Emirati nel mirino, italiani fermi a Dubai: polemica su Crosetto
Il conflitto ha raggiunto anche le vetrine del lusso internazionale. Dubai e la celebre Palm Jumeirah sono state coinvolte negli attacchi legati alla crisi tra Iran, Israele e Stati Uniti. Tra grattacieli, resort esclusivi e spiagge artificiali, il rumore delle esplosioni ha sostituito quello del turismo.
Negli Emirati Arabi risiedono migliaia di italiani e molti altri erano presenti per vacanza o lavoro. Tra questi anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, impossibilitato a rientrare dopo la sospensione dei collegamenti aerei. Il viaggio, iniziato per motivi familiari, si è trasformato in una permanenza forzata a causa della chiusura dello spazio aereo.
La situazione ha innescato un botta e risposta politico in Italia. Il Movimento 5 Stelle ha criticato il governo parlando di isolamento sul piano internazionale. Di segno opposto la reazione di Fratelli d’Italia, che ha accusato l’opposizione di usare la crisi per attaccare l’esecutivo invece di concentrarsi sulla sicurezza dei cittadini italiani all’estero.
Sul posto, intanto, prevale l’apprensione. Testimoni italiani raccontano di jet in volo e deflagrazioni improvvise che hanno spinto turisti e residenti a cercare riparo negli hotel. Le rappresentanze diplomatiche hanno raccomandato di restare al chiuso in attesa di sviluppi.
La cartolina patinata degli Emirati si è così incrinata in poche ore, dimostrando come anche le mete simbolo della finanza e delle vacanze possano trovarsi improvvisamente al centro di uno scenario di guerra.


