Russia alla Biennale di Venezia, l’Ue attacca: “Decisione inaccettabile, a rischio i fondi europei”
Si accende lo scontro internazionale sulla partecipazione della Russia alla Biennale d’Arte di Venezia 2026. La decisione di consentire la riapertura del padiglione russo ha scatenato una dura reazione da parte della Commissione Europea, che ha espresso una condanna ufficiale e ha avvertito che potrebbero esserci conseguenze anche sul piano dei finanziamenti.
A intervenire sono stati la vicepresidente esecutiva della Commissione Henna Virkkunen e il commissario europeo alla Cultura Glenn Micallef, che hanno firmato una comunicazione con cui Bruxelles critica apertamente la scelta della Fondazione Biennale. Secondo l’esecutivo europeo, permettere alla Russia di tornare alla manifestazione rischia di trasformare un evento culturale internazionale in uno spazio potenzialmente utilizzabile per propaganda, in un contesto segnato dalla guerra contro l’Ucraina.
La Commissione ha ricordato la posizione già espressa dall’Unione Europea nei confronti del conflitto, definito un’aggressione illegale da parte di Mosca. In questo quadro, Bruxelles sostiene che la cultura dovrebbe essere uno strumento di dialogo e libertà, e non un canale che possa essere sfruttato da governi coinvolti in conflitti armati.
La vicenda, nata inizialmente in Italia, si è rapidamente ampliata oltre i confini nazionali, coinvolgendo anche Ucraina e istituzioni europee. La decisione della Biennale di consentire alla Russia di riaprire il proprio spazio espositivo ai Giardini di Venezia ha infatti sollevato un dibattito che ormai si gioca sul piano internazionale.
Intanto cresce la pressione politica sulla gestione della Fondazione Biennale e sul suo presidente Pietrangelo Buttafuoco. Dopo la presa di posizione della Commissione europea, la questione potrebbe ora trasformarsi in un caso diplomatico tra Bruxelles e l’Italia, con possibili ripercussioni anche sulla governance dell’istituzione veneziana.


