San Marino. GDCD in occasione della Festa dei Lavoratori: i giovani non hanno paura, ma non ci sono risposte
Alla vigilia della Festa dei Lavoratori, tra buone intenzioni e costi della vita insostenibili, San Marino deve scegliere: investire davvero sui giovani o rassegnarsi a perderli?
La serata di ieri ha rappresentato un momento significativo di confronto e partecipazione, che merita di essere riconosciuto e valorizzato. Un plauso sincero va alla Commissione per le Politiche Giovanili che ha dimostrato una volontà concreta di dialogo con le realtà giovanili del Paese, come evidenziato anche dalla firma della lettera d’intenti. Un segnale positivo, che indica una direzione chiara e che lascia intravedere un percorso potenzialmente virtuoso.
Per il nostro movimento è intervenuto il Segretario Emanuele Cangini, che ha voluto rivolgere ai giovani presenti un messaggio diretto e incisivo: non avere paura e portare avanti le proprie idee con coraggio. Parole semplici, ma fondamentali, soprattutto in un momento storico in cui il rischio più grande è quello di arrendersi o, peggio ancora, di non credere più nella possibilità di incidere.
Non è un caso che questo comunicato venga diffuso proprio alla vigilia della Festa dei Lavoratori. Una ricorrenza che dovrebbe celebrare dignità, diritti e prospettive, ma che oggi rischia di trasformarsi, per molti giovani, in una giornata di riflessione amara. Perché essere giovani lavoratori, oggi, significa troppo spesso fare i conti con contratti deboli, stipendi insufficienti e una prospettiva di autonomia sempre più lontana.
Viviamo infatti in una fase in cui il costo della vita è cresciuto in modo evidente e, per molti versi, insostenibile. Affitti sempre più elevati, mutui difficili da sostenere, benzina e beni di prima necessità che continuano ad aumentare: tutto contribuisce a rendere più fragile la condizione delle nuove generazioni. E allora la domanda diventa inevitabile: stiamo vivendo per lavorare o lavorando per vivere?
San Marino, grazie a una gestione più attenta e responsabile del debito pubblico, si trova oggi in una condizione che potrebbe consentire scelte strategiche importanti. Ed è proprio qui che si inserisce la nostra provocazione: perché non investire in modo deciso sui giovani?
Guardando fuori dai nostri confini, esempi concreti non mancano. Ci sono territori, come il Veneto, che hanno attivato politiche mirate per sostenere l’imprenditorialità giovanile, facilitare l’accesso alla casa e valorizzare i talenti. In Europa, sempre più spesso si investe in strumenti che accompagnano i giovani verso l’autonomia, sostenendo il lavoro qualificato, le start-up e i percorsi di crescita professionale.
Sono esperienze che dimostrano come una strada esista. Ma imboccarla richiede coraggio politico e visione.
Per questo crediamo che la giornata di domani non debba essere soltanto una celebrazione, ma anche un momento di presa di coscienza collettiva. Una giornata che faccia riflettere su dove stiamo andando e su quale futuro vogliamo costruire per le nuove generazioni.
I giovani non possono più restare in silenzio. Devono farsi sentire, mobilitarsi, portare avanti le proprie idee con determinazione. Perché senza una richiesta forte e continua, il rischio è che tutto resti fermo alle buone intenzioni.
Un Paese che non investe sui giovani è un Paese che rinuncia al proprio futuro. E oggi più che mai, questa non è una scelta che possiamo permetterci.
Ufficio Stampa GDC


