Politica

San Marino. DML sullo screening mammografico: il governo vuole tagliare la prevenzione?

DOMANI – Motus Liberi ha depositato questa mattina un’interpellanza per chiedere al Governo di chiarire con urgenza le notizie che stanno emergendo in merito a una possibile riduzione del programma di screening mammografico dell’ISS, attraverso il passaggio da controlli annuali a controlli biennali per una parte delle donne oggi coinvolte nel percorso di prevenzione. Se tali indiscrezioni fossero confermate, ci troveremmo di fronte a una scelta incomprensibile e profondamente contraddittoria.

Da anni la Repubblica di San Marino rivendica giustamente il proprio sistema di screening come una delle eccellenze della sanità sammarinese. Da anni l’ISS invita le cittadine ad aderire ai controlli, investe in campagne di sensibilizzazione e presenta come un successo gli elevati livelli di partecipazione raggiunti e la capacità di individuare precocemente la malattia. Oggi, però, mentre tutti riconoscono il valore della diagnosi precoce, qualcuno starebbe valutando di ridurre proprio quei controlli che hanno consentito di ottenere tali risultati.

La domanda è semplice: perché?

Se esistono motivazioni scientifiche solide, il Governo le esponga pubblicamente. Se invece dietro questa scelta vi sono ragioni economiche e la necessità di ridurre la spesa sanitaria, allora siamo di fronte a un’impostazione che riteniamo profondamente sbagliata. La prevenzione non rappresenta un costo da tagliare, ma un investimento. Diagnosticare un tumore nelle sue fasi iniziali significa aumentare le possibilità di guarigione, ridurre il ricorso a interventi invasivi e limitare trattamenti molto più onerosi per il sistema sanitario. Pensare di risparmiare oggi riducendo gli screening potrebbe significare spendere molto di più domani, oltre a esporre le pazienti a rischi maggiori.

Per questo abbiamo chiesto al Governo di dire con chiarezza se esista un progetto di ridimensionamento dello screening mammografico, quali siano le valutazioni effettuate, quali risparmi si intenderebbero conseguire e soprattutto se siano stati analizzati gli effetti che una minore attività di prevenzione potrebbe produrre sulla salute delle donne sammarinesi.

Negli ultimi anni si è parlato spesso della necessità di rafforzare la prevenzione e di investire nella sanità territoriale. Sarebbe paradossale che, proprio mentre in molti Paesi si discutono estensioni dei programmi di screening e nuovi investimenti nella diagnosi precoce, a San Marino si imboccasse la strada opposta. La salute dei cittadini non può essere gestita con la logica dei tagli lineari. Prima di toccare uno dei programmi che più hanno contribuito alla qualità della sanità sammarinese, il Governo ha il dovere di spiegare ai cittadini quali siano le sue reali intenzioni.

DOMANI – Motus Liberi