San Marino. La CSdL sulla relazione della Commissione antimafia: testo unanime ma il CGG si divide su come darvi seguito
Vi sono novità e conferme tra la relazione della Commissione antimafia del 2022 e quella del 2026. Le novità, non di certo positive, sono costituite dall’aumento del giro d’affari e dei settori nei quali i fenomeni distorsivi sono più diffusi, oltre al fatto che, questa volta, le parti sociali non sono state coinvolte, fatta eccezione per l’USC.
Le conferme sono invece relative alle 7 proposte che la precedente relazione suggeriva al fine di rendere più efficace il contrasto alle attività criminose ed illecite. Anche questa non è affatto una buona notizia, perché significa che non è stato fatto praticamente niente.
In particolare, si tratta di: 1) modifiche al codice penale relativamente all’occultamento del provento illecito ed al possesso ingiustificato di valori; 2) revisione e/o introduzione di norme in materia di attività investigative sotto copertura, utilizzo e tutela dei c.d. collaboratori di giustizia, tutela dei segnalanti anonimi; 3) rendere effettivo l’utilizzo delle intercettazioni; 4) adeguamento normativo e tecnologico, oltre alla formazione per le forze di polizia ed i Magistrati; 5) introduzione di nuovo personale qualificato nei vari organismi adibiti alla prevenzione e contrasto della criminalità organizzata; 6) formazione / educazione ad una maggiore integrità dei professionisti, a fronte del perdurante ricorso al c.d. “prestanomato”; 7) incrementare il lavoro sinergico di tutti gli Organi e Uffici dello Stato preposti.
La relazione del 2026 ha individuato un’altra lunga serie di interventi, con dovizia di particolari. L’obiettivo non è solo quello di prevenire e combattere le infiltrazioni malavitose, ma anche di togliere terreno fertile alle attività che praticano elusione fiscale e contributiva. L’Italia (in particolare) viene danneggiata per quanto concerne le entrate; il nostro Paese, soprattutto sul piano reputazionale. Infatti, questi fenomeni sono in aumento e, addirittura, alcuni provvedimenti recenti hanno ridotto la capacità di contrastarli.
Quale conclusione si può trarre dalla situazione in cui ci troviamo a distanza di 4 anni? Probabilmente, da parte della politica si è strutturata una sorta di sottovalutazione oppure vi è una complice inazione: quel poco che entra nelle casse dello Stato è comunque benvenuto? Inoltre, ci sarà chi percepisce affitti per immobili altrimenti inutilizzati, così come i compensi per i professionisti dei quali le società si devono avvalere.
In effetti, leggendo il resoconto sul dibattito in Consiglio Grande e Generale, ci pare sia prevalsa la sottolineatura del fatto che non sono emersi elementi tali da far presupporre che la criminalità organizzata sia presente in territorio: San Marino ne verrebbe solo sfiorata in quanto radicata nel circondario.
“Per il resto, le truffe ed il malaffare esistono ovunque ed il nostro Paese non ne è esente, per cui non c’è di che preoccuparsi troppo”. Forse è una sintesi un po’ troppo cruda e non rappresentativa degli interventi dei Consiglieri, ma il fatto che non si sia trovata la sintesi su un Ordine del Giorno conclusivo, ci lascia l’amaro in bocca.
È vero che 4 anni fa in Consiglio ci fu l’unanimità, ma ciò non ha prodotto risultati degni di rilievo. Resta il fatto che dividersi su temi così rilevanti è veramente un pessimo messaggio.
Fatta eccezione per RETE, che ha convocato i sindacati qualche giorno fa, nessuna forza politica si è preoccupata di allargare la discussione alle parti sociali.
Da parte nostra, pur senza alcuna velleità di essere ascoltati, non rinunciamo a dire cosa ne pensiamo ed a formulare proposte: 1) se il prestanome non subisce alcuna conseguenza, fatti salvi i casi di responsabilità personale in caso di attività illecite contestate all’amministratore, ci sarà sempre qualcuno disposto a farlo: occorre quindi introdurre specifiche sanzioni; 2) se le società aprono e chiudono in continuazione lasciando debiti, bisognerà inserire anche i relativi soci tra i soggetti inidonei a costituire ed amministrare una società; 3) per le stesse ragioni, occorre che il capitale sociale venga immediatamente versato, in presenza di giri d’affari superiori ad una determinata soglia mensile.
Un ringraziamento va a tutti gli Organi e Uffici dello Stato che operano sul campo per contrastare ogni forma di attività illecita ed illegale. Siamo comunque fiduciosi; il loro lavoro e le loro relazioni, prima o poi, sortiranno gli effetti auspicati.
CSdL


