Economia e Lavoro

San Marino. ANIS incontra i partiti di maggioranza: serve maggiore chiarezza sulle politiche industriali

Si è svolto questa mattina presso la sede del PDCS l’incontro tra una delegazione di ANIS e i rappresentanti dei partiti di maggioranza. “Abbiamo richiesto questo incontro”, spiegano il Presidente Emanuele Rossini e il Segretario Generale William Vagnini, “al fine di comprendere non solo quale politica industriale questa maggioranza intenda perseguire, ma anche per offrire il nostro contributo di imprenditori per costruire insieme un percorso di crescita sostenibile e duraturo.

Data anche la consapevolezza diffusa che l’economia reale stia continuando a sostenere il Paese e ne possa garantire lo sviluppo futuro, la richiesta rivolta alla classe politica di individuare quegli interventi che possono permettere al sistema Paese e alle imprese di poter essere maggiormente competitivi e attrattivi, anche per sfruttare al meglio le opportunità che potranno derivare dall’atteso Accordo di Associazione con l’UE. Un sistema di regole chiare, burocrazia snella ed efficienza della pubblica amministrazione, infrastrutture moderne e accreditamento sui mercati internazionali sono tra i fattori prioritari di competitività che l’impresa ricerca. Le trasformazioni in atto — dalla digitalizzazione alla transizione energetica, dall’evoluzione dei mercati internazionali alla crescente competizione globale — richiedono scelte strategiche e una programmazione di medio-lungo periodo con l’obiettivo di perseguire una crescita significativa del PIL e quindi consentano alle imprese di investire con fiducia e di pianificare il proprio sviluppo”.

Secondo ANIS, ci sono dunque degli interventi prioritari per le imprese, che dovrebbero essere inseriti nell’agenda politica:

  • introduzione di un sistema IVA che, già con forte ritardo, faciliterebbe l’interscambio e permetterebbe, insieme all’Accordo di Associazione, la piena integrazione nel mercato unico europeo;
  • politiche energetiche che da un lato aumentino i livelli di autonomia energetica grazie a investimenti in impianti di produzione e dall’altro riducano i costi, oggi eccessivi, per le imprese, liberalizzando l’approvvigionamento almeno del gas;
  • realizzazione di almeno un depuratore e di un moderno impianto per lo smaltimento dei rifiuti a bassissimo impatto ambientale, il quale non solo permetterebbe la produzione di energia elettrica, ma ci renderebbe finalmente autonomi;
  • investimenti massicci nella digitalizzazione per modernizzare lo Stato e ridurre la burocrazia della pubblica amministrazione a vantaggio delle imprese e dei cittadini;
  • rendere operativo prima possibile l’Accordo di Associazione all’Ue, che per gli imprenditori ANIS resta una destinazione irrinunciabile, perché il permanere della condizione di Stato terzo comporta per le aziende sammarinesi il rischio concreto di perdere significative quote di mercato a causa degli ostacoli economici e burocratici posti a carico anche dei loro clienti e fornitori. Ostacoli che le concorrenti europee non hanno.

Allo stesso modo, ANIS ha portato all’attenzione dei partiti di maggioranza anche altri interventi attualmente in discussione, che se non ben calibrati ed equilibrati rischiano di penalizzare eccessivamente le imprese a livello organizzativo ed economico.

Come suggerito dai rappresentanti ANIS è stata condivisa l’opportunità di pianificare un confronto continuo sui singoli temi e progetti al fine di far crescere tutto il sistema socio-economico sammarinese. Per quanto riguarda le risorse, ANIS ha ricordato che oltre a poter programmare un indebitamento sano dedicato agli investimenti in opere e infrastrutture strategiche, si renderanno disponibili quelle derivanti dalla recente riforma IGR e dal roll over.

A.N.I.S.

Si è svolto questa mattina presso la sede del PDCS l’incontro tra una delegazione di ANIS e i rappresentanti dei partiti di maggioranza. “Abbiamo richiesto questo incontro”, spiegano il Presidente Emanuele Rossini e il Segretario Generale William Vagnini, “al fine di comprendere non solo quale politica industriale questa maggioranza intenda perseguire, ma anche per offrire il nostro contributo di imprenditori per costruire insieme un percorso di crescita sostenibile e duraturo.

Data anche la consapevolezza diffusa che l’economia reale stia continuando a sostenere il Paese e ne possa garantire lo sviluppo futuro, la richiesta rivolta alla classe politica di individuare quegli interventi che possono permettere al sistema Paese e alle imprese di poter essere maggiormente competitivi e attrattivi, anche per sfruttare al meglio le opportunità che potranno derivare dall’atteso Accordo di Associazione con l’UE. Un sistema di regole chiare, burocrazia snella ed efficienza della pubblica amministrazione, infrastrutture moderne e accreditamento sui mercati internazionali sono tra i fattori prioritari di competitività che l’impresa ricerca. Le trasformazioni in atto — dalla digitalizzazione alla transizione energetica, dall’evoluzione dei mercati internazionali alla crescente competizione globale — richiedono scelte strategiche e una programmazione di medio-lungo periodo con l’obiettivo di perseguire una crescita significativa del PIL e quindi consentano alle imprese di investire con fiducia e di pianificare il proprio sviluppo”.

Secondo ANIS, ci sono dunque degli interventi prioritari per le imprese, che dovrebbero essere inseriti nell’agenda politica:

  • introduzione di un sistema IVA che, già con forte ritardo, faciliterebbe l’interscambio e permetterebbe, insieme all’Accordo di Associazione, la piena integrazione nel mercato unico europeo;
  • politiche energetiche che da un lato aumentino i livelli di autonomia energetica grazie a investimenti in impianti di produzione e dall’altro riducano i costi, oggi eccessivi, per le imprese, liberalizzando l’approvvigionamento almeno del gas;
  • realizzazione di almeno un depuratore e di un moderno impianto per lo smaltimento dei rifiuti a bassissimo impatto ambientale, il quale non solo permetterebbe la produzione di energia elettrica, ma ci renderebbe finalmente autonomi;
  • investimenti massicci nella digitalizzazione per modernizzare lo Stato e ridurre la burocrazia della pubblica amministrazione a vantaggio delle imprese e dei cittadini;
  • rendere operativo prima possibile l’Accordo di Associazione all’Ue, che per gli imprenditori ANIS resta una destinazione irrinunciabile, perché il permanere della condizione di Stato terzo comporta per le aziende sammarinesi il rischio concreto di perdere significative quote di mercato a causa degli ostacoli economici e burocratici posti a carico anche dei loro clienti e fornitori. Ostacoli che le concorrenti europee non hanno.

Allo stesso modo, ANIS ha portato all’attenzione dei partiti di maggioranza anche altri interventi attualmente in discussione, che se non ben calibrati ed equilibrati rischiano di penalizzare eccessivamente le imprese a livello organizzativo ed economico.

Come suggerito dai rappresentanti ANIS è stata condivisa l’opportunità di pianificare un confronto continuo sui singoli temi e progetti al fine di far crescere tutto il sistema socio-economico sammarinese. Per quanto riguarda le risorse, ANIS ha ricordato che oltre a poter programmare un indebitamento sano dedicato agli investimenti in opere e infrastrutture strategiche, si renderanno disponibili quelle derivanti dalla recente riforma IGR e dal roll over.

A.N.I.S.

Si è svolto questa mattina presso la sede del PDCS l’incontro tra una delegazione di ANIS e i rappresentanti dei partiti di maggioranza. “Abbiamo richiesto questo incontro – spiegano il Presidente Emanuele Rossini e il Segretario Generale William Vagnini – al fine di comprendere non solo quale politica industriale questa maggioranza intenda perseguire, ma anche per offrire il nostro contributo di imprenditori per costruire insieme un percorso di crescita sostenibile e duraturo.

Data anche la consapevolezza diffusa che l’economia reale stia continuando a sostenere il Paese e ne possa garantire lo sviluppo futuro, la richiesta rivolta alla classe politica di individuare quegli interventi che possono permettere al sistema Paese e alle imprese di poter essere maggiormente competitivi e attrattivi, anche per sfruttare al meglio le opportunità che potranno derivare dall’atteso Accordo di Associazione con l’UE. Un sistema di regole chiare, burocrazia snella ed efficienza della pubblica amministrazione, infrastrutture moderne e accreditamento sui mercati internazionali sono tra i fattori prioritari di competitività che l’impresa ricerca. Le trasformazioni in atto — dalla digitalizzazione alla transizione energetica, dall’evoluzione dei mercati internazionali alla crescente competizione globale — richiedono scelte strategiche e una programmazione di medio-lungo periodo con l’obiettivo di perseguire una crescita significativa del PIL e quindi consentano alle imprese di investire con fiducia e di pianificare il proprio sviluppo”.

Secondo ANIS, ci sono dunque degli interventi prioritari per le imprese, che dovrebbero essere inseriti nell’agenda politica:

  • introduzione di un sistema IVA che, già con forte ritardo, faciliterebbe l’interscambio e permetterebbe, insieme all’Accordo di Associazione, la piena integrazione nel mercato unico europeo;
  • politiche energetiche che da un lato aumentino i livelli di autonomia energetica grazie a investimenti in impianti di produzione e dall’altro riducano i costi, oggi eccessivi, per le imprese, liberalizzando l’approvvigionamento almeno del gas;
  • realizzazione di almeno un depuratore e di un moderno impianto per lo smaltimento dei rifiuti a bassissimo impatto ambientale, il quale non solo permetterebbe la produzione di energia elettrica, ma ci renderebbe finalmente autonomi;
  • investimenti massicci nella digitalizzazione per modernizzare lo Stato e ridurre la burocrazia della pubblica amministrazione a vantaggio delle imprese e dei cittadini;
  • rendere operativo prima possibile l’Accordo di Associazione all’Ue, che per gli imprenditori ANIS resta una destinazione irrinunciabile, perché il permanere della condizione di Stato terzo comporta per le aziende sammarinesi il rischio concreto di perdere significative quote di mercato a causa degli ostacoli economici e burocratici posti a carico anche dei loro clienti e fornitori. Ostacoli che le concorrenti europee non hanno.

Allo stesso modo, ANIS ha portato all’attenzione dei partiti di maggioranza anche altri interventi attualmente in discussione, che se non ben calibrati ed equilibrati rischiano di penalizzare eccessivamente le imprese a livello organizzativo ed economico.

Come suggerito dai rappresentanti ANIS è stata condivisa l’opportunità di pianificare un confronto continuo sui singoli temi e progetti al fine di far crescere tutto il sistema socio-economico sammarinese. Per quanto riguarda le risorse, ANIS ha ricordato che oltre a poter programmare un indebitamento sano dedicato agli investimenti in opere e infrastrutture strategiche, si renderanno disponibili quelle derivanti dalla recente riforma IGR e dal roll over.

A.N.I.S.