Politica

San Marino. DML: la Repubblica più antica del mondo non deve diventare la più antiquata

Nel corso dell’attuale sessione del Consiglio Grande e Generale abbiamo assistito, ancora una volta, ad un atteggiamento purtroppo sempre più frequente nella politica sammarinese: di fronte a temi che riguardano innovazione, tecnologia e trasformazioni economiche globali, molti esponenti hanno preferito ricorrere alle battutine, piuttosto che al confronto. Abbiamo sentito sbeffeggiare il nucleare e la Space Economy. Abbiamo ascoltato assurdi riferimenti a “razzi nucleari” e altre caricature costruite ad hoc per ridicolizzare i temi che seguiamo da tempo e sui quali sollecitiamo approfondimenti. Un approccio vuoto e sterile, che denota l’incapacità di comprendere la velocità con cui il mondo sta cambiando.

San Marino ha il privilegio di essere la Repubblica più antica, ma con questo atteggiamento di chiusura culturale rischia di diventare anche la più antiquata. L’economia globale attraversa una trasformazione senza precedenti. Intelligenza artificiale, robotica, biotecnologie, nuove fonti energetiche, space economy, digitalizzazione e automazione stanno ridefinendo interi settori produttivi. Il compito della politica non può limitarsi ad amministrare l’esistente: deve creare le condizioni per nuove attività e opportunità, posizionando San Marino nei cambiamenti in atto. Al contrario, si preferisce minimizzare con enorme superficialità la portata di dossier strategici che anche le istituzioni europee stanno valutando con la massima attenzione. Non è una novità: in passato siamo stati derisi per aver proposto l’idea della Comunità Energetica, un progetto innovativo che oggi la vicina Rimini sta concretamente realizzando.

Un altro esempio emblematico è la space economy. Quando l’ex Segretario all’Industria di DOMANI – Motus Liberi Fabio Righi ne intuì le potenzialità, culminate nell’evento San Marino Aerospace 2023, non mancarono critiche e ironie. Oggi SpaceX è quotata in borsa con una capitalizzazione di 2.500 miliardi di dollari, superiore al PIL italiano. Nessuno pensa che San Marino debba lanciare satelliti, ma possiamo e dobbiamo attrarre filiere legate a software, elaborazione dati e cybersecurity.

La medesima logica vale per il dibattito sul nucleare. Il nostro partito non ha proposto di costruire domani una centrale sul Titano, ma di aprire un confronto maturo sul nostro futuro energetico, per il quale manca oggi una vera strategia di lungo termine. Poniamo alle istituzioni una semplice quanto cruciale domanda: come immaginiamo il sistema energetico, economico e produttivo della Repubblica tra dieci, venti o trent’anni? Ad oggi, non ci è arrivata alcuna risposta.

Noi continueremo a proporre idee su tecnologia, energia e sviluppo, anche se ciò susciterà l’ironia di chi si rifugia nelle certezze del passato. Le quali, però, non sono più in grado di rispondere con efficacia ai bisogni del presente e alla costruzione consapevole di un solido avvenire. Il compito della politica è creare le condizioni affinché l’impossibile di oggi diventi il possibile di domani. Chi ride del futuro, difficilmente sarà in grado di realizzarlo.

DOMANI – Motus Liberi