Politica

San Marino. Divulgati contenuti e modalità applicative del nuovo regolamento in materia di cittadinanza. IL 18 aprile, il primo test per chi chiede la cittadinanza sammarinese

di Angela Venturini

La conoscenza della lingua italiana, della storia e delle istituzioni sammarinesi. Sono questi i requisiti che saranno richiesti a coloro che, avendo maturato il diritto, vogliono fare richiesta della cittadinanza sammarinese senza dover rinunciare a quella d’origine. Requisiti che dovranno essere dimostrati attraverso la somministrazione di un test. La presentazione della richiesta prevede un pagamento di 30 euro.

È quanto viene specificato nel nuovo Regolamento n. 4/26 che disciplina le modalità per presentare la domanda e per iscriversi al test. Insomma, sarà necessario superare un piccolo esame, che non sarà difficile, ma prevede almeno un minimo di preparazione. “Il dato è più politico che sostanziale” spiega il Segretario agli Interni Andrea Belluzzi nel corso di una conferenza stampa mirata proprio a far conoscere alle persone interessate queste ultime novità. “Non è tanto il merito quanto il sentimento – continua – perché la conoscenza è il primo gradino necessario per acquisire una cittadinanza”.

Per agevolare le persone interessate, sono state previste modalità piuttosto semplici. Si può avere qualsiasi informazione sulle procedure accedendo a IOL, che è il sito del governo sammarinese e di tutti i servizi PA. Ma già in conferenza stampa è stato spiegato che la conoscenza della lingua italiana è richiesta a un livello minimo B1 (intermedio), dimostrabile mediante certificazioni ufficiali o titoli di studio conseguiti presso istituti di lingua italiana o sammarinese. Tra questi, è contemplata anche l’Associazione Dante Alighieri.

L’altra sarà una prova scritta a risposta multipla, finalizzata a verificare la conoscenza della storia della Repubblica, delle istituzioni sammarinesi e dei valori fondamentali che regolano l’Ordinamento sammarinese. In questo caso sono stati previsti dei testi su cui poter studiare, tutti di autori sammarinesi, tutti scaricabili dal sito internet per una più facile fruizione. Tutte le Giunte di Castello hanno dato la loro disponibilità ad offrire aiuto per scaricare i documenti a quanti avessero difficoltà a fare questa operazione.

La prima prova si svolgerà il 18 aprile, ci si potrà iscrivere su IOL sino al 15 dello stesso mese e si intenderà superata con il conseguimento di almeno i due terzi delle risposte corrette. L’esito sarà comunicato entro 30 giorni sempre tramite l’applicativo IOL e avrà validità permanente. In caso di esito negativo, sarà possibile ripetere il test nelle sessioni successive previa nuova iscrizione. Le sessioni d’esame si terranno indicativamente nei mesi di aprile e novembre, con eventuali variazioni legate al numero degli iscritti.

“Con questo regolamento – commenta il Segretario Belluzzi – compiamo un passo significativo verso un sistema più moderno, trasparente e inclusivo. L’introduzione di strumenti digitali e di criteri chiari e condivisi consente di valorizzare il legame consapevole con la Repubblica di San Marino, garantendo al contempo procedure più efficienti e accessibili per tutti coloro che intendono intraprendere il percorso verso la cittadinanza sammarinese, con la creazione di un ponte tra cittadinanza e aspetto culturale relativo a conoscenza della storia, lingua e istituzioni, attraverso la dimostrazione della conoscenza della lingua e il superamento del test che sono requisiti fondamentali sottesi alla richiesta”.

Ma la politica non si ferma qui. Il Segretario Belluzzi ha già annunciato che c’è l’intenzione di convocare la Commissione I per audire tecnici italiani, europei e sammarinesi in materia di cittadinanza, oltre al Comitato Contrario alla modifica di legge appena varata, per fare tutti gli approfondimenti necessari su questa materia. Insomma, una sorta di istruttoria che precederà l’elaborazione di un Testo Unico in materia di cittadinanza.

Ma già si sa che per coloro i quali hanno rinunciato alla cittadinanza italiana, non ci sono soluzioni attualmente praticabili, perché San Marino non ha la potestà di concederla nuovamente. Questa è una facoltà che spetta appunto all’Italia