Accordo unanime su legge anti-molestie: San Marino ridisegna le tutele nei luoghi di lavoro
La Repubblica compie un passo determinante verso la modernizzazione delle dinamiche occupazionali. L’orizzonte normativo delineato è il frutto di un anno intero di fitto confronto in seno al tavolo tripartito. Si tratta di un percorso approfondito, culminato nel punto d’incontro definitivo siglato con la totalità delle parti sociali. Al termine del Tavolo Tecnico dedicato al contrasto alle discriminazioni, le forze sociali, sindacali e governative hanno siglato un’intesa su un testo normativo destinato a fare scuola. Il provvedimento guarda con decisione alla Convenzione 190 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Non si tratta della solita enunciazione di princìpi astratti; tutt’altro. Vengono introdotti strumenti operativi immediati per blindare la dignità di chi lavora. L’impianto legislativo perimetra con estrema precisione le condotte sanzionabili. La tutela non si ferma alle mura dell’azienda: copre gli episodi legati all’organizzazione logistica e le sempre più insidiose molestie digitali. Tra le novità più significative spicca la facoltà per le vittime di rassegnare le dimissioni per giusta causa. Il meccanismo viene blindato dall’Ufficio per il Lavoro e le Politiche Attive (ULPA), garantendo l’uscita immediata da una situazione di sofferenza e il passaggio automatico alle liste di mobilità o disoccupazione, preservando una riservatezza assoluta nelle procedure di tutela.
La risposta del sistema Paese si è dimostrata compatta. Le sigle sindacali e le associazioni datoriali, pur partendo da visioni fisiologicamente distanti, hanno espresso un forte e condiviso apprezzamento per il metodo del confronto scelto dall’Esecutivo. C’è la consapevolezza diffusa che un ambiente sano aumenti la produttività e riduca i costi sociali. Anche la Commissione e l’Authority per le pari opportunità hanno accolto con grande favore la stesura finale, intravedendo nel testo una risposta strutturata a un vuoto normativo che andava colmato in fretta. Insomma, un’intesa d’insieme che coniuga etica e pragmatismo economico. L’armonia istituzionale dietro questo traguardo traspare dalle parole dei protagonisti. Alessandro Bevitori, Segretario di Stato per il Lavoro, non nasconde la complessità del percorso: «Raggiungere l’unanimità non era affatto scontato. Abbiamo smussato angoli, certo, ma senza mai cedere sul valore della tutela. Si introducono risposte concrete per chi spesso soffre in isolamento. La fase sperimentale di dodici mesi ci permetterà di verificare sul campo l’efficacia delle norme e correggerle se necessario. La serenità occupazionale costituisce un diritto inalienabile, non un privilegio negoziale».
Un pilastro fondamentale del provvedimento si concentra sulla sfera della salute. Viene infatti istituito un congedo retribuito fino a cento giorni lavorativi, fruibile nell’arco di un triennio per chi segue percorsi di protezione certificati. La gestione di questa delicata transizione vede in prima linea l’Istituto per la Sicurezza Sociale. Marco Gatti, Segretario di Stato per la Sanità, evidenzia la centralità dell’approccio clinico e psicologico: «La violenza sul lavoro lascia ferite profonde, spesso invisibili. Con il congedo speciale e il supporto attivo dell’ISS si offre una rete di protezione psicofisica ed economica reale, valida sia per i dipendenti subordinati che per i lavoratori autonomi. Nessuno deve essere costretto a scegliere tra la propria salute e lo stipendio». L’efficacia della riforma dipende inevitabilmente dalla sua applicazione trasversale, a partire dalla macchina pubblica. Andrea Belluzzi, Segretario di Stato per gli Affari Interni, sottolinea la valenza strategica dell’integrazione normativa: «La Pubblica Amministrazione deve fungere da modello virtuoso.
L’allineamento del settore pubblico a questi standard rigorosi rappresenta un dovere morale. Stiamo ridefinendo le regole d’ingaggio del vivere civile all’interno delle nostre istituzioni, integrando la prevenzione dei rischi psicosociali nei regolamenti interni. Un impianto del genere funziona solo se l’intera catena istituzionale rema nella medesima direzione». La scommessa normativa si giocherà ora sulla sua effettiva penetrazione nel tessuto sociale quotidiano. Il testo prevede un monitoraggio costante dei dati aggregati per valutare la reale portata delle nuove tutele. Al termine dell’anno di prova, la Segreteria per il Lavoro presenterà una relazione dettagliata al Tavolo Tecnico. Sarà quel documento a tracciare la rotta ed affinare eventualmente il tiro. San Marino sceglie la via della fermezza, trasformando la prevenzione in un patrimonio culturale comune.
c.s. Segreteria di Stato per il Lavoro, Segreteria di Stato per la Sanità, Segreteria di Stato per gli Affari Interni


