San Marino. C’è qualcosa che non torna
L’opinione di Marco Podeschi.
Il Decreto – Legge 23 marzo 2026 n.40, Ratifica Decreto, Legge 5 marzo 2026 n.33 – Disposizioni in materia di sostegno al settore veicoli ha diciotto giorni aperto e chiuso la crisi del settore dei veicoli.
“Intervento finanziario, non economico, che dà respiro alle imprese sane”, Il provvedimento – rileva la Segreteria – si inserisce “in un quadro di riforme più ampio per elevare gli standard del mercato sammarinese”. Questa è in sintesi la posizione del governo, ma la crisi nel settore della vendita dei veicoli da dove parte e perché un governo sempre attendo su tutto non l’ha mai dichiarata?
Una crisi lampo con un “intervento finanziario non economico”, rispetto al quale governo e maggioranza hanno dimostrato una fulminea ma sospetta velocità a varare una norma cucita su misura per un settore economico improvvisamente in crisi.
Ma qualcosa non torna.
Il Segretario di Stato per le Finanze ne dicembre 2020 quando con enfasi modificò l’articolo 3 della Legge 2017/115 togliendo il vincolo della Smac per gli acquisti e il vincolo dei veicoli elettrici ponderò l’impatto della norma sul settore nazionale?
Oppure cosa ne è stata dell’enfasi del 2019 del PDCS sul caso targhe? Dopo sei anni di gestione PDCS della Segreteria di Stato per le Finanze, Trasporti e Esteri non mi sembra ci siano stati significativi sviluppi e tante targhe sono passate da RSM a Italia ed è sceso il silenzio come sempre più spesso accade ai dossier che il governo è incapace a gestire.
Ci sono state poi le famose truffe nel settore delle vendite di auto con negozi che aprivano la sera e chiudevano la mattina con ricadute pesanti invece sui commercianti veri del Paese.
E poi un tiepido giovedì di marzo, dopo che il governo è stato tre giorni al Kursaal a discutere di quanto è bravo a gestire l’economia in un esercizio edonistico di potere scoppia la crisi del settore dei veicoli.
Arriva il Decreto-Legge 5 marzo 2026 n. 33 con “l’intervento finanziario non economico”, subito sparato in Consiglio Grande e Generale per la ratifica.
Qualcuno dirà sono dettagli o casualità. Il governo a San Marino anche se aumenta le tasse, continua a indebitarsi non lascia indietro nessuno. Ma torno a pensare che qualcosa non torna.
Avrebbe fatto la stessa cosa per altri settori? Oppure lo fa con i cittadini in difficoltà?
L’art. 55 “Incentivazione veicoli basso impatto ambientale”, Legge 2020/222 stabilisce “Per l’acquisto di nuovi veicoli alimentati ad idrogeno, puramente elettrici o ibridi di ultima generazione (plug-in hybrid) è riconosciuta l’esenzione dell’imposta sulle importazioni fino ad una concorrenza massima di euro 35.000,00 per un solo veicolo per ogni proprietario o conduttore residente”.
Nel mercato attuale, molto diverso dal 2020 in pieno COVID, permette l’acquisto di veicoli elettrici e plug-in da venditori fuori territorio.
Basta guardare social e siti web come si stanno moltiplicando le offerte rivolte ai clienti sammarinesi che possono acquistare a Rimini, Pesaro, Cesena o Bologna veicoli senza pagare un euro di monofase lasciando a bocca asciutta i venditori interni.
Giusta la libertà di scelta ma per i cittadini ma i governi normali spendono soldi per incetivi per sostenere i proprio cittadini e l’economia nazionale, cosa che fa l’Italia con gli incentivi per l’acquisto dei veicoli.
Ma noi siamo diversi…per il governo questi sono dettagli….e così assistiamo a una manovra degna di un manuale di economia.
Il governo aiuta con la mano destra il settore dei veicoli e con la mano sinistra incentiva l’acquisto di veicoli fuori territorio in totale esenzione di imposta di importazione.
In sintesi, ogni veicolo elettrico o plug-in immatricolato, importato dall’estero toglie un veicolo dalla vendita interna e non fa entrare un euro all’erario che invece sostiene un “l’intervento finanziario non economico” per sostenere il settore.
In più sarà un ulteriore caso, il 2 marzo, cioè 3 giorni prima del decreto-legge salva venditori auto il governo lancia in pompa magna SMUVI, il servizio di trasporto a chiamata gratis per sei mesi.
Con i venti di crisi che ci sono sul prezzo della benzina e l’aumento dell’inflazione un ulteriore spot per acquistare veicoli in territorio, considerando ironia della sorte che anche i nuovi mezzi SMUVI sono stati acquistati all’estero con buona pace dei venditori interni.
Le mie sono alcune riflessioni rispetto a una norma che mette una toppa per una crisi di cui è poco è dato a sapere, non c’è alcun dato sulla crisi o sul movimento di veicoli rispetto all’estero.
Capisco che i veicoli, auto e moto, sono uno degli elementi fondanti della nostra Repubblica che per anni è stata la nazione con il più alto numero di veicoli pro capite e i venditori sono i sacerdoti rispetto ai quali professiamo questa la nostra devozione, ma nella norma del governo c’è qualcosa che non torna.
E nonostante la mia devozione per il settore dei motori, anche elettrici, per me qualcosa non torna….
Marco Podeschi


