San Marino. RF: se l’uomo torna a girare intorno alla luna, l’ISS riuscirà ad evitare di sprofondare nel buco nero organizzativo?
Repubblica Futura solleva pubblicamente il tema poiché ascoltando le parole della governance dell’ISS nella giornata mondiale della sanità 2026, è netta la distanza fra lo stato delle cose e la comunicazione ISS.
“L’umanizzazione delle cure per noi si traduce in tempo di cura, nella relazione tra operatori sanitari e cittadini, nella capacità di ascoltare e orientare”.
Tutto condivisibile, peccato però che sempre più spesso dilaga l’imbarazzo degli stessi operatori sanitari di fronte a evidenti lacune organizzative.
Non è dato sapere, ad esempio, la ragione dei tempi biblici di attesa per alcune prestazioni, come esami e visite specialistiche, rispetto alle quali si contano i mesi.
Allora, se umanizzare la relazione fra sanità e cittadini produce questi risultati, siamo perfettamente in linea con la situazione sanitaria italiana. Con la differenza che San Marino è uno Stato di 34.000 abitanti ed ha esigenze che non sono quelle di una semplice azienda sanitaria locale italiana. Sarebbe bene ne prendessero atto, primi fra tutti, gli impalpabili dirigenti dell’Istituto di recente acquisizione.
Iniziamo a pensare che ci sia un disegno dietro tutto questo, poiché onestamente con i soldi spesi – tanti – e i cambi di direzione generale (ancora paghiamo profumatamente l’ex direttore generale Bevere), siamo sempre fermi al palo, anzi se possibile peggioriamo.
Probabilmente, se le cose funzionassero, il partito che dell’ISS ha fatto il suo cortile di casa avrebbe meno potere, farebbe meno clientele e qualche suo consigliere non avrebbe fatto fortuna come dirigente.
Il centro del problema è purtroppo sempre questo e l’attribuzione a Marco Gatti della delega alla Sanità, operazione conclusa nel silenzio istituzionale più totale, non fa che confermare tale impressione.
Repubblica Futura non intende entrare nelle dinamiche alla base della scelta, ma riteniamo che un atto di tale portata non si possa gestire alla chetichella con Gatti, quello della riforma IGR, che ora pontifica anche sul futuro dell’ISS.
La sanità non è di un partito politico ma di tutta la collettività che guarda ormai con rassegnata preoccupazione le dinamiche organizzative di una galassia sempre più autoreferenziale, governata politicamente da un Segretario di Stato posticcio e operativamente dalla “longa manus” del capo della Dc. L’accoppiata direzione PA/direzione amministrativa ISS nello stesso soggetto è lo schiaffo che gli alleati del partitone, Libera in particolare che aveva fatto della sostituzione del Comitato Esecutivo la sua bandiera elettorale, hanno subito senza battere ciglio.
Repubblica Futura


