San Marino. “Nuove forme di lavoro per una nuova economia”. Idee, ragionamenti, criticità emersi nella tavola rotonda di Libera
di Angela Venturini
Il binomio lavoro e sviluppo rappresenta un motore fondamentale per la crescita economica e sociale, poiché si focalizza sul miglioramento delle competenze dei dipendenti, l’innovazione tecnologica e l’adeguamento delle politiche del mercato del lavoro. Per questo, Libera ha voluto dedicare una sessione al tema “Nuove forme di lavoro per una nuova economia” nel contesto di una tavola rotonda che prelude alla prossima Assemblea generale. Ancora una volta, viene declinato il tema dell’ascolto della società civile, per dare alla politica la possibilità di elaborare esigenze e richieste reali.
Coordinati dalla competenza comunicativa di Tony Margiotta, si sono alternati al microfono Gian Angelo Geminiani di San Marino Innovation, Matteo Casadei di Studio 99, Enzo Merlini CSDL, Michele Andreini OSLA, Martina Selva dipendente Passepartout S.p.a.
La situazione di piena occupazione attualmente vigente a San Marino, con la disoccupazione ai minimi storici, non esime nessuno dal valutare le grandissime trasformazioni che stanno interessando il mondo del lavoro, con l’ingresso delle nuove tecnologie, a cominciare dall’introduzione della robotica nei processi produttivi; la necessità sempre più pressante di una cyber security, perché il web è terreno di conquista per tantissimi malintenzionati; la richiesta di maggiore attenzione normativa nell’equilibrio (molto spesso assai precario) tra tempo-lavoro e tempo-famiglia.
In questo quadro si inserisce il problema dei nuovi talenti professionali, sempre troppo pochi rispetto alle richieste; il fenomeno della fuga dei giovani alla ricerca di nuove competenze e nuove possibilità; la progressiva mancanza di mestieri artigianali e di servizio, che erroneamente vengono considerati come minoritari e che invece risultano essere altrettanto remunerativi e soddisfacenti delle nuove professioni.
Un luogo comune rilevato da alcuni relatori è il rischio di una progressiva diminuzione dalla richiesta di lavoratori proprio a causa dell’automazione del lavoro e dell’espansione dell’IA. Un fenomeno che se da una parte andrebbe a compensare le conseguenze causate dalla denatalità, dall’altra andrebbe a creare enormi problemi sul fronte delle pensioni. Ma è anche stato detto che l’IA non è un sostituto del lavoratore in quanto esprime la sua validità solo se interrogata nel modo giusto. Quindi, dall’altra parte ci vuole sempre l’Uomo.
Un altro elemento piuttosto contraddittorio è stato rilevato a proposito della scuola, che nonostante i suoi progetti di formazione e informazione, non insegna ai ragazzi a lavorare. Così, quando arrivano al diploma o alla laurea sono tutti convinti di aver il lavoro in mano, mentre non hanno acquistato alcuna competenza specifica. Per queste ragioni nascono gli stage aziendali, come quello frequentato da Martina Selva, che poi le ha fatto conquistare il posto di lavoro.
Dal punto di vista dei lavoratori, e del sindacato che ne tutela i diritti, emerge invece un nuovo bisogno: mettere insieme il bisogno di lavorare (che è per tutti) con la soddisfazione di lavorare (aspetto molto meno contemplato nella casistica). In questo caso il discorso si estende dalla retribuzione all’orario di lavoro, che spesso non è adeguato alle esigenze personali e della famiglia. Oltre tutto, con una crescente disaffezione per i lavori serali, notturni e festivi, che invece sono di prassi in moltissime tipologie lavorative, sia pubbliche che private. Non piace eccessivamente neppure la settimana corta, ormai superata dal concetto della riduzione dell’orario giornaliero, che alla prova dei fatti di chi l’ha sperimentato, aumenta la produttività. E qui la soddisfazione è duplice: dell’azienda e del dipendente.
Fondamentale, in ogni caso, evitare i modelli rigidi, perché ancora è difficile immaginare i nuovi scenari e avere sempre in primo piano i temi sociali, proprio perché la riqualificazione e la riconversione dei lavoratori sarà ben presto un tema dominante.


