San Marino. Il Mese Dantesco ha concluso una delle sue edizioni più significative
L’edizione 2026 del Mese Dantesco ha rappresentato una tappa particolarmente significativa nella storia della rassegna. Dopo diciannove anni, la manifestazione ha infatti raggiunto una piena maturità progettuale, evolvendosi da tradizionale ciclo di conferenze in un articolato laboratorio culturale, capace di mettere in dialogo letteratura, musica, arti figurative, storia, teologia e spiritualità.
Non si è trattato di una semplice successione di appuntamenti, ma di un percorso unitario, costruito attorno alla permanente attualità della parola di Dante e alla sua capacità di incontrare linguaggi, sensibilità e generazioni differenti.
Il cammino si è aperto al Teatro Titano con AN DIE NATUR – La sensibilità francescana fra le note e attraverso i secoli, evento concepito nel quadro delle celebrazioni per l’ottavo centenario francescano. Sotto la guida del Maestro Nicola Giaquinto, la musica eseguita dai giovani allievi dell’Istituto Musicale Sammarinese si è intrecciata con le letture poetiche affidate a Luciana Aliotta, dando vita a una raffinata riflessione sull’armonia fra l’uomo, il creato e la dimensione spirituale.
Dalla musica e dalla poesia il percorso è approdato alla figura di San Francesco nella Divina Commedia e nella tradizione artistica. Meris Monti e Paolo Valentini, attraverso un dialogo di grande rigore e suggestione, dal titolo Di questa costa… nacque al mondo un sole, hanno guidato il pubblico nella lettura dell’XI Canto del Paradiso, sovrapponendo ai versi danteschi le immagini di Cimabue, Giotto e dei grandi interpreti figurativi della spiritualità francescana. Letteratura, teologia e storia dell’arte si sono così fuse in una lettura capace di restituire la forza del “folle amore” di Francesco per Madonna Povertà.
Con la successiva conferenza di Maurizio Gobbi, Così nel mio parlar vogl’esser aspro, il Mese Dantesco ha mostrato un volto diverso e sorprendente del Medioevo e dello stesso Dante. Attraverso un viaggio nella poesia comico-realistica, nella satira, nella goliardia e nei registri più aspri del volgare, Gobbi ha restituito al pubblico la dimensione più concreta, corporea e battagliera della letteratura medievale. È emerso così un Dante capace di padroneggiare non soltanto la rarefatta lingua dello Stilnovo, ma anche l’invettiva, il realismo e la rappresentazione più cruda della degradazione umana.
Il momento di autentica svolta della XIX edizione è stato tuttavia rappresentato dalla mostra ANIME PRAVE, con la quale il Mese Dantesco ha oltrepassato per la prima volta i confini della parola parlata per aprirsi alle arti figurative. Il potente ciclo pittorico di Giuseppe Fanfani, curato da Fabio Migliorati e realizzato attraverso una rigorosa tricromia fondata sul giallo, sul rosso e sul nero, ha offerto una rilettura contemporanea dell’Inferno. Le grandi tele non si sono limitate a illustrare i versi danteschi, ma ne hanno interpretato il dramma morale e spirituale, restituendo attraverso volti, corpi e colori lo smarrimento, la colpa, il tormento e la tragica dignità delle anime dannate.
La mostra è stata inaugurata davanti a una Sala Batoni gremita, con la presentazione di Suor Maria Gloria Riva, la cui straordinaria capacità di intrecciare arte, teologia, letteratura e meditazione spirituale ha accompagnato il pubblico dentro l’universo pittorico di Fanfani. L’incontro ha assunto anche un intenso significato civile per il ricordo del giudice Lamberto Emiliani, socio rifondatore della Dante Alighieri e figura eminente della vita istituzionale e culturale sammarinese, scomparso proprio alla vigilia dell’evento.
L’autore delle tele è poi tornato protagonista con la conferenza conclusiva Io fui di Montefeltro, io son Bonconte – Il pentimento e il perdono nel Canto V del Purgatorio. In una lectio di eccezionale profondità, Fanfani ha guidato il pubblico attraverso le figure di Jacopo del Cassero, Bonconte da Montefeltro e Pia de’ Tolomei, mostrando come la misericordia possa irrompere persino nell’ultimo istante della vita e trasformare una vicenda di violenza e morte in un cammino di salvezza.
Il dialogo fra l’Inferno dipinto nelle sale del Museo e il Purgatorio raccontato nella conferenza ha rappresentato una delle sintesi più felici dell’intera manifestazione: da un lato il dolore, la colpa e la perdita; dall’altro il pentimento, il perdono e la possibilità del riscatto.
Il coronamento più prestigioso della XIX edizione è giunto il 7 luglio, quando le Loro Eccellenze i Capitani Reggenti Alice Mina e Vladimiro Selva hanno visitato ufficialmente la mostra ANIME PRAVE. Accompagnati dallo stesso Giuseppe Fanfani e da Suor Maria Gloria Riva, i Capi di Stato hanno attraversato il percorso espositivo ascoltando la lettura delle opere, le riflessioni estetiche e spirituali e la recitazione dei versi danteschi che avevano ispirato le singole tele. La visita della Suprema Magistratura non ha rappresentato soltanto la conclusione solenne della mostra, ma il più autorevole riconoscimento istituzionale del percorso culturale compiuto dalla Dante Alighieri nel corso di questa edizione. Un momento di rara intensità, destinato a rimanere nella memoria della rassegna e di tutti coloro che vi hanno preso parte.
Il successo della XIX edizione è stato confermato dalla costante partecipazione del pubblico, dalla qualità dei relatori e dai numerosi attestati di apprezzamento. La manifestazione ha saputo coniugare rigore scientifico, capacità divulgativa e forza emotiva, dimostrando come Dante continui a parlare all’uomo contemporaneo e a interpretarne le inquietudini, le contraddizioni e le aspirazioni. Il Mese Dantesco non si limita dunque a celebrare il Sommo Poeta, ma cerca di renderne viva la presenza, ponendo la sua parola in dialogo con la musica, l’arte, la spiritualità e le domande del nostro tempo.
La Dante Alighieri esprime il proprio più sincero ringraziamento ai tradizionali patrocinatori della manifestazione – la Segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura, l’Ambasciata d’Italia a San Marino e la Commissione Nazionale Sammarinese per l’UNESCO – il cui autorevole sostegno istituzionale ha conferito ulteriore prestigio all’intero progetto.
Un sentimento di profonda gratitudine è rivolto agli Istituti Culturali della Repubblica che, ospitando quest’anno al Museo di Stato – in via del tutto eccezionale – sia la mostra Anime Prave sia l’intero ciclo delle conferenze (con la sola eccezione dell’evento inaugurale al Teatro Titano), hanno consentito al Mese Dantesco di compiere un significativo salto di qualità, inserendolo pienamente nel cuore della principale istituzione museale della Repubblica. Un particolare ringraziamento va al Direttore dott. Vito Testaj, al dott. Mario Marchioni, alla dott.ssa Sabrina Orioli e a tutto il personale del Museo di Stato, che con professionalità, disponibilità e autentica sensibilità culturale hanno accompagnato con passione e competenza ogni fase della manifestazione.
Un particolare riconoscimento va alla prof.ssa Valeria Martini, che ha coordinato il programma, alla Scuola Superiore e all’Istituto Musicale Sammarinese, ai relatori e a tutti coloro che hanno contribuito alla qualità dei singoli incontri. La realizzazione delle quattro conferenze è stata resa possibile dal costante sostegno economico della Società Unione Mutuo Soccorso, mentre la mostra ANIME PRAVE è stata sostenuta dal Sacchificio Industriale Sammarinese e dallo stesso autore.
La XIX edizione si consegna così alla memoria culturale della Repubblica come una delle più ricche, innovative e partecipate nella storia del Mese Dantesco: un’esperienza nella quale la parola di Dante ha incontrato nuove forme espressive, confermando ancora una volta la propria inesauribile capacità di interrogare, educare e commuovere.


