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San Marino. Ferie solidali, part-time genitoriale, lavoro agile per genitori, affidatari e per persone con famigliari disabili, bonus bebè: tutte le novità della legge sulla famiglia

Commissione Consiliare Permanente Igiene e Sanità, Previdenza e Sicurezza Sociale, Politiche Sociali, Sport, Territorio, Ambiente e Agricoltura – Askanews

Giovedì 7 maggio 2026, pomeriggio

La IV Commissione consiliare permanente ha proseguito nel pomeriggio l’esame in sede referente del progetto di legge di modifica della Legge n.129/2022 sulla famiglia, affrontando nuovi articoli dedicati al caregiver familiare, alle ferie solidali, al lavoro agile, ai sostegni per i nuclei monogenitoriali e agli assegni familiari. Il confronto si è sviluppato in un clima a tratti condiviso, soprattutto sui temi della genitorialità e della tutela delle famiglie, ma non sono mancati momenti di contrapposizione politica, in particolare sull’applicazione dell’ICEE e sui criteri di redistribuzione degli aiuti economici.

L’esame è ripartito dall’articolo 12, relativo all’introduzione dell’articolo 28-bis nella normativa sulla famiglia. Il Segretario di Stato Stefano Canti ha illustrato l’emendamento del governo chiarendo i requisiti per accedere alle forme di sostegno collegate al caregiver familiare, sostenendo: “Nelle situazioni di non autosufficienza grave è difficile mettere tutto nero su bianco”. Il testo consente comunque di “circostanziare bene tutti i casi che possono rientrare nella norma”. Gaetano Troina di Domani-Motus Liberi ha chiesto maggiore elasticità nella valutazione delle invalidità, sostenendo che anche situazioni inferiori al 100% possano richiedere assistenza continuativa. L’emendamento del governo è stato approvato con 10 voti favorevoli e 4 astensioni, mentre quello di D-ML è stato respinto.

Ampio confronto anche sull’articolo 13 dedicato alle ferie solidali. Il governo ha proposto l’estensione della possibilità di donare ferie non utilizzate anche ai lavoratori frontalieri, mantenendo però il riferimento alle “gravissime patologie”. Dall’opposizione Gaetano Troina ha chiesto maggiore chiarezza su chi debba valutare la gravità delle patologie, mentre Emanuele Santi di Rete ha proposto di eliminare del tutto il riferimento alla gravità. “Se un collega vuole aiutare un altro collega che ha esaurito i permessi, dovrebbe poterlo fare anche senza una valutazione sulla gravità del caso” ha affermato. Sulla stessa linea Miriam Farinelli di Repubblica Futura: “Una patologia è una patologia e il bisogno di assistenza è lo stesso”. Andrea Ugolini del Pdcs ha invece invitato a considerare anche l’impatto organizzativo per le aziende. L’articolo è stato approvato con 10 voti favorevoli e 4 astensioni.

Con l’articolo 14 la Commissione è entrata nel tema del part-time per i genitori nei primi anni di vita dei figli. La modifica proposta dal governo consente ai genitori di usufruire contemporaneamente del lavoro a tempo parziale fino ai quattro anni del bambino. “Abbiamo sostituito la parola alternativamente con contemporaneamente per favorire la condivisione della genitorialità” ha spiegato Canti. Repubblica Futura ha chiesto di estendere il diritto fino all’età scolare. Miriam Farinelli ha parlato di “un atto di civiltà” necessario per sostenere la crescita dei figli, mentre il Segretario ha richiamato le preoccupazioni del mondo produttivo: “Un’estensione troppo ampia rischia di creare scompensi nel mercato del lavoro”. L’articolo è stato approvato nella versione governativa, mentre l’emendamento di Rf è stato respinto.

Condivisione più ampia si è registrata invece sull’articolo 15 relativo alla tutela delle lavoratrici madri. Inizialmente il testo prevedeva la nullità del licenziamento anche nel caso di mancato superamento del periodo di prova durante la gravidanza. Dopo una lunga sospensione dei lavori e un confronto con le parti coinvolte, il governo ha ritirato quel passaggio, mantenendo però la nullità del licenziamento e del mancato rinnovo dei contratti a termine per le lavoratrici in stato di gravidanza. Matteo Casali di Repubblica Futura ha criticato il passo indietro del governo: “Invece di trovare una mediazione, si è semplicemente tirata una riga sulla frase che creava problemi”. Canti ha replicato spiegando che la questione sarà affrontata nel prossimo rinnovo della contrattazione collettiva. L’emendamento modificativo e l’articolo sono stati approvati.

Discussione articolata anche sull’articolo 16 dedicato al lavoro agile per genitori, affidatari e persone con familiari disabili o non autosufficienti. Domani-Motus Liberi ha contestato la formulazione originaria, giudicando troppo vaga la clausola relativa a “titoli, qualifiche e posizione pregressa del lavoratore”. Troina ha chiesto una norma “più lineare”, mentre Emanuele Santi ha definito la dicitura “una discrezionalità inutile”. Il Segretario Canti ha chiarito che l’obiettivo era evitare demansionamenti o spostamenti punitivi nei confronti di chi richiede il lavoro agile. Dopo una sospensione, governo e gruppi hanno concordato una nuova formulazione condivisa e l’articolo è stato approvato all’unanimità.

Sull’articolo 17, che istituisce il Punto Informativo per le Famiglie, si è registrato un clima trasversalmente favorevole. Il governo ha deciso di trasferire la competenza dalla Segreteria di Stato all’Ufficio tecnico-amministrativo per le Pari Opportunità, la Bioetica e l’Inclusione Sociale.

Via libera senza particolari contrasti anche agli articoli 18, 19 e 20, riguardanti il quadro sanzionatorio, le misure per le donne sole in gravidanza e le agevolazioni per i nuclei monogenitoriali.

Il confronto politico più acceso della seduta si è però sviluppato sull’articolo 21 dedicato agli assegni familiari ordinari e all’introduzione di criteri legati al reddito. Il governo ha proposto nuovi importi parametrati a fasce reddituali, prevedendo inoltre il futuro adeguamento all’ICEE. Matteo Casali ha contestato duramente l’impostazione: “L’obiettivo non deve essere parametrato solo al reddito, ma alla reale capacità economica complessiva della famiglia”. Repubblica Futura ha chiesto che l’applicazione dell’ICEE diventi obbligatoria entro dodici mesi. Anche Emanuele Santi ha attaccato la maggioranza, accusandola di non voler realmente applicare l’indicatore, puntando il dito in particolare contro la Democrazia Cristiana. “Si parla di ICEE ma poi si preferisce procedere con aumenti a spot” ha dichiarato. Gian Carlo Venturini dal Pdcs ha respinto le accuse parlando di “stupidaggini”, mentre Guerrino Zanotti di Libera ha chiesto di “dare finalmente le gambe” alla legge sull’ICEE. Nel finale il governo ha accolto alcune osservazioni tecniche, sostituendo il termine “possono” con “sono” nel riferimento all’adeguamento futuro degli assegni all’ICEE. L’emendamento governativo è stato approvato con 10 voti favorevoli e 4 astensioni, mentre quello di Repubblica Futura è stato respinto.

In chiusura di seduta è iniziato l’esame dell’articolo 22 sul bonus bebè. Il governo ha proposto un contributo una tantum di 1000 euro per ogni figlio nato o adottato dal 2026, con limiti di reddito per l’accesso. Domani-Motus Liberi ha avanzato una proposta alternativa da 3000 euro per il primo figlio e 5000 per i successivi, mentre Repubblica Futura ha chiesto l’introduzione di contributi per pannolini e latte formulato nei primi due anni di vita del bambino.