Sakura Judo: “Dove le radici si intrecciano nasce il futuro di una comunità”
Martedì 26 maggio, alle ore 18:20, presso la Palestra Cons Don Gui di Fiorentino, con una puntualità impeccabile, in occasione della cerimonia di consegna delle cinture della Sakura Judo, la presenza degli Eccellentissimi Capitani Reggenti ha dato vita a qualcosa che è andato ben oltre una partecipazione istituzionale. È stato molto più di un momento formale: un momento capace di lasciare un segno nella sostanza, profondamente umano. L’incontro ha avuto la capacità di fermare il tempo. L’esperienza vissuta durante questo incontro, che rimarrà custodita nella memoria e nel cuore di molti bambini, famiglie, autorità e presenti. Da una parte gli occhi dei bambini, pieni di vitalità, creatività e gioia, dall’altra l’autorevolezza, la responsabilità e la guida rappresentate dalle più Alte Cariche dello Stato. Mondi apparentemente lontani che, in quel momento, si sono trovati nello stesso luogo, a dimostrazione come percorsi di vita differenti possano in realtà camminare nella stessa direzione. Proprio questo era l’intento dell’incontro: portare alla luce l’esistenza di risorse già esistenti sul nostro territorio sammarinese, le persone. Come le radici di una pianta, pur essendo nascoste, sostengono il tronco per una prospera chioma. Quali benefici ne avrebbero tutti se ci fosse l’intreccio di radici diverse, quanto migliore e più stabile diventerebbe la nostra comunità e sarebbe un esempio nel mondo, condizionando positivamente l’esterno, evitando di venire coinvolti dagli asti del sistema che ci circonda. Ciò che ha colpito profondamente la maestra Silvia Marocchi non è stata soltanto la presenza istituzionale, ma qualcosa di molto più raro. Le Loro Eccellenze Alice Mina e Vladimiro Selva sono stati un esempio, Maestri di ascolto. Una forma apparentemente silenziosa, che ha portato in risalto grazie ai modi rispettosi, la luce dello spessore della Loro presenza umana. Evidente è stato l’attenzione e la cura sincera ad ogni singolo bambino. In una società che sembra spingerci continuamente verso ottenere risultati velocemente e in fretta, le Loro Eccellenze hanno offerto, con umiltà, una silenziosa lezione: il valore della forma nel suo significato più autentico, attraverso il potere dell’ascolto. Troppo spesso oggi la forma viene confusa con l’apparenza. Ma il modo in cui muoviamo il corpo educa anche il modo in cui costruiamo il pensiero. E il pensiero, insieme alle parole che ci ripetiamo ogni giorno, condizionano le nostre emozioni. Quante volte le parole che abbiamo ascoltato e i comportamenti che abbiamo vissuto hanno lasciato un segno dentro di noi? Non possiamo cambiare gli eventi passati, ma possiamo dare un significato diverso. Come? Cambiando le parole che scegliamo di ripetere nel presente. Ascoltiamoci. Impariamo ad ascoltare per primi noi stessi, le parole che ci diciamo, le emozioni che proviamo, i bisogni di cui necessitiamo. Durante la cerimonia è stato donato ai Capitani Reggenti un bonsai dalle radici intrecciate.
Perché i tanti rami di un albero possono innalzarsi verso il sole e mostrarsi a tutti soltanto quando esistono radici profonde e intrecciate che donano stabilità, indipendentemente dal terreno in cui si trovano. Sempre più ragazzi si chiudono in sé stessi, hanno paura del giudizio di noi adulti, delle nostre aspettative. Come possiamo fare affinché non temano il confronto e si sentano liberi di esprimere se stessi? La disciplina del judo allena quotidianamente valori quali il rispetto, la condivisione e l’incontro tra persone diverse. Il judo permette di allenare quella capacità nascosta che ciascuno possiede: ribaltare le difficoltà in opportunità. Nel judo si scopre che spesso il vero avversario non è davanti a noi, ma dentro di noi: sono le paure, i desideri tenuti nascosti, i pensieri e le parole che continuiamo a ripeterci. Le tecniche del judo allenano ad entrare in contatto con l’altro, a proiettarlo con rispetto, a sfruttare l’energia propria e dell’altro con gentilezza, ad avere il focus su un punto preciso, su ciò che desideriamo invece che su ciò che temiamo. Tra i tanti maestri incontrati sul tatami, da oggi la maestra Silvia annovera nel proprio cuore anche gli Sue Eccellenze Alice Mina e Vladimir Selva, come maestri di ascolto, di presenza e di quella capacità di dare spazio nel presente per celebrare l’unicità di ogni persona, indipendentemente dall’età. Un sentito ringraziamento viene inoltre rivolto al Segretario di Stato per lo Sport Rossano Fabbri, al Segretario di Stato all’Istruzione e alla Cultura Onorevole Teodoro Lonfernini, al Capitano di Castello di Fiorentino Marco Gattei, al Presidente della FJLAS Marino Zanotti, al membro del CDA Fjlas Monica Moroni e al Vicepresidente dell’Associazione Parkinson, con il quale la Federazione Judo ha avviato specifici corsi dedicati.
Al termine della cerimonia sembrava quasi che nessuno volesse andare via. Si percepiva una sensazione particolare: quella che non si stesse concludendo qualcosa, ma che si stesse aprendo un nuovo inizio. Come se ci fosse ancora molto da ascoltare e molto da condividere. È rimasto il desiderio sincero di potersi rincontrare, di ripetere quella l’opportunità straordinaria di crescita comune, nata grazie all’incontro tra due mondi apparentemente diversi, che hanno scelto volontariamente di avvicinarsi perché condividono valori comuni. Quali straordinari benefici potrebbe ottenere la nostra comunità se permettessimo a noi stessi e ai nostri ragazzi di scoprire che esiste un altro mondo, fatto di incontri. Dove ci si allena a guardare come si osserva una pianta. Senza aspettative, senza soffermarci superficialmente sull’apparenza esterna, senza giudicare la forma o i comportamenti, senza pretese che si muova o cresca a nostra immagine. Ma attraverso l’esempio di principi ad aiutarla ad essere libera di prendere la sua forma. Judo dona una grande opportunità, sconfigge i nostri timori imparando ad accettare il confronto con rispetto.
C.s. Sakura Judo San Marino Asd


