Economia e Lavoro

San Marino. USL: basta con le disparità economiche tra generi, serve un cambio di passo

USL in questi anni ha avuto un ruolo attivo nel tentare di far rientrare nel radar della politica temi cruciali come l’evoluzione delle tutele delle madri lavoratrici e non. È vero che la donna non è solo madre ma è anche vero che non c’è futuro senza donne che decidono di diventare madri e mettere al mondo dei figli. Donne che devono però poter conciliare il loro ruolo di madri con quello di lavoratrici. Va dunque tenuta alta l’attenzione sulla qualità della partecipazione delle donne al mondo del lavoro migliorando la qualità dell’occupazione femminile, le condizioni di accesso, la crescita e la permanenza nel lavoro. Un po’ quello, ampliando lo sguardo, che stanno facendo i Paesi membri della UE, tra cui l’Italia, dando finalmente attuazione alla Direttiva Ue 2023/970 che introduce obblighi di trasparenza per i datori di lavoro tra i quali:

-Indicazione della retribuzione o della fascia retributiva nella fase di selezione;
-Divieto di richiedere la storia retributiva al candidato;
-Diritto del lavoratore di conoscere i criteri retributivi adottati e quelli relativi alla progressione economica; 
-Retribuzione uguale e non solo sulla carta, per uomini e donne, su lavori uguali o di pari valore Il lavoro remunerato femminile non solo è meno diffuso di quello maschile, è anche più spesso a orario e paga più ridotte e meno sicuro, con effetti negativi sia sull’autonomia economica delle donne, vincolandone la libertà, sia sulle loro prospettive pensionistiche.

Questi squilibri permangono, nonostante sulla carta non sia così, anche a San Marino. “La parità retributiva tra donne e uomini – ha affermato il Segretario Generale di USL Francesca Busignani – con l’applicazione del principio di pari retribuzione per un lavoro di pari valore, non è un obbligo nuovo. È sancito dai Trattati e riflesso nella Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea. Troppo spesso, tuttavia, tali principi rimangono lettera morta e ci troviamo in un mercato del lavoro che non cresce come potrebbe perché non sfrutta appieno le capacità di ciascuno, talvolta mortificando le lavoratrici ed i lavoratori, non riconoscendone il giusto valore. Occorre dunque un repentino cambio di forma mentis dove le norme ovviamente devono essere la stella polare ma dove è necessario anche un passo in più in grado di innestare una nuova marcia che renda migliore il futuro di tutti noi”.

c.s Unione Sammarinese Lavoratori