a San Marino solo 66 bambini, 16 in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo scorso anno erano nati infatti 165 bambini, contro i 144 del 2024, 21 nascite in più che avevano rappresentato un segnale incoraggiante sul fronte demografico e avevano acceso gli animi di nuove speranze.

I dati sono stati segnalati nell’ultimo bollettino dell’Ufficio Nazionale di Statistica pubblicato il 20 agosto. Cosa si possa fare, anche dal punto di vista politico, non è molto, a parte approvare con urgenza la nuova legge sulla famiglia per aiutare le neomamme e quelle che lo diventeranno a tempi brevi. Ma soprattutto per cercare di arrestare una tendenza che ormai è dilagante, a San Marino, come un po’ ovunque nei paesi maggiormente industrializzati. Tra l’altro, è ormai è dato consolidato che anche nei Pasi sottosviluppati, le nascite medie per ogni donna son o drasticamente dimezzate, e forse anche di più.

Ma torniamo a San Marino, dove il quadro demografico fa riflettere ancora fi più guardando al saldo naturale. Nei primi sei mesi dell’anno, a fronte delle 66 nascite, sono stati registrati 149 decessi, sette in più rispetto al primo semestre 2025. La differenza tra nati e morti porta così il saldo naturale a -83 persone. Nello stesso periodo dello scorso anno era pari a -60.

La popolazione residente, tuttavia, non diminuisce. Al 30 giugno 2026 San Marino conta 34.167 residenti, 29 in più rispetto a dodici mesi prima. A compensare il saldo naturale negativo è il movimento migratorio: tra gennaio e giugno sono immigrate 199 persone e ne sono emigrate 121, con un saldo positivo di 78 unità. È proprio questo uno degli aspetti più significativi della fotografia scattata dalla Statistica: la tenuta della popolazione sammarinese continua a essere sostenuta dall’immigrazione, che riesce a compensare una dinamica naturale ancora fortemente negativa.