Cultura ed Eventi

Passepartout sceglie la Biennale di Venezia: “Sostenere il Padiglione di San Marino significa investire nell’identità del Paese”

Sostenere il Padiglione della Repubblica di San Marino alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia significa legare il proprio nome a uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi al mondo. Cosa vi ha spinto a diventare main sponsor di questo progetto?
Per Passepartout essere main sponsor del padiglione della Repubblica di San Marino alla Biennale di Venezia è un motivo di orgoglio, perché è appuntamento culturale fra i più prestigiosi a livello internazionale.
Per Passepartout, contribuire alla partecipazione di San Marino in un contesto d’eccellenza significa sostenere un progetto che dà lustro al Paese, ne valorizza l’immagine e l’identità, nonché le capacità di dialogo con il mondo.
Partecipare a un’iniziativa di questo valore, inoltre, significa contribuire a rafforzare il legame con la Repubblica di San Marino, territorio in cui cresciuta ed a cui resta profondamente legata.

Il Padiglione di San Marino porta alla Biennale un progetto internazionale come Sea of Sound dell’artista Mark Francis. Quanto ritenete importante sostenere iniziative capaci di creare connessioni tra cultura, innovazione e visibilità internazionale?
Sostenere connessioni fra mondi apparentemente separati è rilevante, perché comunque accomunati da necessità di apertura e curiosità, ricerca e sperimentazione, superamento degli schemi abituali.
Questa prima esperienza di Passepartout in un contesto culturale di così grande portata, rappresenta un’opportunità per collaborare con le istituzioni e tutti gli operatori che promuovono San Marino a livello internazionale.
Per Passepartout, sostenere un progetto come Sea of Sound, significa uscire dai canoni tradizionali della comunicazione del suo settore, cioè quelli di un’azienda fortemente orientata all’innovazione.
Siamo un’azienda tecnologica che opera nel mondo B2B del software gestionale e servizi digitali, ma crediamo che un’impresa debba saper dialogare anche con altri linguaggi: arte, cultura, ricerca, visione. Sono ambiti che, pur con strumenti differenti, condividono la stessa spinta verso il futuro.

Per un’azienda, quale valore aggiunto rappresenta investire nell’arte contemporanea e nella promozione culturale di un Paese come San Marino?
Per un’azienda investire nella cultura significa assumersi una responsabilità più ampia rispetto alla propria attività quotidiana. Non è solamente “seminare” prestigio e visibilità, ma anche partecipare alla crescita complessiva del sistema Paese.
San Marino ha un’identità forte, una storia importante e una capacità di esprimere eccellenze in ambiti diversi. Sostenere la sua presenza alla Biennale significa contribuire a valorizzare questa identità in un contesto internazionale, accanto a istituzioni, artisti, professionisti e realtà culturali.
Il valore aggiunto consiste nel sostenere un progetto che va oltre l’azienda e riguarda la reputazione e la percezione del Paese.
Il mondo imprenditoriale ha l’opportunità di contribuire per la sua parte, quando ci sono iniziative capaci di generare prestigio, relazioni e riconoscibilità per San Marino. Supponiamo, però, che per fare emergere un piccolo Stato a livello internazionale, non basti il solo tessuto imprenditoriale, per quanto dinamico e qualificato.
È fondamentale fare sistema, valorizzando le relazioni sul territorio e creando connessioni tra realtà diverse: imprese, istituzioni, enti, associazioni e soggetti culturali. Anche quando missioni e finalità non coincidono perfettamente, possono nascere collaborazioni che rafforzano l’immagine del Paese e la portano in contesti di grande valore.

La Biennale di Venezia richiama ogni anno migliaia di visitatori, collezionisti, professionisti e media da tutto il mondo. Che ritorno vi aspettate, non solo in termini di immagine, ma anche di relazioni e opportunità?
Questo evento mondiale è una notevole occasione di immagine, ma altrettanto importanti sono la reputazione e le relazioni, con la possibilità di inserirsi in un contesto internazionale qualificato, in cui si rapportano apertamente le istituzioni, le imprese, i professionisti, gli operatori culturali e i media.
La collaborazione di Passepartout in queste interconnessioni contribuisce ad ampliarne il network, rafforzandone il posizionamento come realtà sammarinese consolidata, innovativa e sensibile anche a quanto accade fuori dal proprio settore di riferimento.
Passepartout non si aspetta un ritorno immediato o commerciale, poiché il valore di un’iniziativa come questa si misura nel tempo: nella qualità delle relazioni, nella percezione del brand, nella capacità di essere riconosciuti come parte attiva di un sistema che promuove San Marino, anche fuori confine.
Oggi le aziende affrontano nuove sfide. La percezione di un brand nasce sempre in più ambienti, anche distanti da quelli che l’impresa controlla direttamente. Cambia il modo in cui un brand viene raccontato, consigliato e interpretato, per cui sposare valori positivi fuori dal consueto raggio di azione, aiuta a creare un’identità riconoscibile, forte e duratura nel tempo.


Questa collaborazione con il Padiglione della Repubblica di San Marino e con FR Istituto d’Arte Contemporanea può rappresentare l’inizio di un percorso più ampio di sostegno alla cultura e ai grandi eventi artistici internazionali?
Attualmente abbiamo l’obiettivo di contribuire al successo del padiglione della Repubblica di San Marino, sostenendo al meglio questo progetto che rappresenta una novità, pertanto, affine ai nostri valori di innovazione, ricerca e sperimentazione.
Per il futuro non possiamo fare previsioni, ma certamente valuteremo con grande attenzione eventuali nuove iniziative culturali di valore, capaci di dare ulteriore visibilità e prestigio internazionale a San Marino.