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La storia del Ritrovo Lavoratori di Serravalle raccontata in un libro a firma di Laura Rossi

Angela Venturini

La memoria è un dovere, la testimonianza è un diritto. Poiché la memoria spesso si diluisce nel tempo, la testimonianza, soprattutto quella scritta, aiuta a rendere eterna la memoria. Nasce così il libro “RLS – Ritrovo Lavoratori Serravalle” come testimonianza di uno sforzo fondativo e una visione comune di valori e di interessi da parte di quella comunità.

Lo firma Laura Rossi, storica, ricercatrice, autrice di numerosi volumi sammarinesi, su proposta della Fondazione RLS, presieduta da Monica Michelotti. Il testo ne traccia le tappe più significative, che in qualche maniera ricalcano la storia di Serravalle. La presentazione è stata organizzata nella sede ufficiale del Ritrovo, a Serravalle, domenica pomeriggio.

Laura Rossi è un’affabulatrice e la storia di questo organismo diventa subito il racconto di uomini e donne, attraverso un’epoca che era appena ieri.  Il Ritrovo di Serravalle è uno di quei progetti, come le Case del Popolo, che sorsero pressoché ovunque a San Marino, tra la metà degli anni Quaranta e gli anni Cinquanta del secolo scorso. Ce n’erano 19 in tutto, ma questo in particolare fu creato grazie alla legge n. 1 del 27 gennaio del ’49 a tutela dei lavoratori, che riconosceva in maniera ufficiale la Confederazione Sammarinese del Lavoro (CSDL). E proprio il sindacato fu sempre un tenace sostenitore di questa iniziativa.

La Cooperativa RLS nacque con scopi educativi, ricreativi e sociali, con oggetto la costruzione di un edificio che ne diventerà la sede. Il capitale sociale era costituito da azioni da 20 mila lire ciascuna, personali e non cedibili. I soci erano tutti uomini, qualcuno firmava con la croce, perché l’analfabetismo era assai diffuso. La costruzione venne avviata su un’area pubblica, dove prima c’era la pescheria, ad opera degli stessi soci.

I tempi non erano facili. Si era a ridosso dei fatti di Rovereta, c’era il rischio di una guerra civile, le associazioni di sinistra erano molto attenzionate.

Ma gli anni passano, la Cooperativa resiste: si risolvevano progressivamente i problemi strutturali e, negli anni Sessanta, entrò a farvi parte la prima donna. Era Anna Censoni, che subentrò al marito Bartolomeo Manzaroli, già socio fondatore, in virtù della modalità già prevista dallo statuto di far avvicendare un familiare in caso di decesso.

Non ci sono molti documenti attraverso cui ricostruire le vicende della Cooperativa RLS. Laura Rossi si rifà alle fonti di archivio, a quelle del sindacato e cercando un po’ ovunque. Arriva così fino agli anni Novanta, quando la Cooperativa si riorganizza e si trasforma in Fondazione. Sono anche gli anni in cui nascono i Centri sociali, con un accavallarsi di ruoli e di competenze nel settore socioculturale, che possono creare confusione e inefficienze. “Un consigliosuggerisce Laura Rossi in chiusura – in questi casi bisogna cercare di operare in sinergia con le altre organizzazioni, per evitare la dispersione delle risorse e di quel carattere di comunità, di cui c’è sempre un gran bisogno”.

Oggi, la Fondazione è un punto di incontro e di ritrovo, non solo, ma con la sua sede ha dato anche una risposta al bisogno di parcheggi proprio nel cuore di Serravalle. E il libro, appena dato alle stampe, nobilita ulteriormente quei valori che sono sempre stati il vessillo di lavoratori e cittadini.

Restituire alla cittadinanza e ai soci della Fondazione questa parte di storia – afferma la presidente Maria Domenica Michelottisignifica preservare un patrimonio di grande valore simbolico e celebrare coloro che per primi diedero il via al sodalizio. Perché i tempi cambiano, ma i valori rimangono”.