Politica

San Marino. Il PS sull’Accordo Ue: “Ora basta lacrime di coccodrillo. Serve un referendum popolare”

Ciò che è successo in sede COREPER sull’Accordo di Associazione con l’Unione Europea ha risvegliato le sensibilità di molti, sia all’opposizione ma anche in maggioranza. In maggioranza il Delegato ai rapporti internazionali del PSD chiede, oggi, maggio 2026 “più incisività diplomatica.” Mentre Repubblica Futura e Motus Liberi, parlano di “gestione fallimentare” e di “Esecutivo inadeguato”, fino a chiedere, con un atto assai tardivo, le dimissioni del Segretario di Stato per gli Affari Esteri. Insomma, tutti sembrano cadere dal pero e all’improvviso svegliarsi, ma viene da chiedersi, dove era tutta questa gente quando sono stati approvati in questi anni molteplici Ordini del Giorno Consiliari all’unanimità? Dove erano quando si scrivevano fiumi di parole sui pochi giornali quotidiani che davano spazio alle nostre argomentazioni mettendo in guardia dai pericoli a cui il Paese stava andando incontro? Dove erano quando i Capi Famiglia prima e, agevolati dal Partito Socialista, altri cittadini poi, hanno richiesto il Referendum che il Governo non voleva e che i saggi hanno bocciato con motivazioni che gridano vendetta? Non una voce si è elevata a difesa dei diritti dei cittadini a decidere attraverso la democrazia diretta. Tutti zitti, come a prendere le distanze da un atto di lesa maestà. Imbarazzante! Cari amici, non c’è da stupirsi, è successo quello che era prevedibile e che in diversi, inascoltati, vi avevano anticipato. Escludendo il ricorso democratico al Referendum e annunciando, per bocca del Segretario di Stato per gli Affari Esteri, la volontà di richiedere, appena possibile, unilateralmente, l’entrata in vigore provvisoria dell’Accordo, la posizione di San Marino, a differenza di Andorra, si è enormemente indebolita.

Siamo in mezzo al guado e non possiamo fare altro che attendere le decisioni degli altri e la prima decisione è arrivata: lo stop da parte della Bulgaria nel corso della riunione del COREPER Europeo, passaggio obbligatorio per poter continuare l’iter avviato. Ora tutto è rinviato, ma anche successivamente alle decisioni del COREPER dovremo aspettare, non sappiamo per quanto tempo, l’approvazione dell’Accordo da parte di tutti i parlamenti dei 27 Paesi che fanno parte dell’Unione Europea e sarà sufficiente che anche uno solo di questi sia contrario e l’Accordo si bloccherà. Intanto però, si pensi a quali danni sarebbe esposto il nostro Paese qualora attivasse unilateralmente in via provvisoria l’Accordo di associazione all’Unione Europea. Ora le lacrime di coccodrillo non servono a nulla e men che meno servono i vecchi e stantii giochetti di potere per cambiare il Governo, magari per riproporre il vecchio truccato da nuovo. Non è il momento. Ora è il momento di salvaguardare l’immagine e la credibilità di San Marino con atti chiari e concreti. Il Partito Socialista di San Marino ritiene necessario che a difesa della Repubblica si debba rifiutare l’entrata in vigore provvisoria dell’Accordo di associazione U.E. e che si debba procedere ad indire un Referendum popolare di iniziativa consiliare al cui esito il Governo della Repubblica, presente e futuro, dovrà rigorosamente attenersi. In questo modo probabilmente è ancora possibile recuperare dignità e credibilità a tutti i livelli.

c.s. Partito Socialista San Marino